Il profondo significato filosofico della parola Mindfulness

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Il profondo significato filosofico della parola Mindfulness

di Valeria Bonora

Jon Kabat-Zinn,(1) biologo e scrittore statunitense, professore emerito di medicina e fondatore
della Stress Reduction Clinic e del Center for Mindfulness in Medicine, Health Care and Society
presso la University of Massachusetts Medical School spiega il significato della parola Mindfulness:

“Significa prestare attenzione, ma in un modo particolare: a) con intenzione, b) al momento
presente, c) in modo non giudicante”.

Kabat-Zinn era convinto che la pratica della meditazione potesse trasformare in modo duraturo
l’esperienza individuale della sofferenza e dello stress, in strategie orientate alla risoluzione
dei problemi.

Letteralmente Mindfulness è la traduzione di “sati” che in lingua pali, il linguaggio utilizzato dal
Buddha per i suoi insegnamenti, significa essenzialmente consapevolezza, attenzione, attenzione
sollecita.

Ma perché è così importante cercare di vivere secondo questa filosofia? Semplicemente per riuscire a
vivere meglio e trovare uno stile di vita più salutare in quanto più consapevole.

La Mindfulness aiuta a riconoscere il sorgere di pensieri negativi che contribuiscono al malessere
emotivo, a riconoscere in anticipo i cambiamenti attraverso piccoli segnali e a intraprendere la
strada migliore per affrontare al meglio ogni cosa.

Come fare per imparare ad essere più consapevoli di queste piccole scosse di avvertimento?
Sicuramente avere una mente aperta aiuta, insieme ad una grande forza di volontà per recepire i
cambiamenti ed affrontarli non passivamente ma attivamente, perché non è sempre vero il detto che le
cose accadono… le cose accadono a chi le lascia accadere, bisogna imparare a diventare meno
abitudinari e più consapevoli di se stessi, delle proprie capacità e delle proprie forze.

La prima cosa da fare è imparare a riconoscere le proprie emozioni e a catalogarle, cercando di
immagazzinare e memorizzare solo le emozioni positive, lasciando andare rabbia e delusione.

Poi bisogna imparare a non giudicare e soprattutto a non preoccuparsi del giudizio altrui, ognuno è
e deve essere libero di fare ciò che vuole della propria vita (sempre senza ledere nessuno) e deve
anche essere libero di farlo senza essere giudicato. Imparare a non dare giudizi renderà la vita più
leggera e calma… provate: un esercizio da fare ogni giorno quando camminate per strada e incrociate
gli altri, osservateli e basta senza pensare, sembra facile ma il nostro subconscio ci porta sempre
a dare un giudizio, cercate di reprimerlo, di ignorarlo… e vedrete che troverete una strana calma
dentro voi stessi.

Un altro esercizio è quello di staccare la spina dei pensieri e di provare ad osservare veramente
quello che vi circonda, ascoltare e cercare di capire, respirare a fondo, trovare la calma e la
tranquillità rallentando dalla frenesia quotidiana e aprendo la mente. Questo esercizio è utile
anche per selezionare le informazioni e concentrare le energie solo verso i vostri obiettivi e non
lasciarsi trasportare passivamente verso acque mosse dove è difficile navigare.

Ancora più importante è cercare di essere se stessi e non quello che gli altri si aspettano che voi
siate; questo porta all’insoddisfazione, alla repressione di alcuni vostri tratti caratteristici,
alla depressione e sostanzialmente all’infelicità.

Bisogna imparare a non porsi nella condizione di essere nemici di se stessi, ma di alleati di se
stessi.

Dire IO SONO è il primo passo per ritrovare il vero se stesso, quello nascosto sotto montagne di
“devo essere” o “dovrei essere”.

E alla fine non resta che accettare voi stessi e le vostre emozioni, senza arrendervi passivamente a
quello che accade intorno ma prendendone consapevolezza in modo da riuscire a stare meglio; anche
entrare in relazione più diretta con il disagio, la sofferenza e anche quello che non vi piace può
portare alla scoperta di qualcosa che pare impossibile: la capacità di fare spazio, di essere meno
condizionati e di conseguenza meno oppressi dalle condizioni che portano il disagio. In questo modo
si è anche più portati a trovare soluzioni e modi più efficaci per gestire o risolvere le cause di
sofferenza e farne motivo di crescita e persino di creatività.

“La consapevolezza dell’esperienza che facciamo momento per momento ci dà la possibilità di sentire
e accettare direttamente la nostra esperienza mentale. Questo stato di consapevolezza può
coinvolgere in uno stato integrato tra varie regioni del cervello, incluse aree importanti della
corteccia e le aree subcorticali del sistema limbico e del tronco encefalico. L’integrazione
neurale, in parte condotta da queste regioni frontali, può essere essenziale per creare un
equilibrio basato sull’autoregolazione. […] Questi percorsi di integrazione possono giocare un ruolo
cruciale per il benessere”. ~ (D. J. Siegel, 2009).

Questi piccoli consigli derivati dall’antica filosofia Mindfulness aiutano veramente a vivere
meglio, la meditazione è parte integrante della riuscita della presa di coscienza di se, ma
allenandosi ogni giorno in questi piccoli passi si può trovare veramente la pace con se stessi e la
felicità, che è l’unica cosa importante!

Riferimenti:

(1) Mindfulness pioneer Jon Kabat-Zinn returns to campus for talk

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