La natura “magica” dell’Autobiografia di Yoganandaji

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La natura “magica” dell’Autobiografia di Yoganandaji

Tratto da:

KAMALA SPECCHIO PERFETTO

Paramhansa Yogananda in America
visto da Kamala – sua intima discepola

“La Divinità non ha sulla terra un luogo
più adeguato alla Sua natura che un’anima
pura e santa”. (Demofilo)

EDIZIONI VIDYANANDA

L'”Autobiografia di uno Yogi”

Il Maestro rimase all’estero per circa un anno e mezzo, un periodo
pieno di eventi. I suoi viaggi compresero visite in Terra Santa, in Europa,
in Inghilterra, in Scozia e in molte parti dell’India. Parlò a folle immense
in India ed anche in Inghilterra, patrocinato dai cittadini più in vista dei
due paesi.

A Londra, la stampa e i fotografi dei cinegiornali registrarono le sue
attività. Un giornalista del London Star scrisse: “Sono riuscito a infilarmi
nella Caxton Hall prima che la folla invadesse il tavolo della stampa.
L’occasione era un discorso su ‘Dio’ tenuto da Swami Yogananda, un maestro
di Yoga. Il salone, il piano e le balconate erano strapiene. La nostra
attenzione è stata catturata per un’ora e un quarto. Ho ascoltato pochi
oratori uguali allo Swami. Non vi era una sillaba di ampollosa, o
inintelligibile metafisica. Alla fine dei settantacinque minuti lo Swami,
apparentemente per nulla affaticato, è uscito per parlare alla folla che era
rimasta fuori per mancanza di posto”.

Anche l’India gli accordò un magnifico benvenuto, onorando il suo
ritorno dopo quindici anni. Mentre era là il suo Guru, Sri Yukteswar, gli
conferì il titolo di Paramhansa, che significa “Cigno Supremo”
(simbolicamente, un veicolo dell’Infinito). Il titolo era ben appropriato al
mio Precettore, che aveva dedicato la sua vita a traghettare discepoli alle
rive della realizzazione di Dio.

Dopo il ritorno in California, il Maestro passò molto tempo continuando
a scrivere la sua Autobiografia. Quando fu terminata, mi donò una copia del
libro. Il suo dono inestimabile fu seguito da questa lettera.

17 marzo 1947
Cara Kamala,
grazie per le tue gentilissime parole sulla mia autobiografia. Le
apprezzo profondamente. Mi rende molto felice sapere che l’opera, a scrivere
la quale ho dedicato venticinque anni, venga accolta benissimo dappertutto.
Ciò è dovuto alla Benedizione di Dio, perché ho pregato affinché questo
libro rafforzi il desiderio di ogni lettore di cercarLo con sempre maggiore
zelo e determinazione.
La tua lettera di apprezzamento mi ha reso felice. Ora diffondi il
nostro messaggio di Autorealizzazione attraverso il libro, poiché sei sempre
stata un campione della nostra causa./ Con benedizioni.
Paramahansa Yogananda

Attraverso le pagine del suo libro, Paramahansa Yogananda ci ha
permesso di conoscere lui e i Paramguru. La sua ‘Autobiografia di uno Yogi’
si apre al ricercatore con saggezza, amore e humour irresistibile. Sia i
nuovi lettori che quelli che la studiano da una vita vengono ugualmente
arricchiti dai suoi contenuti, che ispirano a bere profondamente alla fonte
dello Spirito. La grandezza di questo prezioso classico del Pellegrinaggio
Divino non si può apprezzare completamente con una o due letture. La
comprensione del suo vero valore è un’esperienza di crescita. Racchiude
aspetti di saggezza che vengono rivelati ad ogni nuova lettura.

Egli descrive nei particolari la storia del mondo in cui gli
insegnamenti ci furono trasmessi attraverso i Paramguru. Fu l’Avatar
himalayana Babaji che iniziò Lahiri Mahasaya al Kriya Yoga. Questo riverito
discepolo, che era un padre di famiglia, ottenne la realizzazione suprema.
Babaji gli assicurò:

“Milioni di persone che hanno legami familiari, o che sono gravati da
pesanti doveri mondani, prenderanno nuovo coraggio da te, che sei un
capofamiglia come loro”.

Fu Sri Yukteswar, il discepolo avanzato di Lahiri Mahasaya, che diventò
il Precettore di Yogananda.

Durante la sua infanzia ed adolescenza Yogananda aveva un grande
desiderio di conoscere Dio, e sentiva che per farlo doveva trovare il
proprio Guru.

Il racconto della lunga ricerca di quell’uomo di Dio (Sri Yukteswar) ci
permette di ripercorrere con lui la sua avventura. Egli riferisce di molti
incontri interessanti ed insoliti con uomini e donne dalla santa
reputazione. Il suo immenso ed ardente desiderio di Coscienza Cosmica fu
appagato grazie alla guida illuminata del suo Guru. Nel suo libro egli
descrive questa straordinaria esperienza.

Sri Yukteswar, rinunciante dell’ordine degli Swami, era molto stimato
nel suo paese e da tutti coloro che lo conoscevano. Pensava che l’approccio
a Dio dovesse essere scientifico, e era molto noto per le interpretazioni
della Bibbia e della Bhagavad Gita. Egli spiegò i significati profondi dei
due testi sacri nel libro ‘La Sacra Scienza’, in cui dimostra l’unità
basilare delle due sacre scritture.

Il viaggio che il Maestro fece nel 1935 fu deciso perché Sri Yukteswar
gli aveva chiesto di tornare in India in quel particolare momento. Quel
grande Rishi sapeva del suo imminente trapasso. Morì infatti mentre il
Maestro era là. Il ritorno post mortem di Sri Yukteswar al suo amato
discepolo, Paramahansa Yogananda, è un episodio che dà all’umanità la grande
visione delle “molte dimore” del cielo. Tutto ciò è narrato in un capitolo
della Autobiografia di uno Yogi.

Il libro è stato tradotto in molte lingue, ed anche in braille. Esso
diffonde il messaggio del Kriya Yoga, che è noto come il grande
“acceleratore spirituale”.

Paramahansa Yogananda fu la persona scelta dai maestri per portare la
Kriya Yoga in Occidente. Egli ha scritto:

“Controllando direttamente la mente attraverso la forza vitale, il Kriya è
la via d’approccio all’Infinito più facile, più efficace e più scientifica”.
Questo insegnamento è in sintonia con lo scopo della sua vita, che egli
descrisse in queste righe:

“Io vengo per parlare a tutti voi di Lui, del modo per imprigionarLo
nel vostro cuore e della disciplina che porta la Sua Grazia – a quelli di
voi che mi hanno chiesto di essere guidati alla Presenza del mio Amato”.

—————

Meditazione
I Metodi Scientifici dello Yoga
Aiutano il Devoto a Raggiungere l’Unità con l’Infinito

L’uomo ha bisogno di verità per comprendere la vita. Ha bisogno di
vedere un significato nel piano di Dio per i Suoi figli, e ciò rientra nello
scopo della ricerca umana. I sermoni si sforzano di soddisfare questa
necessità, ma soprattutto dovrebbero insegnare al devoto ad avere il
contatto personale con Dio in meditazione.

Quando ci volgiamo al santuario del silenzio interiore, l’irrequietezza
del corpo e della mente di solito ci impediscono di entrare in quel tempio
di quiete. L’attività sembra naturale, mentre l’immobilità è difficile da
acquisire. Il metodo di concentrazione insegnato da Paramahansa Yogananda ci
aiuta a conseguire lo stato di rilassamento essenziale per interiorizzare la
coscienza. Il respiro, collegato con la mente, non viene mai “trattenuto”,
ma si acquieta attraverso questo efficace esercizio.

Nella Tecnica di Meditazione SRF la mente acquietata viene diretta a
Dio attraverso la Manifestazione della Vibrazione e della Luce Divina.

Il Suono Cosmico ‘Om’ (lo Spirito Santo) si può sentire con la pratica.

La Luce Interiore si può vedere aprendo la nostra visione dentro “l’occhio
singolo”. Nelle Sacre scritture “l’occhio sferico” è chiamato in molti modi,
fra cui “Terzo Occhio”, “Grotta della Saggezza” e “Tunnel dell’Eternità”.
Dentro di esso splende la “Stella d’Oriente”. La Luce della Stella è la
porta dello Spirito. Nelle loro esperienze di Coscienza Cosmica, i santi e i
saggi di tutte le epoche hanno testimoniato la presenza della Luce.

L’iniziazione al Kriya viene data dopo che uno ha studiato le lezioni
dei Praecepta, che comprendono le tecniche menzionate. Queste tecniche
basilari sono dei requisiti indispensabili del Kriya e la loro pratica
regolare continua anche dopo che si è ricevuto il Kriya. Questi specifici
metodi yoga espandono la nostra capacità di Esperienza Cosmica in Dio.

All’inizio uno può essere, né devoto, né religioso, ma l’applicazione
di certe pratiche yoga può aprire la via alla conoscenza di Dio. Il
Dizionario Universitario Americano definisce lo Yoga come “l’unione
dell’anima umana con lo Spirito Universale”.

Il Dizionario Universitario Americano definisce lo Yoga come “l’unione
dell’anima umana con lo Spirito Universale”.

Paramahansa Yogananda disse:

“Come qualunque altra scienza, lo Yoga è applicabile a gente di ogni
tempo e paese. Lo Yoga è un metodo per controllare la naturale turbolenza
dei pensieri – pensieri che altrimenti impediscono imparzialmente a tutti
gli uomini, di tutti i paesi, di intravedere la loro vera natura fatta di
Spirito. Fino a quando l’uomo possederà una mente con i suoi pensieri
irrequieti ci sarà un bisogno universale dello Yoga”.

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