Il Suono indirizzato

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Il Suono indirizzato

da altrasalute.it

Il corpo si comporta come un ricetrasmettitore di onde, sensibile alle vibrazioni sonore, in
particolare a quelle situate approssimativamente nella zona corrispondente all’ampiezza media della
voce umana, dalla più grave delle voci maschili alla più acuta delle voci femminili. Il principio
attivo della tecnica del suono indirizzato consiste nell’emissione e nella ricezione cosciente dei
suoni:

si devono inviare le loro vibrazioni verso la zona corporea da noi voluta per rimuovere il
blocco.Intonando determinate note nello loro giusta frequenza si agisce per risonanza simpatica sui
blocchi, sciogliendoli, recuperando l’energia che avevano accumulato e ridistribuendola
nell’organismo. Questo processo diventa efficace se applicato prima della somatizzazione dei
conflitti, quando i blocchi sono ancora carichi d’energia.Gli esercizi con suoni indirizzati si
basano sulla combinazione di respiri appropriati, su intonazioni precise di note, su immagini
mentali e sulla partecipazione attiva del soggetto e sull’intenzionalità con la quale vengono
realizzate le attività.

La voce nasconde in se una grande forza guaritrice; la voce è il principale strumento terapeutico
per canalizzare ed indirizzare il suono verso il centro bloccato, influenzando di conseguenza anche
gli organi corrispondenti. Cantando il suono più basso che siamo in grado di produrre e toccando le
zone dove questo risuona, possiamo sentire vibrare il petto e parte del ventre, la schiena e le
costole. Se poi proviamo con un suono medio, vibreranno il collo, la clavicola, la mandibola
inferiore e parte della nuca, ciò vuol dire che questo secondo suono si collocherà un po’ più in
alto rispetto al primo. Da ultimo, se cantiamo un suono acuto il più forte possibile, ci accorgiamo
che vibrano le ossa della testa, il naso, la fronte ed il palato, cioè le zone del corpo più alte
delle precedenti. Questo è dovuto al fatto che ogni frequenza risuona in un posto particolare
dell’organismo. Tanto più acuto è il suono prodotto o ricevuto, tanto più in alto vibrerà il nostro
corpo.
Le vocali, secondo la Biomusica ci sono suoni della voce umana che agiscono su specifiche zone
corporee. Si usano le vocali comuni a tutte le lingue, combinandole tra loro o rinforzandole con le
consonanti H e M, che completano il lavoro delle vocali, poiché introducono nell’organismo le
vibrazioni del suono emesso. In linea generale si può dire che su ogni zona corporea agisce
prevalentemente una precisa vocale. Ecco quali sono le vocali, dove devono essere indirizzati i
suoni e quali parti del corpo vengono interessate dalla vibrazione:

I – per il sistema nervoso e immunitario usiamo la vocale I, indirizzando il suono verso la testa,
in particolare verso la radice del naso. Le zone interessate sono il cervello, le ghiandole
dell’ipofisi e dell’epifisi;
E – per il sistema fonetico usiamo la vocale E, indirizzando il suono verso la gola. Le zone
interessate sono la laringe, la tiroide e la paratiroide;
O – per il sistema circolatorio usiamo la vocale O, indirizzando il suono verso il centro del petto.
Le zone interessate sono il cuore e il timo;
A – per il sistema respiratorio usiamo la vocale A, indirizzando il suono verso il petto. Le zone
interessate sono i polmoni, i bronchi e la pleura;
U – per il sistema digestivo usiamo la vocale U, indirizzando il suono verso l’ombelico. Le zone
interessate sono il fegato, lo stomaco, il pancreas e l’intestino;- sull’apparato sessuale e su
altre zone specifiche si usano combinazioni di suoni.

Logicamente i suoni sono terapeutici e preventivi se sono adoperati nella loro giusta frequenza, con
una respirazione adatta, con la postura corporea ad essi corrispondente e se sono attivati per un
certo periodo di tempo.
Come agisce il suono indirizzato. Se colpiamo leggermente, ma continuamente sul nostro braccio
compare una tenue macchia rossa che diventa scura se continuiamo a farlo. Il suono agisce nella
stessa maniera: fa affluire il sangue lì dove colpisce, dove fa vibrare. La sillaba RIN, per
esempio, fa affluire il sangue al naso; se proviamo a pronunciarla in tono acuto, sentiremo come le
vibrazioni che inviamo vadano a sollecitare proprio quella zona, quando entra in risonanza. Ci sono
fonemi come M e N che risuonano nelle ossa della testa; la M propaga la sua vibrazione verso il
centro del cranio facendo risuonare la ghiandola pineale e l’ipofisi. Quando una ghiandola vibra è
stimolata nella sua attività, nel suo lavoro: cantare un suono, diretto correttamente, influisce
sulle funzioni ghiandolari. Per pronunciare un suono dobbiamo collocarlo ed emetterlo in una
particolare maniera: la B fa risuonare le labbra e i denti anteriori, la G il centro del palato, e
così di seguito. Ogni lettera, sillaba, parola e fonema è una vibrazione o un insieme di vibrazioni.

I Giochi in Biomusica

I giochi di socializzazione, di riscaldamento, di creatività … teatrali, ritmici … sono tutti
trasformazioni di giochi infantili e/o musicali ed hanno lo scopo di “scuotere” il soggetto
togliendolo dalla sua immobilità, facendogli cioè eseguire movimenti corporei ai quali non è
abituato, spingendolo a vincere le resistenze acquisite per avvicinarlo al resto dei componenti del
gruppo. Il primo è un obiettivo che tende a fermare o ad alterare la catena di pensieri, emozioni e
movimenti quotidiani, l’ultimo invece è socializzante. A livello muscolare si mira a contrarre e a
rilassare le diverse zone corporee, scaricando le tensioni superficiali e caricando in modo positivo
l’emotività della persona.

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