La descrizione del “Dopo Morte” di Aurobindo

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PAROLE DAGLI SCRITTI DI MERE E SRI AUROBINDO su

< LA MORTE >

Pubblicato da “Domani”

– Trimestrale in lingua italiana di yoga filosofia e cultura Sri Aurobindo Ashram . Pondicherry
60500 – India

< Dopo la morte, l'essere interiore continua a progredire? >

Dipende assolutamente dai casi. Ogni caso è diverso. Ci sono persone – ad esempio scrittori,
musicisti, artisti – che hanno vissuto nel piano intellettuale, che sentono di avere ancora qualcosa
da fare e che non hanno portato a compimento ciò che avevano intrapreso, che sentono di non aver
raggiunto la meta che si erano prefissati, e di conseguenza sono pronti a rimanere nell’atmosfera
terrestre più che possono, con la maggiore coesione possibile, e cercano di manifestarsi e di
continuare il proprio progresso in altri corpi umani.

Ho visto molti casi del genere; so del caso molto interessante di un musicista, un pianista (un
pianista di grande valore), le cui mani erano una meraviglia di abilità, esattezza, precisione,
forza, rapidità di movimento; sì, era assolutamente eccezionale.

Quest’uomo morì relativamente giovane, con la percezione che, se avesse continuato a vivere, avrebbe
continuato a progredire nell’espressione della propria musica. L’intensità della sua aspirazione era
tale che le sue mani, nella dimensione sottile, mantennero la propria forma senza dissolversi, e
ogni volta che egli incontrava qualcuno che fosse un po’ ricettivo, passivo e bravo musicista, le
sue mani entravano dentro le mani delle persone che suonavano.

Una volta, una pianista che stava suonando e che sapeva suonare bene, ma in modo ordinario, divenne
d’un tratto non soltanto una virtuosa, ma una meravigliosa artista per tutti il tempo
dell’esecuzione: erano le mani dell’altro che stavano suonando attraverso di lei. Questo è un
fenomeno che io conosco. Vidi la stessa cosa nel caso di un pittore: anche quella era una faccenda
di mani. Lo stesso è capitato a scrittori, e qui fu proprio la mente che mantenne una forma precisa
ed entrò nella mente di qualcuno che era abbastanza ricettivo, consentendogli improvvisamente di
scrivere cose straordinarie, infinitamente più belle di qualsiasi cosa da lui scritta in precedenza.
Fu così nel caso di un compositore di musica – non uno di quelli che eseguono, ma che compongono,
come Beethoven, Bach, come Cesar Frank (ma questi eseguiva anche).

La composizione della musica è un’attività estremamente cerebrale. Bene, anche qui, la mente di un
grande musicista influenzò un compositore che era impegnato a scrivere un’opera e fece sì che egli
conoscesse cose meravigliose e con la stesura di tutte le sezioni. Il compositore stava componendo
un’opera e fu estremamente complesso per gli esecutori realizzare in musica il suo pensiero.
Quest’uomo (io l’ho conosciuto) quando riceveva la formazione musicale, teneva un foglio bianco
davanti a sé e poi cominciava a scrivere. Lo vidi scrivere, tracciare linee, poi alcuni caratteri su
un foglio comune, e quando ebbe finito, l’orchestrazione del preludio di un certo atto era completa
(orchestrazione significa la distribuzione delle varie parti della musica a ciascuno strumento). Lo
faceva con assoluta semplicità su un pezzo di carta, soltanto grazie a questo meraviglioso potere
mentale.

*

Cosa farà l’anima? Dove andrà? Tutto dipende da ciò che essa ha deciso prima di lasciare il corpo.
E proprio questa capacità di mantenere attorno a sé l’essere che è stato completamente organizzato e
unificato nella vita fisica, le permetterà effettivamente di scegliere ciò che vuole fare – che pure
rappresenta un terreno di possibilità molto diverse.

Essa può passare coscientemente da un corpo ad un altro, direttamente (ci sono casi in cui tale
essere, completamente cosciente ed evoluto, ha preparato lentamente un altro essere capace di
riceverlo e di assimilarlo; in questo modo, per non interrompere il lavoro materiale quando lascerà
il corpo, egli andrà ad unirsi con un altro essere psichico, a fondersi e ad aggiungersi ad esso in
un altro corpo fisico). Questo è un caso estremo, ed anche estremamente raro, ma fa parte di una
conoscenza occulta che è assolutamente tradizionale.

Oppure, diversamente, l’anima può andare nella direzione opposta; cioè quando l’essere psichico,
dopo aver concluso la sua esperienza nel corpo, desidera assimilarla nel riposo, e prepararsi ad
un’altra esistenza fisica futura – a volte in futuro molto lontano.

Poi può accadere questo, tra le molte possibilità: l’anima abbandona in ciascun piano – nel piano
del fisico sottile, nel piano vitale e nel piano mentale – gli esseri corrispondenti; ve li lascia
con una specie di vincolo tra loro, ma ciascuno mantiene la sua esistenza indipendente, mentre
invece l’anima stessa entra nella zona, nella realtà, nel mondo psichico propriamente detti e si
mette in un riposo di assimilazione e beatitudine, finché, com’è descritto nelle pagine che stiamo
leggendo, non ha assimilato e digerito tutte le sue buone azioni e diviene pronta per realizzare
un’altra esperienza di vita. Poi, se il suo lavoro è stato ben fatto e se le parti o gli involucri
del suo essere, lasciati nei diversi piani, si sono preservati bene, allora essa assume, una dopo
l’altra, tutte queste parti che vissero con lei nella sua vita passata e con tale patrimonio di
conoscenza e d’esperienza si prepara ad entrare in un nuovo corpo. Ciò può forse accadere dopo
centinaia, o anche migliaia di anni, poiché in quei piani tutto ciò che è organizzato non è più
necessariamente soggetto alla decomposizione che noi chiamiamo, qui, morte.

Non appena un essere vitale è completamente armonizzato, esso diviene immortale. Ciò che lo
dissolve, che lo disintegra, sono tutti i disordini interiori, tutte le forze, precisamente, di
decomposizione e distruzione; ma se è completamente armonizzato e organizzato e, per così dire,
divinizzato, esso diviene immortale. Ed è lo stesso per la mente. Anche il fisico sottile di esseri
che sono completamente evoluti e che sono stati impregnati da forze spirituali non si dissolve
necessariamente dopo la morte. Esso può continuare un’attività, o può concedersi un salutare riposo
in certi elementi della natura, come l’acqua; generalmente in un liquido – nell’acqua o nella linfa
degli alberi – oppure, come si afferma in queste pagine – nelle nuvole. Ma può anche rimanere attivo
e continuare ad agire sugli elementi materiali della natura fisica.

*

Dopo la morte c’è un periodo in cui l’essere attraversa il mondo vitale e vive lì per un certo
periodo. E’ solo la prima parte di questo passaggio che può essere pericolosa o penosa; nella parte
residua l’essere esaurisce, in determinate situazioni, il resto dei desideri vitali e degli istinti
che aveva nel corpo. Non appena si stanca di questi e riesce a superarli, la guaina vitale cade e
l’anima, dopo un periodo necessario per liberarsi di alcuni residui mentali, passa in uno stato di
riposo nel mondo psichico e rimane lì fino alla sua prossima vita sulla terra.

*
Paradiso e inferno sono spesso degli stati immaginari dell’anima, o piuttosto del vitale, che su di
essi elabora delle costruzioni dopo la morte fisica. Ciò che si intende per inferno è un passaggio
penoso attraverso il piano vitale o il protrarsi, lì, della permanenza, come avviene, ad esempio, in
molti casi di suicidio, dove l’essere rimane circondato dalle forze di sofferenza e agitazione
create da questa fine innaturale e violenta. Vi sono anche, naturalmente, mondi mentali e vitali che
sono permeati di esperienze gioiose o tristi. Uno può passarvi attraverso come risultato di cose
formatesi nella natura le quali creano le necessarie affinità; ma l’idea di una ricompensa o di un
castigo è una concezione rozza e volgare che è semplicemente un errore popolare.

* Che cosa intendete per fantasma? Il termine “fantasma”, così come è usato nel linguaggio comune,
copre un numero enorme di fenomeni distinti che non sono

necessariamente collegati l’un l’altro. Per nominarne solo alcuni:

1. Un contatto reale con l’anima di un essere umano nel suo corpo sottile, contatto che viene
registrato dalla nostra mente con l’apparire di una immagine o l’udire una voce.

2. Una formazione mentale, impressa dai pensieri e dai sentimenti di un essere umano defunto
nell’atmosfera di un posto o d’una località, che lì permane o si ripete,finché questa formazione si
esaurisce o si disperde in qualche modo. Questa è la spiegazione di fenomeni come le case
frequentate da spettri, in cui le scene che segnano, o accompagnano, o precedono un omicidio si
ripetono continuamente, e di molti altri fenomeni simili.

3. Un essere dei piani vitali inferiori, che ha occupato l’involucro vitale abbandonato da un
essere umano defunto, o un frammento della sua personalità vitale, e così appare e agisce nello
stesso modo e forse anche con i pensieri e i ricordi di superficie di quella persona.

4. Un essere del piano inferiore che, per mezzo di un essere umano vivente, o con altri mezzi o
strumenti, è capace di materializzarsi a sufficienza per apparire e agire in una forma visibile o
per parlare con una voce udibile; oppure, senza apparire in tal modo, è capace di far muovere
oggetti materiali in tal modo, è capace di far muovere oggetti materiali, come mobilia, o di
materializzare oggetti o di spostarli da un posto all’altro. Ciò si riferisce a quelle
manifestazioni chiamate Poltergeist, ai fenomeni di lancio di pietre, ai Bhuta, esseri del mondo
sottile, che abitano gli alberi e ad altri fenomeni a voi ben noti.

5. Apparizioni che sono formazioni della propria mente e assumono per i sensi un aspetto oggettivo.

6. Possessione temporanea di persone, da parte di esseri vitali che qualche volta fingono di essere
parenti defunti, ecc.

7. Proiezioni di immagini – pensiero di se stessi, spesso ad opera di persone che appaiono, al
momento della morte, o poche ore dopo, ai loro amici o parenti.

Avrete notato, quindi, che solo in uno di questi casi, il primo, può trattarsi di un’anima, e qui
non sorge nessuna difficoltà.

*

Scritture automatiche e sedute spiritiche sono una faccenda molto confusa. In parte provengono
dalla mente subcosciente del medium e in parte da quella dei convenuti. Ma non è vero che tutto si
debba attribuire ad una immaginazione e ad una memoria drammatizzanti.

Qualche volta ci sono cose che nessuno dei presenti potrebbe conoscere, o ricordare; qualche volta,
inoltre, anche se ciò è raro, si hanno visioni del futuro. Tuttavia, di solito, queste sedute, e
situazioni simili, mettono in contatto con un mondo molto basso di esseri e forse vitali oscuri,
disarmonici e inaffidabili ed è pericoloso frequentarli, o subirne qualsiasi influenza. Ospensky ed
altri devono essere passati attraverso questi esperimenti con una mente troppo matematica, che fu
senza dubbio la loro salvaguardia, ma che impedì loro di giungere a qualcosa di più di una
superficiale visione intellettuale del loro significato.

Come proteggere il Defunto

Posso capire lo shock che deve essere stato per voi la morte tragica di vostra moglie. Ma ora siete
un ricercatore e un sadhak (nota: colui che pratica lo yoga – fine nota) della verità e dovete
elevare la vostra mente oltre le reazioni normali degli esseri umani e veder le cose sotto una luce
più vasta e grande.

Considerate vostra moglie come un’anima, che stava progredendo attraverso le vicissitudini della
vita dell’ignoranza – come tutti gli altri qui; in questo progresso succedono cose che sembrano
sventure per la mente umana, e una improvvisa morte accidentale o violenta, che tronchi
prematuramente questo sempre breve momento di esperienza terrestre che noi chiamiamo vita, sembra
alla mente particolarmente dolorosa e sfortunata. Ma chi va oltre la visione esteriore, sa che tutto
quello che succede nel progresso dell’anima ha un suo significato, una sua necessità, un suo posto
nella serie di esperienze che la stanno guidando verso la svolta decisiva in cui si può passare
dall’ignoranza alla luce. Costui sa che qualsiasi cosa succeda nella provvidenza divina è per il
meglio, anche se alla mente può sembrare altrimenti.

Considerate vostra moglie come un’anima che ha oltrepassato la barriera tra due stati di esistenza.
Aiutate il suo viaggio verso il riposo con pensieri calmi e invocate per questo l’aiuto divino. Il
dolore mantenuto troppo a lungo non aiuta; ma, ostacola il viaggio dell’anima scomparsa. Non
rimuginate sulla vostra perdita; ma, pensate solo al suo benessere spirituale.

*

Come dovrebbe essere ricevuta la notizia di una morte, soprattutto quando si tratta di un parente
stretto?

Dicendo al Signore supremo: “Sia fatta la tua volontà”, e rimanendo più quieti che si può, se la
persona scomparsa è una persona amata, concentrate il vostro amore, in pace e tranquillità, su
quella persona, poiché è ciò che può aiutare maggiormente colui o colei che sono dipartiti.

*

Se al momento della morte l’essere vitale è attaccato nel mondo vitale da entità o da forze ostili,
è possibile che esso cerchi rifugio da qualche parte?

Sì, è per questo motivo che in tutti i Paesi e in tutte le religioni, dopo la morte di qualcuno, si
raccomanda che per un periodo di almeno sette giorni il deceduto sia oggetto di ricordo concentrato.
Poiché quando pensate a lui con affetto (senza alcun turbamento interiore, senza piangere, senza
alcune di quelle passioni struggenti), se riuscite a stare calmi, la vostra atmosfera diviene una
specie di faro per lui; quando è attaccato da forze ostili (parlo dell’essere vitale e non
dell’essere psichico che sta raggiungendo il proprio riposo) può darsi che egli si senta
completamente perso, che non sappia cosa fare e si trovi in grande difficoltà, così egli vede, per
affinità, la luce di coloro che lo stanno pensando con affetto e si precipita da loro. Succede
comunemente che una formazione vitale, una parte dell’essere vitale della persona che è defunta (o
qualche volta tutto l’essere vitale, se esso è ben organizzato) si ripari nell’aura, nell’atmosfera
delle persone, o di una particolare persona, che lo hanno amato. Vi sono persone che portano sempre
con sé una parte del vitale di qualcuno che è scomparso. Questa è la reale utilità delle cosiddette
cerimonie funebri, che altrimenti non hanno senso.

*

E’ possibile aiutare le anime scomparse con l’affetto o attraverso mezzi occulti, se se ne ha la
conoscenza. L’unica cosa che non si dovrebbe fare è trattenerle con il nostro dolore o i nostri
desideri, o attraverso qualsiasi altra cosa che le trattenga alla dimensione terrena oppure ostacoli
il loro viaggio verso il luogo di riposo.

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