Il suono della creazione

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IL SUONO DELLA CREAZIONE

di Enrico Galimberti

Ciò che stupisce dell’uomo antico, ma che ancora langue dentro ognuno di noi, è la straordinaria
capacità di vivere in simbiosi con il cosmo, conoscendo appieno i propri sensi e sapendoli
controllare e indirizzare verso ed entro l’infinito.

Di queste straordinarie capacità, l’uomo comune non sa più come usufruire, abituato a riversare
nella tecnologia le funzioni naturali dei propri sensi e obliando al meglio la propria dimensione
spirituale.

All’origine della sapienza e della cultura di ogni etnia umana, vi è un elemento che viene ancor
prima degli elementi alchemici o fondamentali, acqua, terra, aria, fuoco, spazio…

…è il suono.

Dice Giovanni nel prologo al Vangelo omonimo: “in principio c’era colui che è ‘la parola’. Egli era
con Dio; Egli era Dio. Egli era al principio con Dio. Per mezzo di lui Dio ha creato ogni cosa…”

Dice la Genesi: “Dio disse… e fu”.

Alla base della più antica filosofia greca vi era la corrispondenza: pensiero-parola-realtà. Ma la
filosofia greca ha attinto dall’Egitto.

E infatti la genesi egiziana di Menfi recita: “Ptah, il grande, è il cuore (cervello) e la lingua
(parola) dell’Enneade degli dei, lui creò gli dei, nacque nel cuore e nacque sulla lingua qualcosa
nella forma di Atum.

Ora, Atum è il creatore, ma si capisce che lui stesso è stato creato, grazie al cuore (sede del
pensiero secondo gli Egizi) e alla voce (lingua).

Anche gli Egizi hanno attinto la filosofia dal Vicino Oriente e così via fino ad arrivare là dove è
attestata la più antica filosofia: l’India. Brahma è il Tutto, è Dio, anima universale.

Alla base della Genesi indù vi è, inutile dirlo, il suono.

IL SUONO SILENZIOSO DELLA SPIRITUALITÀ

Chiunque abbia conoscenza delle dottrine spirituali indiane, avrà sentito parlare del Mantra. È una
disciplina meditativa che permette, pronunziando sommessamente determinate sillabe sanscrite sacre,
di mandare, per dirlo con termini profani, in “risonanza” la mente che è la più acerrima nemica
dell’Atman, l’Io, l’anima individuale che si deve realizzare per tornare a far parte del Tutto.

La mente tende ad allontanare l’individuo dall’infinito, dandogli l’illusione di essere
autosufficiente e spingendolo all’egotismo. Soltanto riuscendo ad annichilire e controllare la
mente, l’Atman risale alla percezione più alta e di nuovo si avverte l’appartenenza ad un Tutto che
è Spirito divino. Lo stesso concetto altamente spirituale, seppur metaforizzato in termini più
materiali, è ripreso dal Cristo. “Così come il corpo e le membra sono una cosa sola, così Io e il
Padre mio siamo la stessa cosa”.

È il concetto di micro e macrocosmo, l’uno “dentro all’altro” e viceversa.

Attraverso il mantra, la cui sillaba più potente è il famoso “Om” o “Aum”, i maestri Buddisti più
potenti riescono addirittura a scoprire le cause di un malore fisico e, intervenendo a livello
energetico, riescono a curare malattie a volte in stadio avanzato o terminale.

LA VIBRAZIONE CHE DOMINA IL COSMO

Ora, la parola è suono e il suono è vibrazione; il pensiero genera energia e l’energia è vibrazione;
la luce è vibrazione…
Secondo antiche leggende indiane, con i suoni è possibile materializzare degli oggetti e addirittura
esisterebbero delle città invisibili (Dio disse… e fu… …di tutte le cose visibili e
invisibili…).

Il comandamento “non pronunciare il nome di Dio invano”, deriva dal fatto che per gli ebrei alcuni
nomi sono impronunciabili, a causa del loro potere e della loro appartenenza a esseri spiritualmente
superiori e vicini a Dio.

Sempre in India, a proposito dei Vimana (letteralmente “uccelli artificiali abitati”) si narra che
su alcuni di essi fosse incisa la sillaba sacra dell’Om e mediante determinati canti e preghiere i
sacerdoti sapessero comandarli.

E I CERCHI NEL GRANO…

Il potere del suono, dell’energia e della vibrazione entra in gioco anche quando si parla dei
famosissimi Cerchi nel Grano o “Crop Circles”. Sembra che a causarli siano delle particolari onde
elettromagnetiche che, di provenienza incerta, entrano in simbiosi con il campo gravitazionale
terrestre.

Anche un simbolo o una forma producono vibrazioni. Il corpo umano emette onde magnetiche che sono
persino in grado di impregnarsi in edifici ad alta frequentazione come i luoghi sacri. Ma, di nuovo
il meccanismo retroattivo, gli stessi luoghi sacri (è scientificamente dimostrato) venivano scelti
perché fonti di particolari energie dette positive, mentre venivano demonizzati i luoghi ad alta
intensità di onde negative.

Secondo teorie recenti, i simboli riprodotti nei Cerchi nel Grano sarebbero opera di intelligenze
che vogliono aiutare l’uomo ad elevarsi spiritualmente. Un nativo americano comprende benissimo tali
meccanismi, poiché anche in America era largamente diffusa tra i nativi la venerazione del Grande
Spirito e della Madre Terra.

L’animismo è da noi occidentali visto come un qualcosa di ridicolo e primitivo, ma a mio parere
andrebbe rivisto il concetto di primitivo. Di sicuro non è sinonimo di rozzo, ma, all’opposto, è una
grande consapevolezza spirituale che lega l’uomo al creato. Non a caso la concettualità artistica
più antica è la più complessa, perché l’uomo antico, come detto in apertura, era in uno stato
spirituale e fisico in perfetta sintonia con le vibrazioni cosmiche, cose che noi, avvolti dalle
radiazioni dei telefonini, abbiamo perduto, ma forse non irrimediabilmente.

I primi disegni di un bimbo, non sono rappresentazioni della semplice realtà visiva. In essi sono
racchiusi gli stati d’animo e le proiezioni sensibili di sé. Col tempo, di nuovo, la mente
categorizza secondo determinati schemi e preclude ogni libero sfogo della nostra interiorità
spirituale.

Quello che l’uomo ha scordato, nel corso della sua tanto incerta storia, è proprio il fatto di
essere uomo, un dio caduto che sogna le stelle, ma non si accorge di brillare di luce divina.

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