LA VISIONE DEL MONDO DI ILDEGARDA VON BINGEN

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LA VISIONE DEL MONDO DI ILDEGARDA VON BINGEN

IL RITORNO DI SANTA ILDEGARDA

di Marie Noelle Urech

E’ privilegio di alcuni Esseri, la cui armonia interiore si é sintonizzata con quella cosmica, di
entrare in contatto con delle Energie Superiori. Questa sottile comunicazione tra visibile e
invisibile li ha messi in condizione di trasmetterci opere eterne, frutto di visioni al di là dello
spazio e del tempo.

Queste opere e visioni vivono ancora di vita propria, secoli dopo la loro manifestazione. Se
temporaneamente sono rimasti lontani dalla nostra vista, ritornano alla luce quando le esigenze di
un nu ovo ordine si fanno imperative.

La nostra epoca, cerniera tra due millenni, é matura per accogliere di nuovo la visione di una delle
più grandi figure mistiche dell’ Occidente: Ildegarda von Bingen.

Questa badessa benedettina del XII secolo, esempio luminoso di spiritualità , il primo medico
psicosomatico della storia, dopo un oblio di ottocento anni, viene riscoperta in un momento di
profonda trasformazione planetaria.

Dotata di grande carisma, Ildegarda predicò fino all’ età di ottanta anni alle folle in tu tta la
Germania, mitigò le intemperanze dell’ Imperatore Barbarossa, consigliò Papi e monarchi di tutta
Europa e fondò due monasteri. Scrisse importanti trattati di medicina (oggi sarebbero definiti
olistici, di musica, di cristalloterapia, di t eologia, di dietetica, ma soprattutto lasciò le sue
visioni in eredità al mondo.

Precorrendo i fisici quantistici, Ildegarda considera ogni cosa, ogni uomo ed ogni evento
intimamente connessi ed interdipendenti. Il corpo dell\rquote uomo, microcosmo, svolge funzioni
precise, esattamente come l’ universo, macrocosmo, e, tra l’ uno e l’ altro, vi é correlazione.

Nel suo piccolo mondo, l’ uomo può sperimentare nell’anima e nel corpo, l’ intelligenza e l’ ordine
universali in quanto macrocosmo e microcosmo sono simili. Tuttavia questo legame non implica uno
stretto rapporto causale e la dipendenza dell’uomo dalle forze cosmiche. La responsabilità dell’
uomo rimane intatta, così pure la possibilità di decidere tra il bene e il male.

Salute e malattie dell’ uomo dipendono quindi dall’equilibrio non solo tra corpo e Anima (tra psiche
e soma) ma anche tra microcosmo-uomo e macrocosmo-universo. Questa visione unitaria di gran moda
oggi, la chiamiamo olistica e riflette una tale profonda umanità e amorevolezza da designarla non
solo come sacerdotessa, profetessa e medico ma anche come essere umano completo ed ispirato, che
trascende il tempo.

Non ci possiamo meravigliare della straordinaria SINCRONICITA’ che unisce la visione di una mistica
del XII secolo al nuovo modello di pensiero che si delinea oggi, in un momento in cui l\rquote
attenzione generale si focalizza sulla visione globale, la psicosomatica, l’ alleanza dell\rquote
uomo con la Natura, l’ alimentazione, la guarigione, la spiritualità, grandi tematiche queste che
hanno favorito la fioritura di tecniche e metodologie che restituiscono l’ uomo alla sua unità
originaria.

La biografia di, Ildegarda la descrive come una donna di gran carattere. Ancora oggi, posso dire che
ella non esita davanti a nessun mezzo per portare il suo grande messaggio al mondo.

Tra questi, mi sono trovata, un pò stordita, investita da ciò che mi sembrava essere qualcosa al di
là della mia portata, ma alla quale non ho voluto sottrarmi dopo la grande trasformazione che questo
contatto ha operato nella mia vita e in quella delle persone a me vicine.

Dopo un lungo periodo di silenzio, ho ricevuto l’ ingiunzione da parte di Ildegarda a diffondere i
segni ricevuti, nelle circostanze poco banali che narrerò in un libro di prossima pubblicazione.

Ma desidero intanto condividere con voi la storia del mio incontro con questa presenza di luce che
mi accompagna ormai da sette anni. Ildegarda decise di entrare in contatto la prima volta con me
tramite un sogno; in seguito si manifestò non solo con altri sogni ma anche con coincidenze
significative che ripetutamente richiamavano la mia attenzione nella direzione voluta da lei. Molto
brevemente, vi racconto come avvenne il Contatto.

Non avevo mai sentito parlare di Santa Ildegarda fino al 23 gennaio 1992, quando, attraverso, un
sogno, entrai in contatto con questa entità. Sognai di trovarmi in un castello medievale, vicino ad
una sopraelevazione che nel sogno mi fu indicato come alta major.

Una coppia di anziani vestiti di scuro mi interpellarono, mostrandomi uno scrigno contenente due
oggetti: a destra vi era l’ insegna d’ oro del bastone episcopale e a sinistra, un oggetto oblungo
d’ argento che non riuscii ad identificare. Sentii una voce dirmi: Si sono ritrovate le insegne di
Santa Ildegarda, devi andare a portare il messaggio a tutti.

A questo punto mi accorsi di essere vestita da paggio con bellissimi indumenti medievali. I due
anziani insistettero con la loro richiesta e cosi io partii in giro per il castello ad annunciare la
notizia.

Mi svegliai con le loro parole che mi risuonavano ancora nella testa. Cominciò allora per me una
straordinaria ricerca su quella Santa straniera che non avevo mai sentito nominare in vita mia.
Ricerca che comportò altre scoperte, messaggi e sincronicità sconvolgenti.

Dopo un lungo periodo di dubbi ed incertezze sul significato di questa esperienza, ricevetti sei
mesi dopo una prodigiosa conferma, che mi convinse che tutto andava verso un senso, una direzione, e
che io dovevo seguire il mio sogno.

Andai a Eibingen, in Germania, sulle rive del leggendario Reno, dove Ildegarda aveva fatto costruire
la sua seconda abbazia. Visitai il chiostro e là, in una nicchia, scorsi una statuina .

Era lei. Ma quale fu il mio stupore quando notai che nella mano sinistra reggeva il bastone
episcopale e nella sinistra oggetto non identificato del sogno: una piuma d’oca! Ildegarda ha
trasmesso il suo testamento spirituale attraverso un gran numero di opere dettate al suo fedele
segretario Vomar.

Innumerevoli le sue lettere al Papa, all’Imperatore Barbarossa, a Bernardo di Chiaravalle, a tutti
grandi della sua epoca.

I suoi trattati di medicina naturale, di guarigione e di musica, le visioni straordinarie che
l\rquote hanno designata al mondo come profetessa, sono pervenuteci tramite manoscritti ornati di
meravigliose miniature. Ora si chiudeva il cerchio, tutti gli eventi, sogni e prodigi vissuti
avevano un senso compiuto.

L’ ultimo messaggio di Ildegarda data del maggio 1999: ‘affrettatevi con urgenza, i tempi sono
arrivati, riunite più gruppi e persone possibili per meditare insieme sull’ amore e la pace. Così
nasce l’ iniziativa dell’ Associazione Viriditas: meditazione per la Pace.

per gentile concessione di Marie Noelle Urech – www.viriditas.ws/

Hildegard von Bingen: Il grande uovo cosmico
Hildegardis Liber Scivias (ed. A. Führkötter, A. Carlevaris, “Corpus Christianorum – Cont.
Mediaevalis” vol. XLIII A/B, Turnholti, Brepols, 1978): “Visio tertia primae partis”
“Dopo queste cose vidi una grandissima visione rotonda e oscura fatta a somiglianza di un uovo,
stretto nella parte superiore, largo nel mezzo e ristretto di nuovo sul fondo; all’ esterno di essa,
per tutta la sua circonferenza,c’ era del fuoco splendente, che aveva sotto di sé qualcosa come una
membrana oscura.

All’ interno di questo fuoco vi era un globo di fuoco scintillante, di tale grandezza che tutta la
visione ne veniva illuminata; questo aveva sopra di sé tre piccole faci poste ordinatamente una
sopra l’ altra, che trattenevano con il loro fuoco il globo, affinché non s’ inclinasse.

Questo globo in certi momenti si levava in alto e una grande quantità di fuoco gli si faceva
incontro, cosicché esso mandava più lontano le sue fiamme; talvolta si inclinava verso il basso, e
un gran freddo gli veniva incontro, cosicché ritraeva velocemente da esso le sue fiamme.

Da quel fuoco che circondava la visione usciva un vento con i suoi vortici, e dalla membrana che era
sotto di lui ribolliva un altro vento coi suoi vortici, che si diffondevano qua e là in questa
visione.

All’ interno di quella stessa membrana vi era un fuoco tenebroso, così orribile che non potevo
guardarlo, che la scuoteva tutta con la sua forza, pieno di rumore, di tempeste e di pietre
acutissime, grandi e piccole. Quando si levava il suo rumore, quel fuoco splendente e i venti e l’
aria si agitavano, cosicché dei lampi precedevano il rumore: perché il fuoco per primo sentiva in sé
l’ agitazione provocata da quel rumore.

Poi sotto quella membrana vi era un etere purissimo, che non aveva sotto di sé nessuna membrana, e
all’ interno di esso vedevo un globo di fuoco candido e molto grande, che aveva sopra di sé due
piccole faci poste ordinatamente una sopra l’ altra, che trattenevano il globo, affinché non
eccedesse la misura del suo corso.

E nello stesso etere erano state poste ovunque molte sfere luminose, in cui lo stesso globo talvolta
faceva scorrere la sua luminosità svuotandosi alquanto; e poi, ritornando sotto il predetto globo
di fuoco rosso e rinnovando da lui le proprie fiamme, di nuovo le inviava con un soffio verso le
stesse sfere.

Anche da questo etere si diffondeva un vento coi suoi vortici, che si espandeva in ogni parte della
stessa visione. . Al di sotto di questo etere vedevo un’ aria acquosa, che aveva sotto di sé una
membrana bianca, che spandendosi di qua e di là portava umidità in tutta quanta la visione.

E questa umidità, aggregandosi tutta all’ improvviso, produceva uno scroscio di pioggia con grande
fragore; e diffondendosi lentamente, dava una pioggia leggera con moto lieve. Anche da qui un vento,
che usciva coi suoi turbini, si diffondeva dovunque per la predetta visione. In mezzo a questi
elementi vi era un globo sabbioso di grandi dimensioni, che gli altri elementi circondavano, in modo
che non potesse inclinarsi né da una parte né dall’ altra.

Ma dal momento che talvolta quegli elementi si scuotevano a vicenda coi venti, di cui abbiamo
parlato, facevano muovere alquanto con la loro forza quest’ ultimo globo. E vidi fra settentrione e
oriente qualcosa come un monte altissimo, pieno di tenebre verso nord e pieno di luce verso est,
cosicché né la luce poteva toccare le tenebre, né le tenebre potevano toccare la luce.

E udii una voce dal cielo che mi diceva: Attraverso le cose visibili e temporali si manifestano
quelle che sono invisibili ed eterne”
– ildegarda von bingen –

da olotropica.it

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