IL SUONO IN GESTAZIONE, IN ETA’ INFANTILE E NELL’UOMO ADULTO

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IL SUONO IN GESTAZIONE, IN ETA’ INFANTILE E NELL’UOMO ADULTO

Dopo aver affrontato l’utilizzo della musicoterapia in soggetti anziani, sia sani che affetti da
patologie neurologiche, ritorniamo ora agli albori della vita, e quindi all’età adulta, grazie agli
studi del dott. Lorenzo Pierobon. Si è molto discusso sull’efficacia dell’udito in età gestazionale:
il feto può realmente percepire suoni e rumori, e trarne giovamento? L’ascolto di musiche scelte,
può aiutare la madre a sopportare meglio le tensioni della gravidanza? E ancora, il bimbo può essere
tranquillizzato dall’ascolto di melodie o dalla semplice pulsazione del cuore della madre? E quali
effetti si possono registrare su un uomo adulto, sia sano che ammalato? Nell’estratto che ho scelto
per voi, questa settimana, troverete soddisfacenti risposte a tutti questi quesiti, ma anche altre
interessanti e inusuali curiosità.

Ringraziamo pertanto il dottor Pierobon per arricchire la nostra rubrica con la sua interessante
tesi di laurea.

Dott.ssa Federica Leva

www.classicaonline.com/medicalsound/29-10-03.html

IN GESTAZIONE

L’ovulo fecondato è già in contatto con le pulsazioni del cuore materno, con i movimenti uterini e
addominali e respiratori. Il suo istinto vitale è in relazione con i battiti del cuore materno che
invia il sangue attraverso il cordone ombelicale. Al sesto mese l’embrione ha completato lo sviluppo
dell’apparato uditivo e percepisce i suoni trasmessi attraverso il liquido amniotico. In particolare
è sensibile alla voce della madre. Questo è confermato anche dalle esperienze di Benenzon che
riferisce del caso di una madre, molto angosciata a fine gravidanza, la quale si calmava ascoltando
Madame Butterfly. L’ascolto dello stesso fu la sola cosa che calmasse i pianti del bimbo dopo la
nascita. Lo stesso tipo di esperienza è stato ripetuto da Fejio con un brano di Prokofiev tratto da
“Pierino e il lupo”, che veniva diffuso sul grembo della madre mentre essa si trovava in stato di
rilassamento. Le risposte del feto venivano registrate. Dopo la nascita, e fino all’età di tre anni,
si è rilevato che l’ascolto di tale brano provocava sul bambino un effetto calmante ed un improvviso
rilassamento.

Un’altra esperienza interessante è quella dei ricercatori Sontag e Wallace, che provocarono
un’accelerazione cardiaca in un feto di quasi nove mesi, per mezzo di uno stimolo sonoro ritmato
applicato sulla parete addominale della madre. In altre parole, il suono influenza grandemente la
vita prenatale. La musica ascoltata dalla madre in fase di gravidanza è molto importante perchè
fornisce al feto una serie di sensazioni affettive, piu’ è varia la proposta della selezione
musicale e piu’ il feto avrà la capacità di crearsi una sorta di “rivestimento sonoro prenatale”
che diventa tutt’uno con l’ambiente nutritivo.

SUL NEONATO

L’effetto del suono e della musica sui neonati desta un profondo interesse tra i ricercatori.
Diffondendo in un asilo nido, il suono di una pulsazione cardiaca, si è scoperto che calmava il
pianto dei neonati. Questo sembra essere messo in relazione con la ricerca, da parte del neonato, di
inserire un suono mancante nel nuovo ambiente (nel caso particolare, il battito cardiaco della madre
che lo accompagna durante la gestazione).

Tomatis, ci dimostra che il neonato riconosce la voce della propria madre (e solo quella) filtrata
in modo da simulare un ambiente acquatico (amniotico). Grazie all’orecchio elettronico, apparecchio
da lui stesso messo a punto, fa ascoltare a questi bambini la voce della propria madre inizialmente
filtrata (come nell’utero) assieme alla musica che l’accompagna poi, a poco a poco, sottratta al
filtro secondo un percorso uditivo che varia di caso in caso, fino a culminare con il parto sonico,
quando la voce della madre diventa più identificabile. Dice ancora Tomatis:”sentire è un atto
fisiologico; ascoltare , un atto psicologico. E’ l’ascolto che fa l’uomo; pensiero e ascolto non si
dissociano. Se i rapporti familiari sono cattivi, se si verifica un dramma nella vita di coppia, o
più semplicemente se la madre non ha abbastanza nutrito il bambino con il suo linguaggio
psicologico, egli rischia di essere uno psicotico o un dislessico, un autistico, un sordo, un
balbuziente.”

Benenzon, rileva che il bambino succhia il latte materno con maggiore tranquillità se il suo
orecchio è appoggiato sul lato sinistro del corpo della madre, in modo da poterne udire meglio il
battito cardiaco.

Risulta evidente che il neonato subisce una sorta di imprinting da parte delle pulsazioni cardiache
della madre e che la voce della stessa, assieme al cibo, costituisce un bisogno essenziale.

SULL’ UOMO

In Giappone, un campione di 120 donne è stato sottoposto ad un trattamento acustico a base di musica
diffusa in ambiente ed in cuffia. Si è riscontrato che la lattazione su queste pazienti è aumentata
della metà per quelle trattate con musica diffusa e del doppio per quelle trattate con musica in
cuffia. L’esperimento è stato condotto utilizzando brani di musica classica ( la musica sincopata ha
invece provocato l’effetto contrario).

Il fisiologo francese Féré de la Salpetriere fu il primo a misurare l’influenza del suono/musica
sull’organismo umano, osservando che sono soprattutto gli stimoli ritmici a fare aumentare il
rendimento corporeo e la resistenza muscolare. Di seguito una lista di alcuni esperimenti ed
osservazioni effettuati in questi ultimi anni[1]:

Maller : il rullo di tamburo aumenta il flusso di una vena aperta.

Dogile: l’uomo reagisce agli stimoli sonori con un’accelerazione del cuore e un’aumento della
pressione arteriosa.

Patrici: influenza della musica sulla circolazione sanguigna cerebrale.

Ospedale Saint Joseph (New York) servizio cardiologia: il tasso di mortalità nei cardiopatici gravi
si riduce notevolmente con l’utilizzo della Musicoterapia.

Esperienze multiple circa l’influsso di un’audizione musicale sulla respirazione, che può risultare
sia accelerata che rallentata. Metera (Polonia) ha presentato alcuni lavori relativi all’influenza
della musica sul consumo d’ossigeno e sulla resistenza delle vie respiratorie.

Gabai e Jost hanno osservato su alcuni tracciati dei segni di pre sonno e di sonnolenza una
scomparsa del ritmo alfa che riappare al termine dell’audizione musicale.

Oswald, Taylor e Treisman hanno indotto un sonno profondo su alcuni volontari e praticato un
elettroencefalogramma mentre essi dormivano. Contemporaneamente diffondevano una registrazione di
diversi brani musicali, uno dei quali era particolarmente amato dal paziente. Nel momento in cui
compariva quel brano, benchè il soggetto dormisse, si produceva sull’ EEG un’onda esclusiva a questo
stimolo chiamata complesso K.

La musicoterapia permette di ottenere, oltre al rilassamento e alla scomparsa dell’ansietà:

Una diminuzione o una soppressione della salivazione.

Una diminuzione o un’arresto delle emorragie

Una scomparsa delle nausee

Una diminuzione della fatica a tenere la bocca aperta (dentisti…)

Una diminuzione della dose di anestetico da usare

Esperienze biochimiche dimostrano che, con determinati suoni, si può alterare la biosintesi del DNA
e dell’RNA che sono gli elementi fondamentali della vita cellulare.

Si può concludere, su una base sperimentale tanto solida quanto variata, che il suono/musica svolge
un’azione sul corpo intero, compresi gli elementi fondamentali della cellula vivente.

[1] Léon Bence-Max Méreaux Musicoterapia, Xenia Edizioni

LORENZO PIEROBON
Musicista e musicoterapista diplomato presso il C.E.M.B di Milano (con tesi”Armonici, suono
terapia….una proposta sperimentale”), si occupa da anni dell’utilizzo della voce in modo non
convenzionale associando l’uso degli armonici (overtones) a trattamenti elettronici.

Musicoterapia:

Si occupa della ricerca sull’uso terapeutico del canto armonico con seminari dedicati della
voce/movimento, voce/respirazione e meditazione (in collaborazione con danzatrici,insegnanti di
danza, attori e musicisti); laboratori presso centri per il recupero tossicodipendenti , sedute di
riabilitazione vocale e musicoterapia in collaborazione con medici olistici , sessioni di
musicoterapia con disabili presso C.S.E. , consulenze e collaborazioni con consultori, laboratori e
sedute individuali con bambini, seminari con gruppi di teatroterapia.

Ha ideato il metodo Vocal Harmonics in Motion. A questo tipo di lavoro affianca anche la
musicoterapia tradizionale rivolta ad adulti e bambini. Dal settembre 99 è uno dei soci fondatori di
un’associazione operante nell’ambito della musicoterapia, danza e animazione per l’infanzia .

Musica:

Dopo aver militato per anni in rock e pop band , nei primi anni novanta l’incontro con il canto
armonico e la musica sperimentale; per perfezionarsi ha frequentato diversi seminari tenuti da David
Hykes, Amelia Cuni, Marie Paule Marthe, ha inoltre fatto parte del “Transverbal Ensemble” di Torino
diretto da Michael Vetter.Nel 1995 inizia l’avventura musicale con “KU” con il quale ha realizza
concerti live, cd e videoinstallazioni . Dal 2002 è parte integrante del gruppo ambient/sperimentale
“Nebula” (tra i membri del gruppo Klaus Wiese ex Popol Vuh). All’attività con i gruppi alterna
quella di solista con performances e concerti di voce, live electronics e didgeridoo.

Performances

Solo: per voce ed overtones allestita in una chiesa di Ivrea (1993)

La Prima Pietra, un viaggio attraverso il potere del suono, live act per: voce, campionatore e
didgeridoo (1995)

Viaggi della prima decade (k u 1996)

Il canto delle balene (k u 1998)

Spiriti d’acqua (k u 1999)

Onde (lo-fi experience), per voce, danza e live electronics (2000)

Passaggi d’anima poesia, canto, voci recitanti (2001)

Millennium overtones, campionatore, live electronics (2002)

Discografia :

– K U (K U 1995)

– Cromacustica (K U video 1996)

– tsunami (K U 1997)

– A.A.V.V. “Sub-Electronica chapter 2” (KU® ARO 1998)

– “2 acque” live (K U 2000)

– A.A.V.V. “Beyond the sound” (KU 2002)

– “Genesis” (NEBULA 2002)

Collaborazioni:

– Whitches (E.P.Xyrex-K U Spectra Records 1997)

– Perle di grotta (CD di Mariolina Zitta 1997)

– Come vincere l’ansia e la depressione (LIBRO di Manuela Mancini 2000)

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