Il sistema dell’ossitocina

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Il sistema dell’ossitocina

di Clara Scropetta

estratto da Scienza e Conoscenza 38

Vent’anni fa, quando studiavo chimica farmaceutica all’università di Trieste, l’unico riferimento
all’ossitocina che ricordo si trovava nello studio della fisiologia del sistema nervoso, dove c’era
un accenno al suo ruolo durante il parto. Effettivamente, quest’ormone è stato scoperto all’inizio
del secolo scorso proprio in quest’ambito, da cui il suo nome che letteralmente significa parto
veloce. Successivamente si è visto che, oltre a provocare le contrazioni uterine durante il
travaglio, stimola la contrazione delle cellule muscolari della mammella che permettono la fuoriuscita del latte.

Molto più di ormone del parto e dell’allattamento

La situazione non è sostanzialmente cambiata, nonostante la ricerca da più di trent’anni suggerisca
e dimostri che l’ossitocina abbia tante altre funzioni, sia nell’uomo che nella donna. È presente
nell’accoppiamento e in moltissimi processi fisiologici che garantiscono il funzionamento
dell’intero organismo tra cui la regolazione della pressione sanguigna e landamendo della
digestione. Nonostante queste evidenze, la medicina sembra continuare a ignorare i progressi
scientifici su quest’argomento, che stentano a essere integrati nei libri di testo. Soltanto in
campo neurologico, psichiatrico e psicologico, così come nelle medicine complementari, si nota un
crescente interesse e il ruolo dell’ossitocina inizia a essere presentato in modo più aggiornato e completo.
In particolare, i recenti risultati di studi che hanno evidenziato una correlazione tra il sistema
dell’ossitocina e i disturbi dello spettro autistico sono stati divulgati ampiamente dai media (1.
Pharmacologic rescue of impaired cognitive flexibility, social deficits, increased aggression, and
seizure susceptibility in oxytocin receptor null mice: a neurobehavioral model of autism, Biological Psychiatry, Vol.69, Issue 9, pp 875-882, 2011).

Ad attirare l’attenzione del grande pubblico non sono solo gli scoop sullo spray nasale di
ossitocina come droga da discoteca, per arginare l’infedeltà maschile o per rinsaldare l’intesa
sessuale, oppure ancora sulla moda dell’ossitocina party con pasticche sublinguali in California.
Come ben evidenzia questo passaggio, tratto da un articolo del Corriere della Sera del novembre
2010, l’ossitocina rende generosi e felici. Non è solo l’ormone dell’amore e delle donne
partorienti: riduce ansia e stress, aumenta la fiducia e l’empatia con il prossimo, aiuta a
socializzare chi soffre di autismo. Le nuove proprietà dell’ossitocina sono state scoperte e
dimostrate da un team di ricercatori di vari atenei statunitensi, raccolte in uno studio della
University of Maryland School of Medicine e appena presentate nella riunione annuale della Society
for Neuroscience. Si capisce il risalto dato alla notizia, a questa riunione hanno partecipato circa 30.000 persone, tra neurologi e altri specialisti.

L’equipe di ricerca di Stoccolma e Michel Odent

Peccato che qui, come altrove, non si faccia esplicito riferimento all’equipe di ricerca guidata
dalla professoressa Kerstin Uvnäs-Moberg a Stoccolma, che da oltre trent’anni studia l’ossitocina e
ha pubblicato innumerevoli articoli su riviste scientifiche autorevoli. Michel Odent invece, il
famoso medico francese paladino della fisiologia della nascita, non cessa di fare riferimento a lei
per ogni considerazione sull’ossitocina che riporta nei suoi gradevoli libri divulgativi. Egli fa
notare una sorprendente particolarità del team di Stoccolma: si tratta di tredici ricercatrici
donne, anzi per essere più precisi madri, che hanno vissuto personalmente i potenti effetti
dell’ossitocina durante il parto e l’allattamento in assenza di trattamenti farmacologici. Posso
testimoniare in prima persona che aver provato sulla mia pelle il formidabile picco di ossitocina
prodotto subito dopo la nascita del bambino in un parto indisturbato, è stato un forte incentivo a volerne sapere di più!

Non per niente per ora in nessun’altra situazione è stato misurato un picco maggiore. Kerstin Uvnäs
Moberg racconta candidamente in quali circostanze ha iniziato a interessarsi all’ossitocina: dopo la
laurea, aveva vinto una borsa di studio per un master in biologia della macromolecole negli Stati
Uniti ma, quando negli ultimi accordi prima della partenza aveva raccontato di essere incinta, le
era stato gentilmente risposto che il posto non era più disponibile. Dopo aver partorito e mentre
stava allattando, è stata presa da un’idea fissa, quella di esplorare il funzionamento di questo
polipeptide straordinario che è l’ossitocina, i cui effetti così sfacciatamente evidenti sul
comportamento, sullo stato d’animo e sull’intero metabolismo non erano ancora diventati oggetto di una seria disamina scientifica.

Continua la lettura su Scienza e Conoscenza 38!

Scienza e Conoscenza n. 38
Disponibile in versione cartacea, pdf e abbonamenti.
Editore:Scienza e Conoscenza – Editore
Data pubblicazione:Ottobre 2011
Formato:Rivista – Pag 80 – 19,5×29
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__scienza-e-conoscenza-n-38.php?pn=1567

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