Il sacro Mantra di Guru Baba Nanak

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Il sacro Mantra di Guru Baba Nanak

Brano tratto da:

IL PROFETA DELLA LUNA PIENA
GURU BABA NANAK

di BABA BEDI –

La nuova via editrice

Traduzione dal testo originario inglese di Antonio Barosi

[…]

*NOMINANDO IL SENZA NOME*

Uscito dalla trance, il Sat Guru si ritiro’ nella sua camera e inizio’ il silenzio. L’ora di pranzo
giunse ed egli non voleva mangiare. E questo perche’ la sua fame era stata saziata dall’intimo
ardore dell’estasi e in silenzio veniva inondato da straripanti ondate di gioia. La cara e riverita
madre di Guru Nanak, Motta Tripat, senti’ l’angoscia dell’amore materno. Ando’ nella camera e cerco’
di convincerlo a prender cibo. E scopri’ che il suo amatissimo figlio non rifiutava per la collera,
ma che era ubriaco dell’estasi dell’Unione.

Allora ella domando’ cosa egli voleva veramente dire con l’invocazione del nome che ripeteva
continuamente. Sentendo l’amorevole serieta’ della richiesta della madre, il Sat Guru apri’ i suoi
occhi e disse:

“Ricordare il Creatore E’ vivere, E dimenticare lui E’ morire. E’ l’invocazione del suo Nome Che
soddisfa La fame. Perche’ e’ Lui Che consuma come fuoco, Tutte le sofferenze mondane cui gli esseri
umani sono soggetti. Il nome del Grande Onnipotente E’ innominabile O madre, Conoscilo solo come
Verita’. La sua grandezza puo’ essere vista solo Con l’occhio dell’anima La sua Generosita’ e’
infinita E fluisce sempre. O madre Lui solo E’ il Creatore Di tutto cio’ che accade Ed esiste”.

Poi la madre gli chiese perche’ solo gli eruditi Pandit possono conoscerlo. La risposta fu tipica
del grande insegnamento del Sat Guru. Egli disse:

“Nessuno, Che ha avuto una ricca nascita E’ per questo qualificato A conoscere Lui. Nessuno e’
povero E nessuno e’ ricco nel genere umano. Lodare Lui E’ la ricchezza E chi dimentica Lui E’ il
piu’ povero tra gli uomini. Casta o nascita Non elevano o abbassano l’uomo”.

Cosi’ dicendo, il grande Sat Guru entro’ nella trance della Lode. Fu in questa trance che Sat Guru
Baba Nanak nomino’ il Senza Nome. Il nome che flui’ dalle labbra divine, fu “Wahi Guru”.

La parola “Guru”, nel vocabolario esoterico, significa “Anima di Luce” in totalita’. La parola Guru,
per se stessa, e’ un composto di “Gu” e “Ru”. I Maestri egiziani dell’Occulto, gia’ molti secoli
prima di Cristo, avevano chiamato il sole “Ra”. Essi avevano udito con l’orecchio dell’anima il
suono della luce, la cui sorgente e’ il sole. Sat Guru Baba Nanak aveva udito lo stesso suono in
modo esoterico e diede cosi’ il reale significato al termine vedico “Guru”, che veniva usato molto
comunemente e anche insensatamente, come un appellativo di rispetto per chiunque.

Ma la parola “Guru”, nella sua essenza profonda, puo’ solo essere applicata a un maestro che
illumina le menti con luce celestiale, disperdendo l’ignoranza del non conosciuto e non a un
qualsiasi maestro di dottrina religiosa, o di filosofia.

A questo nome del Creatore “Guru” il Sat Guru aggiunse la parola “Wah”, perche’ nella sua mente
illuminata l’associazione era essenziale. Egli realizzo’ che il nome “Guru”, il Senza Nome con tutti
i suoi attributi, non poteva venire pronunciato senza essere accompagnato da lode e meraviglia.

“Wah” e’ la sola parola che la lingua puo’ pronunciare quando il mistico vede con l’occhio
dell’anima la grandezza sconvolgente e ispirante meraviglia dell’Onnipotente Creatore di tutto cio’
che esiste.

Cosi’, “Wahi Guru” e’ il sacro “Sat mantra” che il grande Guru Baba Nanak diede al mondo e
all’umanita’ che adora Dio. E’ l’invocazione “Wahi Guru”, come il Nome del Senza Nome, cosi’ disse
il grande Sat Guru Baba Nanak, che apre le porte piu’ segrete del cuore per ricevere le infinite
ondate di gioia, che secondo la tradizione vedica noi conosciamo come Anand.

La profonda bellezza del sacro “Guru mantra” consiste nell’equilibrio vibrazionale delle due parole
“Wahi” e “Guru”. Entrambe queste parole sono, dal punto di vista vibrazionale, esattamente della
stessa lunghezza d’onda. La parola “Wahi” e’ invocata immettendo il respiro e la parola “Guru”
automaticamente segue espirando.

E il fatto ancor piu’ meraviglioso e’ che, invocando la parola composta “Wahi Guru”, la lingua non
entra in azione. E il Sacro Nome, senza suono, prosegue, senza sforzo e senza fine, come un ciclo di
recitazione.

Cosi’, il sacro Nome “Wahiguru”, diviene parte del respiro della vita stessa. Attraverso
l’esperienza dell’occulto si sa che, invocando il Sacro Nome, ogni cellula del corpo umano riceve la
vitalita’ di luce, che da’ energia a tutto il “se'” fisico e inviluppa l’essere umano con la brezza
celestiale del benessere e della beatitudine interiore. Il giovane Nanak, che non aveva ancora
superato i diciassette anni di eta’, si era meritato il titolo di Profeta della Luce, il solo pari
alla sua altezza divina.

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