Il suono del silenzio di Poetyca

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Il suono del silenzio

di Poetyca

Siamo tutti abituati a riempire la nostra vita
con pensieri a ciclo continuo, con suoni che possano
offrire una condizione che non dia spazio al silenzio,
spesso riempiendo tutto lo spazio con pensieri
e parole o con musica,magari rumorosa ed inconsapevolmente
non ci si accorge che essa non è confacente alla nostra
ricerca d’armonia. Spesso si escogita un modo che ci tolga dal disagio
o da quell’imbarazzo che nasce tra due persone
qualora ,non si parlasse, come se l’assenza di parola sia vissuto
con assenza di significato e se siamo soli, sfuggendo
quanto si possa concepire come “ suono del silenzio”.
Un suono a molti sconosciuto eppure fondamentale per
il nostro ritrovare senso a quel che siamo.

Si teme il silenzio come se contenesse un inganno,
un precipizio verso il vuoto e dal quale non sapersi
difendere. La nostra vita, riempita dalla corsa alla costruzione
di una personalità esteriore, al dare energie alle apparenze, ha perso
il fondamentale valore di “ contatto con se stessi “ e con la natura.
Non sappiamo infatti ascoltare la mente contemplativa,quella parte
interiore che si possa armonizzare proprio attraverso la ricerca
del silenzio, essa è la nostra parte più autentica e ricca
di intuizioni e luce. Essa è una goccia che ci collega all’oceano,
solo il silenzio contiene un cordone ombelicale che ci conduca
dove non esiste spazio/tempo e tutto è intuizione, lampo d’infinito
che si manifesta nel qui ed ora.
E’ la percezione, il continuo fluire di pensieri ad emarginare
la mente contemplativa e :se in questo istante pensassimo
alla mente contemplativa saremmo intrappolati dalle
facoltà analitiche e dalla memoria o immaginazione,
ci spingeremmo a fare paragoni tra noi stessi
( il nostro disvalore), chi è illuminato ed irraggiungibile
perché allenato all’ascolto del silenzio e alla meditazione.
Invece di mettere in pratica tale ascolto saremmo impegnati a pensare.

L’unica opportunità possibile sarebbe
quella di sedersi in silenzio, per udire il suono
di quanto accada intorno, di quella quiete armonizzante
che si attiverebbe dando vigore al corpo e chiarezza
alle emozioni spesso confuse e contaminate dal giudizio.
Riuscire a raggiungere il ronzio, quasi metallico del silenzio,
senza per questo andarlo a cercare come finalità di meditazione,
è come udire se stessi pensare, come se si trattasse di un nostro
interlocutore, un modo di essere osservatori affacciati
alla balaustra della nostra mente.
Ascoltare il suono del silenzio è possibile anche in
una situazione in cui si è circondati da persone,
in realtà il silenzio è una nostra condizione interiore:
è calma e vacuità, è lasciare andare l’irrequietezza e
la voglia di raggiungere un fine, è distanza dal
mondo duale della personalità.

La comunicazione è il frutto di un silenzio che sia
attraversamento del nostro ascolto interiore, di un’opportunità
nata dal riflettere e comprendere – dove gli altri non siano appiglio
o proiezione di sé – ma compagni di viaggio che sappiano apprendere
con noi la sfida del vivere giorno per giorno. La parola è verbo vivo
e con la parola si scagliano sassi che colpiscono bersagli, a noi farne
frecce di offesa o aquiloni che colorano il cielo della nostra anima.
La parola è rispetto, discrezione, ma oltre la nostra parola, a volte
imposta, il nostro desiderio di dominare, l’attaccamento ad ogni
forma di apparenza e potere, è importante avere la capacità di
donare ascolto in noi stessi di creare uno spazio che attraverso
la vacuità sia contenitore empatico per l’ascolto, dove il silenzio
ci regali una particolare capacità di attenzione per le parole interiori
degli altri, per il saper decifrare energie che ci avvolgano e ci
offrano il dono della sincronicità e della scoperta di una
dimensione sconosciuta.

Dopo una pausa allora si è capaci di occasioni migliori.
Se dalla musica con il valore offerto alle pause, capaci
di imprimere valore ed armonia alle note sul pentagramma
e alla loro esecuzione, scorgiamo quello che emerge
dalla fisica l’interconnessione tra pianeti e la loro
emissione di suoni, l’armonia e l’energia che si
manifesta, passiamo semplicemente alla nostra
esperienza di osservazione e attenzione rivolta
a noi stessi, abbiamo mai considerato quella
” pausa” tra un respiro e l’altro?
Eppure è motivo di ricerca profonda.

La meditazione è silenzio, capacità di accogliere
senza fretta e rumore, ma il suono ” mistico” dato
dal respiro, forse, o dal cuore ha una particolarità
– è vissuto come uno strano scampanellio, è illusorio?

Non per gli induisti che ne traggono persino
una sorta di indicazione.
Si dice che i chakra o ” ruote energetiche”
emettano dei suoni, misurabili in hertz.
Allora anche il silenzio ci offre dei suoni,
oltre al respiro avvertiamo il battito cardiaco.
Il concentrarsi su di sé ci armonizza a questo.
Ma anche le galassie emettono dei suoni
( registrati con dei potentissimi apparecchi elettronici).
Credere ad un silenzio assoluto è ingannevole.
Anche i sentimenti potrebbero emettere una valenza
energetica, emissioni in hertz e magari dei suoni
non percepibili a livello consapevole. Così come
potrebbero emettere una gamma di colori legati all’aura.
Tutto è meraviglia e non possiamo che considerane il valore.
Dunque anche il silenzio, apparentemente vuoto contiene il Tutto.
Noi siamo microcosmo e parte di quel Tutto che è la meta da
raccogliere per essere armonia nel silenzio.Soprattutto ci
si potrebbe soffermare su come dal Caos si sia arrivati
all’armonia attraverso un suono,considerato come
“ suono del silenzio” ossia l ‘OM
Si dice che OM (AUM)sia il suono seme,
la vibrazione creativa dell’energia Shakti.
OM è il “suono del silenzio”. Un silenzio
necessario per riscoprirci gocce di
un immenso mare, manifestazione
che trova il proprio senso attraverso l’ascolto,
il rendersi contenitori vuoti, canne di un flauto
che emetta il suono dell’OM, questo
è possibile se ci si distacca dalla personalità
e si trova il valore della mente contemplativa.

Suono è equilibrio se esso emette delle note assonanti:
Esistono tecniche di equilibratura dei chakra che si basano
sulla musicoterapia ed anche i mantra sono capaci di far vibrare alcuni chakra, inoltre essi sono
presi in esame dal Mantra Yoga al Raja yoga o Yoga della Meditazione.

Non tentiamo di rifuggire il silenzio, la nostra parte
più vera ma ricerchiamola e con onestà alimentiamone
il valore profondo perché solo così possiamo essere
costruttori del legame con il Divino e la nostra vera natura.

09-04-2007 Poetyca

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