La devoluzione umana

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La devoluzione umana

La moderna ricerca scientifica rafforza la validità dell’alternativa vedica all’evoluzione di
Darwin.

di Drutakarma Dasa (Michael A. Cremo)

(da Ritorno a Krishna di Settembre-Ottobre 2003)

Il problema delle origini dell’umanità è sempre stato un argomento di discussione tra filosofi e
scienziati. Oggi, molti di loro accettano la teoria darwiniana per cui gli umani come noi apparvero
circa 100.000 anni fa, dopo essersi evoluti da antenati simili alle scimmie. La letteratura vedica
invece ci dà una teoria diversa sulle origini dell’umanità. Io chiamo questa teoria devoluzione
umana. Per dirlo in termini più semplici, noi non ci siamo evoluti dalla materia, ma devoluti o
discesi dallo spirito. In questo articolo, voglio dimostrare come questo concetto vedico della
devoluzione umana possa essere presentato a coloro che non hanno familiarità con la letteratura
vedica.

Il processo della devoluzione umana, per cui il sé cosciente entra nei corpi umani sulla Terra, sta
andando avanti da molto tempo. Secondo i Purana, o storie, gli umani come noi sono esistiti
ciclicamente sulla Terra per lunghi periodi di tempo. L’unità base di questo tempo ciclico è il
giorno di Brahma, che dura per 4,32 bilioni di anni. Il giorno di Brahma è seguito da una notte di
Brahma, che dura anch’essa 4,32 bilioni di anni. I giorni seguono le notti in una successione senza
fine. Durante i giorni di Brahma la vita, compresa quella umana, si manifesta e durante le notti
essa è invece non manifestata. Secondo il calendario cosmologico dei Purana, l’attuale giorno di
Brahma è cominciato circa due bilioni di anni fa. In quel tempo uno dei progenitori dell’umanità,
Svayambhuva Manu, governava l’universo e il Bhagavata Purana (Srimad Bhagavatam) 6.4.1 ci dice: “Gli
esseri umani… sono stati creati durante il regno di Svayambhuva Manu.” Quindi, un archeologo
vedico può aspettarsi di trovare tracce di presenze umane andando così indietro nel passato.

Nel nostro libro Forbidden Archeology il mio co-autore Richard Thompson (Sadaputa Dasa) ed io
abbiamo prodotto molte prove, nella forma di scheletri umani, di impronte umane, di manufatti
dell’uomo, che dimostrano che gli esseri umani come noi hanno abitato la Terra da centinaia di
milioni di anni, proprio come ci dicono i Purana. Queste prove non sono molto conosciute a causa di
un processo di filtraggio della conoscenza che opera nel mondo scientifico. Le prove che
contraddicono la teoria di Darwin dell’evoluzione umana vengono messe da parte, ignorate e alla fine
dimenticate.

IL PROSSIMO PASSO

Sebbene queste prove dell’estrema antichità dell’umanità contraddicano l’attuale teoria di Darwin
sull’evoluzione dell’uomo, non ci dicono niente sulla vera origine degli esseri umani. Queste
scoperte ci dicono semplicemente che è necessaria una nuova spiegazione per le origini dell’uomo. Ma
anche questo è importante. Perché dare una nuova spiegazione se non è davvero richiesta? Nel mio
nuovo libro Human Devolution ho esposto questa nuova spiegazione basata sui dati trovati nei Purana.
Prima di chiedere: “Da dove vengono gli esseri umani?”, dovremmo prima di tutto domandarci: “Che
cos’è un essere umano?” Oggi la maggior parte degli scienziati crede che un essere umano sia una
semplice combinazione di elementi materiali, i comuni elementi chimici.

Quest’affermazione limita il tipo di spiegazioni che possono essere date a riguardo delle origini
dell’uomo. Mi pare che sia più ragionevole, sulla base di prove scientifiche disponibili, cominciare
ad affermare che l’essere umano è composto da tre distinti tipi di sostanze: materia, mente e
coscienza (o spirito). Quest’affermazione amplia il cerchio delle spiegazioni possibili.
Ogni sviluppo scientifico basato sulla logica comincia con alcune affermazioni iniziali che a rigore
non sono provate. Altrimenti, si cadrebbe in un interminabile processo regressivo di dover provare
le affermazioni iniziali e di dover poi provare le prove date per queste affermazioni. Le
affermazioni iniziali devono semplicemente essere ragionevoli sulla base dell’evidenza comune. Ed è
ragionevole, sulla base dell’evidenza comune, postulare l’esistenza della mente e della coscienza
come elementi distinti che compongono l’essere umano oltre la comune materia.

Ai fini del dibattito scientifico, definisco la mente come una sostanza materiale sottile, associata
con l’organismo umano e capace di agire sulla comune materia in modi che non possiamo spiegare con
le nostre attuali leggi della fisica. La prova dell’esistenza dell’elemento mente viene dalla
ricerca scientifica che si occupa dei fenomeni che alcuni chiamano “paranormali” o “psichici.” Qui
c’imbattiamo nella storia nascosta della fisica (il processo di filtraggio della conoscenza opera
anche in questo campo).
Per esempio, ogni studente di fisica conosce il lavoro di Pierre e Marie Curie, marito e moglie che
entrambi ricevettero il premio Nobel per il loro contributo alla scoperta del radium. Questa
conoscenza si trova praticamente in ogni testo introduttivo alla fisica. Quello che non si legge nei
libri di testo è che i coniugi Curie erano molto impegnati nella ricerca psichica. Facevano parte di
un numeroso gruppo di eminenti scienziati europei, compresi altri vincitori di premio Nobel, che
congiuntamente conducevano ricerche sul paranormale a Parigi all’inizio del secolo ventesimo.

Per due anni il gruppo si occupò della medium italiana Eusapia Palladino. La storica Anna Hurwic
nella sua biografia su Pierre Curie (1995, p. 247) scrive: “Egli considerava le sedute spiritiche
come esperimenti scientifici, cercava di registrare i diversi parametri, prendeva appunti
dettagliati di ogni osservazione. Era davvero affascinato da Eusapia Palladino.” In merito ad alcune
sedute spiritiche con Eusapia, Pierre Curie, in una lettera datata 24 luglio 1905, scrisse al fisico
Georges Guy: “Alla Società di Psicologia abbiamo svolto alcune sedute spiritiche con la medium
Eusapia Palladino. E’ stato molto interessante e in realtà questi fenomeni di cui siamo stati
testimoni non ci sono sembrati trucchi magici – un tavolo si sollevò di un metro e venti sopra il
pavimento… Tutto questo in una stanza preparata da noi, con un piccolo numero di spettatori molto
ben conosciuti e senza la presenza di alcun complice.” Pierre Curie ha riferito che in tali
occasioni la medium era fisicamente controllata con molta attenzione dagli scienziati presenti.

Il 14 aprile del 1906 Pierre scrisse a Guy di alcuni ulteriori indagini che lui e Marie avevano
svolto: “Abbiamo tenuto alcune nuove sedute con Eusapia Palladino (avevamo già avuto sedute con lei
la scorsa estate). Il risultato è che questi fenomeni esistono davvero ed io non ho più alcun motivo
di dubbio. E’ incredibile, ma così è. Ed è impossibile negarlo dopo le sedute che abbiamo avuto in
condizioni perfettamente controllate.” Egli concludeva: “A mio parere esiste un dominio
completamente nuovo di fatti e stati fisici dello spazio di cui non abbiamo alcuna idea.”

AL DI LÀ DELLA FISICA

Questi risultati e molti altri dello stesso tipo che si possono trovare nella storia nascosta della
fisica, suggeriscono che con l’organismo umano è associato un elemento mente che può agire sulla
comune materia con modi che non possono essere facilmente spiegabili con le attuali leggi della
fisica. Queste ricerche continuano anche oggi, sebbene la maggior parte degli scienziati che se ne
occupano stiano concentrando la loro attenzione sui micro effetti piuttosto che sui macro effetti
riferiti da Pierre Curie. Per esempio, Robert Jahn, capo del dipartimento d’ingegneria
dell’università di Princeton, ha cominciato a ricercare gli effetti dell’attenzione mentale sui
generatori di sequenze numeriche. Un generatore di sequenze numeriche normalmente produce una
sequenza di uni e di zeri, con ugual numero di entrambi, ma Jahn e i suoi collaboratori, che hanno
continuato questa ricerca, hanno scoperto che i soggetti possono influenzare con la mente i
generatori di sequenze numeriche in modo che venga prodotto un numero più grande, statisticamente
significativo, di uni o di zeri.

La prova dell’esistenza di un sé cosciente che può esistere distinto dalla mente (materia sottile) e
dalla comune materia proviene dai rapporti medici sulle esperienze extra-corporee. Durante eventi
traumatici come attacchi di cuore, blocco della circolazione del sangue al cervello, i soggetti
perdono coscienza, ma alcuni di essi hanno riferito di essersi sentiti separati dal loro stesso
corpo in quelle occasioni e di aver coscientemente osservato i loro stessi corpi. La realtà di
queste esperienze è stata confermata dai ricercatori medici. Per esempio nel febbraio 2001 una
squadra dell’università di Southampton, nel Regno Unito, ha pubblicato uno studio a favore, sulle
esperienze extra-corporee nei pazienti sofferenti di arresto cardiaco nella rivista Resuscitation
(v. 48, pp. 149-156). A capo della squadra c’era il dottor Sam Parnia, un ricercatore anziano
dell’università.

Il 26 febbraio 2001 un resoconto pubblicato sul sito web dell’università diceva che il lavoro del
dottor Parnia “suggerisce che la coscienza e la mente possono continuare ad esistere dopo che il
cervello ha cessato di funzionare e il corpo è clinicamente morto”. Questa è l’esatta concezione
vedica. Alla morte il sé cosciente lascia il corpo, accompagnato dalla materia sottile che ricopre
la mente e poi rientra in un altro corpo di materia grossolana. Ricordi delle vite passate sono
registrati nella mente e possono essere accessibili al sé cosciente nel suo nuovo corpo fatto di
materia grossolana, com’è stato dimostrato dagli studi approfonditi dello psichiatra Ian Stevenson
che hanno dimostrato l’esistenza di ricordi di vite passate nei bambini.
Se l’organismo umano è composto di materia grossolana, di mente e di coscienza (o spirito), è
naturale supporre che questi elementi provengano da sorgenti di tali elementi. Ciò suggerisce che
l’universo sia suddiviso in regioni o livelli, di materia grossolana, di mente e di coscienza,
ognuna delle quali è abitata da esseri adatti a viverci.

Innanzitutto, vi è una regione di coscienza pura. La coscienza, così come noi la sperimentiamo, è
individuale e personale. Questo suggerisce che anche la sorgente originale dei sé coscienti è
individuale e personale. Perciò oltre alle coscienze individuali che esistono nel regno della
coscienza pura, esiste anche un essere cosciente originale che ne è l’origine. Quando i minuscoli sé
coscienti interrompono la loro connessione con la loro origine, vengono posti nelle regioni
inferiori dell’universo dove predominano sia la materia sottile (mente), sia la sostanza materiale
grossolana.

GERARCHIA COSMICA

C’è dunque una gerarchia cosmica di esseri coscienti. Si possono trovare prove di questa gerarchia
cosmica di esseri non solo nei Purana, ma anche nelle cosmologie di molte altre culture. Le
cosmologie condividono molti aspetti. Generalmente hanno in comune un Dio originale che abita nel
regno della coscienza pura, un dio creatore subordinato che abita una regione del cosmo di materia
sottile insieme a molti tipi di semidei e semidee e una regione terrestre, dominio della materia
grossolana, abitata da esseri umani come noi.

Ciò suggerisce che l’universo della nostra esperienza dovrebbe mostrare i segni di essere stato
ideato da un’intelligenza superiore per dare rifugio agli esseri umani e ad altre forme di vita. La
cosmologia moderna ne dà la prova. Gli scienziati hanno scoperto che i numeri che rappresentano le
costanti fisiche fondamentali e i rapporti delle forze naturali appaiono essere stati accuratamente
scelti perché la vita potesse esistere nel nostro universo. L’astronomo Sir Martin Rees considera
particolarmente significativi sei di questi numeri. Nel suo libro Just Six Numbers (2000, pp. 3-4),
dice: “Questi sei numeri costituiscono una ‘ricetta’ per quest’universo. Inoltre, il risultato è
molto sensibile ai loro valori: se uno qualsiasi di essi venisse ‘disintonizzato’, non ci sarebbero
né le stelle, né la vita.” Per comprendere l’evidente accurata sintonizzazione delle costanti
fisiche e delle leggi della natura, ci possono essere tre spiegazioni principali: semplice
casualità, molti mondi o un creatore intelligente che provvede. Molti cosmologi ammettono che le
probabilità contrarie all’ipotesi di un’accurata sintonizzazione sono troppo piccole perché si possa
offrire la semplice casualità come spiegazione scientifica credibile.

Per evitare la conclusione di un creatore provvidenziale, hanno postulato l’esistenza di un numero
praticamente illimitato di universi, ognuno dei quali con propri valori delle costanti fondamentali
e delle leggi di natura. E a noi è toccato di vivere proprio nell’unico universo dove tutto è
correttamente regolato per permettere agli esseri umani di viverci. Per la scienza moderna, però,
questi altri universi esistono solo teoricamente e, se anche la loro esistenza potesse essere
dimostrata fisicamente, si dovrebbe anche dimostrare che in questi altri universi i valori delle
costanti fondamentali e delle leggi di natura sono effettivamente diversi da quelli del nostro
universo. Anche la cosmologia vedica parla di molti universi, ma tutti adatti alla vita e al di là
di questi universi materiali con i loro livelli di materia grossolana e sottile, c’è il livello
della coscienza pura o spirito.

In origine, noi esistiamo là come coscienze pure individuali in armonica connessione con il supremo
essere cosciente, conosciuto col nome sanscrito di Krishna (e con altri nomi in altre tradizioni
religiose). Quando abbandoniamo volontariamente la nostra connessione con quel supremo essere
cosciente, discendiamo nelle regioni del cosmo dominate dagli elementi sottili e grossolani, mente e
materia. Dimentichi della nostra posizione originale, cerchiamo di dominare e godere degli elementi
materiali sottili e grossolani. A questo scopo, siamo dotati di corpi fatti di elementi materiali
sottili e grossolani. Il corpo materiale sottile è costituito non solo di mente, ma anche di
elementi materiali ancor più sottili, quali l’intelligenza e il falso ego (per semplicità, in questa
presentazione li ho finora inclusi nella mente). Il corpo materiale grossolano è fatto di terra,
acqua, fuoco, aria e etere.

I corpi composti da questi elementi materiali sottili e grossolani, sono i veicoli dei sé coscienti.
Sono stati ideati per esistere nel regno degli elementi materiali sottili e grossolani. Il sé
cosciente riceve un’appropriata copertura corporea a seconda del grado di dimenticanza della propria
natura originale. Coloro che ne sono più dimentichi ricevono corpi che ricoprono la loro coscienza
originale in misura maggiore.
Nell’universo vedico l’essere cosciente originale (a parte Dio) è Brahma, il primo essere celeste o
deva. Il suo corpo che si è manifestato direttamente da Visnu (l’espansione di Krishna che controlla
l’universo materiale) è fatto soprattutto di elementi materiali sottili. Egli ha il compito di
creare i corpi per gli altri sé coscienti che esistono ai vari livelli della gerarchia cosmica. Dal
corpo di Brahma nascono grandi saggi, talvolta noti come figli nati dalla sua mente ed anche la
prima coppia in grado di riprodursi sessualmente: Svayambhuva Manu e la sua consorte, Satarupa. Le
figlie di Manu andarono spose ad alcuni saggi e produssero generazioni di esseri celesti, i cui
corpi erano composti principalmente di energia materiale sottile. Questi esseri celesti maschili e
femminili, riproducendosi danno origine alle forme viventi ivi comprese quelle umane che risiedono
sul nostro pianeta Terra. Nel processo devolutivo, la nostra originale pura coscienza spirituale, la
coscienza di Krishna, viene ricoperta da strati di elementi materiali sottili e grossolani.

LA RI-EVOLUZIONE

Ma questo processo può essere invertito. C’è un tipo di ri-evoluzione con cui possiamo liberare la
coscienza dalle sue coperture e restituirla al suo stato di purezza originale. In tutte le
principali tradizioni spirituali sono previsti metodi per ottenere questo scopo, varie forme di
preghiera, di meditazione o di yoga. Nel movimento per la coscienza di Krishna, ci affidiamo al
metodo di far vibrare il suono trascendentale del mantra Hare Krishna per riportare la coscienza
alla purezza. Oggi molte istituzioni mediche usano gli ultrasuoni per purificare e pulire gli
strumenti medici. Il mantra Hare Krishna può essere considerato come la fondamentale vibrazione
ultrasonora. Dio ha investito tutte le Sue energie trascendentali nel suono di questo mantra e
pertanto esso ha il potere di spiritualizzare ed infine di rimuovere permanentemente tutti gli
strati materiali che coprono il sé cosciente. In verità il mantra non è differente da Krishna
stesso, cosicché durante il canto di esso, mentre gli elementi di copertura vengono spiritualizzati
e rimossi, ci troviamo a tornare gradualmente in contatto con la sorgente originale di tutti gli
esseri coscienti.

Drutakarma Dasa (Michael A. Cremo) è un discepolo di Srila Prabhupada. Fin dal 1983 è stato
impegnato a definire nel mondo della scienza i concetti vedici relativi all’origine dell’uomo. Ha
presentato scritti nelle riunioni del World Archeological Congress, dell’European Association of
Archeologist, dell’International Congress for History of Science e dell’International Union of
Prehistoric and Protohistoric Sciences. Oltre alle lezioni universitarie, egli ha anche dato lezioni
su invito al Royal Institution of Creat Britain, al Russian Academy of Sciences e ad altre
istituzioni scientifiche in tutto il mondo.

(da Ritorno a Krishna di Settembre-Ottobre 2003)

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