Il sistema di “stop cerebrale” che blocca movimenti e pensiero

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Il sistema di “stop cerebrale” che blocca movimenti e pensiero

18 aprile 2016

Di fronte a eventi improvvisi, ci blocchiamo di colpo. A controllare questo meccanismo è il nucleo
subtalamico, che può agire sui movimenti del corpo, ma anche sui processi cognitivi, come accade
quando dimentichiamo ciò che stavamo per dire se sentiamo un suono allarmante (red)

da lescienze.it

Nel nostro cervello esiste un sistema di stop generale, in grado di arrestare temporaneamente non
solo i movimenti del nostro corpo, ma anche i processi cognitivi. Il centro di questo sistema è
formato da un piccolo e compatto gruppo di neuroni localizzato nei gangli basali, il nucleo
subtalamico. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori dell’Università della California a San
Diego e dell’Università di Oxford, che firmano un articolo pubblicato su Nature Communications.

La scoperta di questo sistema spiega il fenomeno comune per cui se, per esempio, squilla il telefono
mentre eravamo sul punto di dire qualcosa ci accorgiamo di aver dimenticato quello che volevamo
dire. Ma, cosa più importante, la scoperta potrà avere ricadute cliniche, permettendo di chiarire
alcuni aspetti del disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività o, all’opposto, della malattia di Parkinson.

Questa patologia, infatti, che tipicamente causa tremori muscolari, un rallentamento dei movimenti,
difficoltà di mimica facciale, può comportare anche problemi cognitivi, fra cui una caratteristica
forma di non distraibilità, ossia la presenza di un flusso di pensiero così stabile che il paziente fa fatica a interromperlo.

Lo studio è iniziato per chiarire il ruolo del nucleo subtalamico nelle situazioni in cui avviene un blocco improvviso dell’attività motoria di fronte a un evento inatteso.

Aron e colleghi hanno analizzato l’attività cerebrale rilevata dagli elettrodi impiantati nel nucleo
subtalamico di alcuni pazienti parkinsoniani sottoposti a terapia con stimolazione cerebrale profonda, confrontandola con quella di volontari sani.

Hanno così constatato che gli eventi imprevisti inducono un cambiamento nell’attività cerebrale che
ha le stesse caratteristiche di quelle del blocco motorio. Il cambiamento coinvolgeva diverse aree
del cervello, ma quanto più impegnava il nucleo subtalamico, tanto più marcata era l’incapacità dei
soggetti di rammentare ciò che stavano cercando di fare al momento dell’imprevisto.

http://dx.doi.org/10.1038/NCOMMS11195

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