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La ricerca di un significato

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La ricerca di un significato

A cura della d.ssa Laura Scafati

Che la nostra Società sia diversa da quella di duemila anni fa è cosa apparentemente nota, ma è
davvero sorprendente scoprire le varie caratteristiche simili che uniscono il nostro mondo a quello
di Gesù e dei suoi contemporanei.
Naturalmente, noi siamo più evoluti e godiamo di conoscenze considerevolmente superiori, ma non per
questo siamo più saggi o più intelligenti.
E’ innegabile che stiamo vivendo un’acuta crisi di significati ed un’incertezza suoi nostri
obiettivi.
Ogni nuova impresa terroristica, ogni nuovo disastro ecologico, l’insoddisfazione per i sistemi di
governo ci provocano brividi di paura e ci fanno comprendere che il nostro mondo sta ormai
collassando, sotto il suo stesso peso mentre, Noi, ci sentiamo “tenuti in ostaggio”.

In mezzo a questo marasma vive un nuovo fondamentalismo, che rappresenta uno dei massimi pericoli
per il nostro futuro.
Profeti e predicatori sorgono dal nulla e pari a novelli “Savonarola” e si mettono a gridare
invettive contro la decadenza, l’immoralità, la corruzione…..
Sette, culti e discipline proliferano attirando numerosi adepti mentre i loro forzieri si riempiono
di notevoli somme di denaro con la complicità di potenti interessi politici.
E’ sempre esistita, nel rapporto dell’uomo con i suoi dei e con la ricerca di significati, una
tendenza a cercare scorciatoie.
In passato, questi tentativi, venivano immancabilmente ritenuti sospetti.

Oggi, invece, sotto l’egida di una Società consumistica, hanno acquisito una legittimità senza
precedenti.
Il consumismo ha reso le scorciatoie rispettabili praticamente in ogni sfera.
Qualunque scorciatoia è un “bene commerciabile” mentre le promesse sono sempre più esorbitanti, a
livello implicito od esplicito: fiducia e stima di sé, successo, salute, ricchezza, il partner dei
propri sogni, e per finire l’unione con il Cosmo.
Tutto questo perché Noi abbastanza confusi viviamo, in maniera palpabile, all’ombra di un imminente
evento apocalittico e quindi cerchiamo qualsiasi mezzo, che ci aiuti a ritrovare dei significati,
delle certezze.
Storicamente parlando la nostra Epoca non è certo la sola a poter essere paragonata agli Ultimi
Tempi del I secolo, ma il fatto che possediamo il potere di scatenare la fine del mondo ci rende
“Unici” e quando un presidente americano comincia a pensare in termini di Armageddon, si è costretti
a prendere la cosa sul serio!

E’ bene chiarire che il presidente in questione non è dotato di una capacità di comprensione che a
Noi manca e neppure è meglio informato sui piani divini o progetti di provvidenza.
Non perché le sue idiosincrasie religiose meritino rispetto, ma semplicemente perché siamo “in
maniera umiliante” alla sua mercè e la Tecnologia gli rende perfettamente possibile provocare un
Armageddon per poi attribuirne la responsabilità a Dio.
Arrivati a questo punto chi dirige il mondo da dietro le quinte ha in mano un potere immenso che è
quello di toccare alcune delle corde più profonde della psiche umana per poi arrivare a sollecitare
una risposta a livello di massa.
La nostra paura atavica di un’ecatombe mondiale ci rende schiavi e non ci fa più considerare la
realtà per quella che è!
La paura così diventa un mito, uno strumento di potere perverso perché non mira alla sicurezza degli
individui, ma al dominio di chi la produce. La si inventa e la si aumenta per poterla gestire a
proprio piacimento.

Il mito di Prometeo che ruba il fuoco agli Dei conservandolo in una canna altrimenti potrebbe
spegnersi e l’uomo avrebbe freddo… viene totalmente rovesciato.
Prometeo, che un tempo rubava la tecnica agli Dei per trasformarla in cultura al fine di migliorare
la vita umana diventa un “deus ex machina” malvagio poiché origina una Tecnologia usata per la
nostra stessa alienazione ad uso e consumo del Potere.
Terrorizzati e con il cervello completamente alienato ci ritroviamo così ad aspettare un nuovo
Messia, che possa salvarci da una fine certa e poco importa chi vestirà quei panni…siamo troppo
presi dalle nostre paure per operare delle scelte razionali.
Così applicando con un semplicismo imbarazzante una prassi interpretativa vecchia di duemila anni e
abbondantemente superata dagli sviluppi storici, gli uomini cercano di dare un significato al mondo
contemporaneo.

Certo questi miei pensieri potranno sembrare allarmisti per coloro che non si rendono conto di
vivere in un isterismo apocalittico portato agli estremi, ma – a costo di sembrare una Cassandra in
chiave moderna – dico chiaramente che se non sapremo opporci all’isteria del fondamentalismo
americano, se gli permetteremo di trasformarsi in profezia che si autorealizza, il risultato
potrebbe essere, letteralmente, la fine del mondo nella lenta agonia di un inverno nucleare.
Ma attenzione, in realtà il problema non è che la specie umana distrugge se stessa; la specie umana
non ha alcun desiderio di farlo.
La specie umana rischia di essere distrutta, non dall’uomo, ma da un pugno di individui decisi a
usare nel peggiore dei modi il potere, che la fiducia popolare ha posto nelle loro mani.
Non è la specie umana, bensì un conclave spaventosamente piccolo di figure politiche ad avere
autorità di vita e di morte sull’intero Pianeta e tale constatazione dei fatti – confesso- mi incute
un terrore autentico.

Penso anche che se Gesù Cristo dovesse davvero tornare, si presentasse nelle strade e iniziasse a
predicare, sarebbe immediatamente arrestato per atteggiamento antiamericano e sovversivo. Verrebbe
applicato il Patriot Act e magari deportato in qualche “buco nero” della CIA sparso per l’Europa.
Ma anche se nel moderno fondamentalismo c’è molto che Lui troverebbe indegno, sconvolgente ed
assolutamente immorale per lo meno una cosa troverebbe familiare ed è l’ attesa messianica,
l’isterismo apocalittico che ricorda gli Ultimi Giorni nei quali Egli visse.
Non conosco la soluzione per questo tipo di situazione, credo comunque che le scorciatoie non
servano a nulla.
Credo sia necessario riprovare a creare dei significati all’interno di noi stessi senza accettare
surrogati di seconda mano.
Più arriveremo a prendere da noi le nostre decisioni, meno spazio resterà agli altri per prenderle
per Noi !

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