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LA RADIESTESIA

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LA RADIESTESIA

di Mauro Paoletti
per Edicolaweb

Lo studio della fisica ha evidenziato nozioni già note a coloro che, nell’antichità, usando una
“bacchetta” o un “pendolo”, andavano cercando sorgenti di acqua o energie nascoste.
La radiestesia è la ricerca di queste falde, o energie, delle onde elettromagnetiche attraverso la
sensibilità di alcune persone e l’uso di strumenti quali il Biotensor, un moderno pendolino.
Anticamente veniva usato sia il vischio che un ramo di salice.
Abbiamo notizie di questa pratica in un documento cinese risalente al 2205 a.C. ove si legge:”
L’imperatore Yu fu celebre per la sua scienza di ricerca dei giacimenti minerali e delle sorgenti”.
I Celti, all’incirca nella stessa epoca (2.300-2500 a.C.), costruivano i loro dolmen e i loro
menhir, esternamente ai campi di influenza, sull’angolo formato dall’incrocio di fasce sotterranee
di acque e minerali.
In alcune tombe egizie sono state trovate sfere di legno legate ad un filo; forse un rudimentale
pendolino.
Cinesi, Giapponesi, Persiani, Medi, Etruschi analizzavano il territorio per stabilire ove costruire
templi e abitazioni oltre, naturalmente, a sfruttare le capacità di alcuni individui per trovare le
sorgenti d’acqua.
Nell’antichità ogni popolo ha tenuto conto della presenza di un corpo invisibile da cui dipende
quello visibile.

Gli egizi distinguevano fra il corpo, il Ka e l’intelligenza; i cinesi avevano qualcosa di simile
con la sostanza organica, il soffio vitale e la volontà.
In India si definiva la vita come il risultato di due polarità, una negativa e l’altra positiva,
dirette e organizzate dallo spirito.
Per i Vedici il corpo è percorso da un flusso di energie invisibili che scorrono nei meridiani e nei
“nadis”, entrando attraverso i “chakra” regolano il corpo visibile. La parola Chakra significa
“ruota”; è un centro che può essere misurato come un campo di forze elettromagnetiche. I Chakra sono
sette e posti sull’asse verticale del corpo in corrispondenza dei gangli nervosi e delle ghiandole
endocrine, ogni “ruota” assorbe l’energia vitale dal campo energetico dell’universo e la convoglia
al plesso nervoso più vicino.

Questa la teoria dell’uomo “sottile” strutturato nello strato eterico, astrale, mentale, causale,
fisico, tutti collegati tra loro dai meridiani “chakra”.
Qualcuno potrà sorridere, ma tutto questo è confermato dagli studi condotti negli anni ’40 dal
Dr.Harold Burr, negli anni ’60 dal Dr. Kim Bong Han in Corea e negli anni ’70 dal Dr De Vernejoul in
Francia; da questi studi derivò che il “sottile” compenetra il corpo fisico, in particolare lo
strato “causale” è il collegamento con le energie del cosmo e con quelle spirituali superiori.
Grazie ai dottori Hartmann e Curry è stato accertato che su tutta la Terra esistono due reticolati
di onde elettromagnetiche di diverso tipo.
La cosi detta rete di Hartmann è formata da fasce larghe circa venti centimetri che s’incrociano in
linea retta formando quadrati di circa due metri di lato; gli incroci vengono chiamati nodi. Per i
cinesi erano le “porte di uscita dei diavoli”.
È una rete che varia dal giorno alla notte, momento in cui le fasce si estendono, secondo il suolo,
le macchie solari, la latitudine, le fasi lunari. La bassa pressione atmosferica provoca sul nodo un
aumento dei raggi gamma; l’arrivo dei temporali aumenta la tensione atmosferica da cinque volt fino
a quattromila. Attraverso le variazioni della rete si possono prevedere i terremoti con dodici ore
di anticipo.

Dopo venticinque anni di studi il Dr. Hartmann ha stabilito che il 70% delle malattie dipendono dal
luogo ove si abita o si lavora. Sostare diverse ore sopra il punto in cui passa un nodo della rete
provoca un indebolimento fisico e un danno all’organo esposto.
L’altra rete prende il nome dal dottor Curry che l’ha rilevata, è di natura elettrica, quadrangolare
ma posizionata diagonalmente rispetto a quella di Hartmann. La larghezza delle sue fasce è di circa
cinquanta centimetri. L’effetto che produce però in questo caso varia da persona a persona.
È un po’ il tema conduttore di questa scienza, ciò che è notoriamente benefico può, in certi punti,
in dati momenti e in alcuni individui, divenire nocivo.
Oggi siamo in grado di analizzare tutto questo attraverso adeguati strumenti che derivano dagli
oscilloscopi dell’ing. Hoffmann, mezzi con i quali il Dr. Abrams dimostrò che le vibrazioni sono
collegate a corrispondenti patologie. Gli studi e le ricerche successive hanno dimostrato che la
sostanza universale è un’energia primaria che vibra con diverse frequenze; che in tale universo
tutto è collegato e un singolo evento si ripercuote in tutto il cosmo, come diceva Einstein “quando
l’elettrone vibra, l’universo sussulta”.

Il Prana degli Indiani e il Ch’i dei Cinesi e Giapponesi descrivono l’uomo come un insieme di strati
energetici vibranti su diverse frequenze; dal più basso, quello fisico, al più alto, quello causale.
Tutti comunque parte di quella sostanza universale che li circonda.
Il nostro pianeta è circondato da una particolare carica elettrica che inizia a 80 km. dalla Terra
ed è nota come ionosfera. Fra questa e il suolo esiste una zona con un potenziale costante di 220
volt per metro dentro il quale noi viviamo. Quindi il nostro corpo ha una data quantità di
elettricità misurabile, ma è anche circondato e penetrato da molti campi elettrici, magnetici e
gravitazionali generati dalla Terra e dagli altri pianeti; campi elettromagnetici dovuti agli
ultravioletti; campi generati da emittenti radio, apparecchi televisivi, videoregistratori, telefoni
e così via.

Oggi sappiamo che il Sole con la sua energia e la sua attività determina il clima sulla Terra, ne
influenza l’ecosistema e di conseguenza l’esistenza degli esseri viventi su di essa. Sappiamo che
l’attività solare si manifesta nelle macchie solari prodotte dalla differente velocità di rotazione
di due campi magnetici: quello polare e quello equatoriale.
Queste eruzioni sprigionano intensi campi magnetici che riducono il flusso di energia e producono
perturbazioni fisiche sulla Terra.
Difatti, attraverso il “vento solare”, gli elettroni e l’idrogeno ionizzato si propagano ovunque,
interferendo con il campo magnetico terrestre, contribuendo all’esistenza delle due fasce di Von
Allen, ove si accumulano le particelle elettriche che modificano gli effetti climatici.
L’analisi di queste macchie ha rilevato che il campo magnetico del Sole si inverte circa ogni 3.740
anni e che ad ogni scarsa attività solare corrisponde un declino nel livello culturale. Nel 1833 fu
scoperto che le eruzioni solari erano di natura magnetica e cicliche.
Maya e Incas erano ben al corrente del legame magnetico esistente fra la Terra e il Sole che ci
appare nel fenomeno dell’aurora boreale. I Maya avevano appreso che 117 passaggi siderali del
pianeta Venere, la cui rotazione siderale è di 584 giorni, corrispondevano ad un ciclo di macchie
solari, ossia 68.328 giorni; periodo simile al ciclo solare di 68.302 giorni. Sapevano anche che
dopo 20 di questi periodi, ossia 1.366.560 giorni, il campo magnetico del Sole s’invertiva. Quando
effettivamente ciò avviene, circa ogni 3.740 anni, il campo magnetico terrestre, nel tentativo di
riallinearsi, provoca l’inclinazione della Terra sul proprio asse, lo spostamento dei poli magnetici
terrestri e il verificarsi di fenomeni tettonici, eruzioni vulcaniche, uragani e relativi cataclismi
ciclici. Per questo i Maya tenevano sotto controllo questi periodi e parlavano di quattro Ere
dominate da quattro Soli.

Nozioni incise sulle pietre perché fossero apprese dalle generazioni future. Questo popolo aveva
previsto una inversione magnetica del Sole proprio in un momento del loro declino.
Nel codice Dresda è chiaro il riferimento verso il ciclo di 260 giorni, durante il quale si
sovrappongono i campi magnetici solari, individuato peraltro solo con una tecnologia moderna e
attraverso l’osservazione dello spazio. Nel documento si parla proprio dell’osservazione della
posizione di Venere per determinare quando si sarebbe verificata l’inversione.
In particolare le macchie solari fluttuano secondo un ciclo medio di 11,1 anni; nel 1943 Woolf fu il
primo a stabilire uno schema ciclico di 11,1 anni, segnalando l’attività elettromagnetica del Sole.
Il campo magnetico dell’astro s’inverte ogni 3.756 anni e in un periodo di 18.139 anni si verificano
cinque inversioni della durata di 374 anni ognuna. La “Royal Astronomical Society” pur dimostrando
che le inversioni magnetiche sono reali non è della stessa opinione e non concorda nel ciclo medio
di 11,11 gradi, per le scarse conoscenze sulla vera forma del campo magnetico solare, ma è
indicativo che gli studi condotti in merito si sono basati su dati forniti proprio dalla “Royal
Astronomical Society”.
Curiosamente la distanza dalla Sfinge alle piramidi corrisponde a 111,111 gradi precessionali,
chiaro riferimento al ciclo delle macchie solari.

I Maya sapevano che la variabilità dei campi magnetici aveva influenza sul sistema endocrino, sul
bioritmo e sulla fertilità. Variazioni del campo magnetico davanti all’ipofisi variano la produzione
di Xerotonina e Melanina. Forse l’appiattimento della testa, praticata dai Maya; come si dice a
scopo religioso per assumere quella forma detta “testa di serpente”, caratteristica della ristretta
cerchia della nobiltà definitasi “Chane”, ossia “serpenti”, figli di “Ahau Can”; serviva a variare
proprio la produzione di xeratonina. Noti gli studi e gli esperimenti sulla produzione di xeratonina
e melatonina, che sembra riformarsi durante la fase del sonno.
Tutto ciò ci porta agli impianti inseriti davanti all’ipofisi di alcune vittime di “abduction”, noti
nell’ambiente ufologico, che sembrano produrre variazioni nel campo magnetico cerebrale.
La radiazione solare, come evidenziato anche in un articolo apparso su New Scientist 1989, influisce
in particolare sull’ormone dell’invecchiamento, la melatonina, e sugli ormoni della fertilità.
Cellule sottoposte ad un effetto combinato di due campi magnetici, uno statico e l’altro oscillante,
modificano gli ormoni dell’invecchiamento attraverso una riduzione di melatonina.
L’ipotalamo invia segnali chimici all’ipofisi che secerne LH e FSH, sostanze essenziali alla
produzione di spermatozoi e ovuli, modificando il sistema riproduttivo.
Le radiazioni termiche portano alterazioni ormonali della ghiandola pituitaria, della tiroide, dei
livelli di zucchero nel sangue, di albumina e globulina.

È stato appurato che le acque fanno da risonanza alle radiazioni cosmiche, provocando disturbi
cardiovascolari, vertigini, nausea, irritazione, allergie.
La luce ultravioletta, la radioattività del suolo, l’acqua in rapido movimento, specie durante i
temporali, innestano il processo di ionizzazione dell’aria. I polmoni e la gola sono influenzati
anche dalla ionizzazione dell’aria, dalla sua acidità e dalle tracce di ozono. Le radiazioni
ionizzanti una volta assorbite dal nostro corpo trasformano chimicamente le molecole e il materiale
genetico del DNA.
Tutti siamo a conoscenza che per datare i reperti si usa il Carbonio 14; pochi sanno che i raggi
cosmici causano nell’atmosfera delle reazioni nucleari capaci di trasformare l’azoto presente in un
carbonio dal peso atomico di 14.

L’ipotalamo viene influenzato dal vento e le conseguenze sono emicranie, depressioni, irritabilità.
Questo perché i venti sono accompagnati da un eccesso di ioni positivi che producono disturbi.
Abbiamo scoperto così che gli ioni negativi alleviano la febbre da fieno, l’asma e alcune allergie.
Abbiamo riscoperto quella scienza, la radiestesia, che studia l’invisibile, ma non per questo
inesistente, sotto vari aspetti, come: l’elettromagnetismo e il collegamento con il nostro corpo, la
meteoropatia, la bioarchitettura, la cromoterapia.
E stato possibile così rendersi conto che alcune zone terrestri sono fortemente disturbate da
radiazioni.
A Brema (Germania), per esempio, nel 1932 fu evidenziato al Km 23,9 un disturbo di questo tipo che
causava incidenti mortali e furono intrapresi opportuni provvedimenti in merito.
Alcuni anni fa fu necessario deviare un tratto stradale a causa di un corso d’acqua sotterraneo che,
attraversandolo, influenzava la condotta degli automobilisti di passaggio, rendendoli vittime di
incidenti inspiegabili e dovuti ad una interferenza nel campo magnetico della zona.

Oggi abbiamo scoperto a nostre spese che la prolungata esposizione alle radiazioni elettromagnetiche
provoca cambiamenti fisici nella nostra struttura, esponendoci a malattie, leucemie e tumori.
Dall’Inghilterra giungono preoccupanti segnali di pericolo. Numerosi tumori al cervello, alla gola e
al sistema linfatico, hanno messo sotto accusa i telefoni cellulari. Le radiazioni emesse da questi
apparecchi finiscono dentro la nostra testa; provocano un notevole aumento della temperatura nella
massa cerebrale; con oltre circa venti minuti continui di esposizione le proteine ricettive dei
segnali, situate all’interno della cellula, si polarizzano e si spostano dalla loro posizione
originale. Se l’esposizione si prolunga troppo perdono la memoria e non ritornano nella loro
posizione iniziale dando luogo al primo frazionamento della cellula e innescando un processo a
catena che è all’origine del tumore.
Ma le onde elettromagnetiche ci bombardano anche attraverso le antenne, i ripetitori dei segnali e i
tralicci dell’alta tensione.

Siamo solo all’inizio del problema e nulla si è mosso nel campo della prevenzione. Per l’ufficialità
vi sono solo dei sospetti e occorrono ben quattro anni di ricerche prima di definirli certezze.
Nel frattempo chi è affetto da tali tumori muore in due o sei mesi. Le casistiche indicano che
trovarsi sottoposti per lungo tempo alle onde emesse da un traliccio dell’alta tensione, situato a
venti metri di distanza, porta il valore dell’estrogeno della fertilità, di una persona da anni in
menopausa, a un valore di 155, riscontrabile in una trentenne. Dormendo per anni vicino ad un simile
traliccio, (quindici metri dalla camera), si può contrarre un tumore. È certo che un radar di
elevata potenza con campi pulsanti (vedi Potenza Picena) diviene la causa dell’alto tasso di
mortalità da tumore al cervello e alle ossa, da infarto e ictus, del vicino centro abitato. Lo
provano i dati USL e del CED ospedaliero di zona; trentanovemila prestazioni su quattordicimila
abitanti.
Sono cose risapute da chi dovrebbe fare prevenzione, e spontaneo nasce il sospetto di una
manipolazione dei dati.

Dal 1993 vengono condotti esperimenti su topi, e non a caso proprio all’epoca la Philips, l’Alcatel
e la Hitachi, presentarono richiesta di brevetti mirati ad allontanare la testa dal cellulare. È
stato impiegato molto denaro per fabbricare congegni antirischio mai messi in commercio: è ovvio che
la schermatura delle emissioni nocive causa anche una peggiore ricezione. Oggi si vende con
l’apparecchio l’auricolare; considerata un sistema di prevenzione. Quanto alla sua reale efficacia
rimangono dubbi, qualcuno ha sentenziato che l’auricolare si trasforma in antenna inserendo, in tal
modo, le onde nocive direttamente nel cervello attraverso il padiglione uditivo. Ma la cosa
prioritaria è che il cliente si senta protetto, riacquisti fiducia nel prodotto, e non si verifichi
una diminuzione nelle vendite.

Annotiamo che l’aumento della presenza degli squali nel golfo di Baratti sarebbe dovuta proprio alle
onde elettromagnetiche prodotte dai cavi telefonici sommersi in loco.
È vero anche che la legge ha stabilito dei valori di sicurezza che rappresentano la soglia di
pericolo, in Italia 0,6 volt per metro nei luoghi riparati e 0,2 all’esterno, ma è anche vero che si
registrano tre volt e mezzo sotto i tralicci, a tratti addirittura 6,4, anziché il valore di 0,2. Vi
sono luoghi in aperta campagna, ove si registra un 16,5 nelle ore notturne; alcune emittenti radio
raggiungono punte di circa 25,0 o, in alcuni casi, 42,0. In alcuni luoghi chiusi si registra spesso
un 7,5 oppure 9,8, anziché uno 0,6 previsto dalla legge.
Teniamo ben presente che in auto se vi sono tre telefonini accesi si registrano 9,0 volt.
Pensiamo a chissà quante e quali antenne stanno scaricando su di noi, ignari, in ufficio o a casa,
le loro malefiche onde elettromagnetiche.
La cosa più triste è che nessuno si muove, nessuno ha interesse a intervenire in tema di
prevenzione. Il perché è chiaro: l’utenza dei cellulari raggiunge i cinquanta milioni di unità; il
consumo pro-capite dell’energia elettrica, in seguito all’incremento demografico degli ultimi
decenni, è alle stelle; una stazione radio per battere la concorrenza deve aumentare i megawatt.
Gli interessi economici bloccano quindi la ricerca e ammaliano quegli amministratori che lasciano
crescere sulle nostre teste antenne e ripetitori di segnali.

Ma torniamo pure all’antico.
Con i moderni strumenti di cui disponiamo oggi si è accertato che all’interno della Grande Piramide
sono racchiuse tutte le energie conosciute e si possono usare tali energie per vari scopi dal punto
di vista della radiestesia. Importante è il suo orientamento perché solo se posizionata con un
angolo a Nord, l’energia rimane contenuta all’interno e non si disperde all’esterno.
La camera del re si trova sotto il vertice a 2/3 dell’altezza interna e sembra adatta a curare i
disturbi del sistema nervoso centrale, la camera della regina è situata ad 1/3 della sua altezza e
curerebbe i disturbi cardiaci; infine la Grotta, locata a metà dell’altezza, avrebbe poteri
terapeutici e eliminerebbe i disturbi agli organi genitali.
Molti ricercatori hanno condotto esperimenti sulle proprietà della piramide, molto si è scritto in
merito, molte le testimonianze che accertano la presenza di centri di energia simili a quelli del
corpo umano. Si sono registrati punti benefici e punti negativi, si è scoperto che la piramide
possiede la proprietà di conservare. Nella piramide gli elementi organici morti vengono mummificati,
quelli vivi conservati a tempo indefinito.

Per molto tempo in tutto il mondo furono usati involucri di forma piramidale per contenere e
conservare latte, panna, yogurt, ricotta. Perfino nella Russia Zarista i militari ricevevano le
razioni di carne in contenitori di forma piramidale. Esperimenti condotti in laboratorio hanno
dimostrato che la forma piramidale possiede proprietà rigeneranti. Un modellino di piramide vicino
al letto o alla poltrona libera da dolori, fornisce un sonno riposante, vincendo l’insonnia.
In America dal 1970 si vendono piramidi per tutti gli usi in tutte le forme; si sono adottate tali
forme anche nell’architettura e nella costruzione di residence, appartamenti, ristoranti, istituti
terapeutici, teatri.

I poteri della piramide sono stati utilizzati nell’orticoltura, l’elettronica, biochimica, per
ottenere una veloce crescita delle piante, un potenziamento nelle comunicazioni.
Emblematico il brevetto numero 91304, ottenuto nel 1959 da tale Karl Drbal per un “affilatore di
lamette”, consistente in un modellino di cartone, della Grande Piramide, alto otto centimetri con un
lato di dodici e mezzo. Brevetto presentato nel 1949, ma accolto solo nel 1959. Karl dopo ogni
rasatura riponeva la lametta dentro la piccola piramide, all’interno l’energia riformava un filo
perfetto alla lama. Nel periodo che va dal marzo del 1949 al luglio del 1954 con una lametta
effettuò in media centocinque rasature l’anno. Una fabbrica di materie plastiche realizzò la
piramide di stirene, ma ben presto, forse a causa del reclamo pervenuto da una fabbrica di lamette,
ne fu sospesa la produzione.
Risulta chiaro che la piramide è un potente accumulatore di energia cosmica e un evidenziatore di
fenomeni di radiestesia.

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