IL LIBRO DEL RISVEGLIO 9

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IL LIBRO DEL RISVEGLIO 9

ovvero detti intuizioni poemi
che indicano la vera sorgente della vita

di Isabella di Soragna

CAPITOLO 12

il cercatore e la ricerca

Non c’è percipiente, qui nessun oggetto è percepito. Entrambe sono supposizioni concettuali di una
mente divisa. “Percepire” è soggettività. L’affermazione frequente che “colui che vede, il vedere e
il visto” sono “una sola cosa” è ingannevole. Non esiste una simile trilogia, … poiché il verbo
percepire denota una presenza ed esclude chi vede ed il visto. Come “mente relativa” sono qualunque
cosa è percepita, nei limiti del percepire sensoriale – in qualunque luogo ed in qualunque momento
il percepire avvenga nello spazio-tempo.

Come Assoluto sono la presenza senza limiti “in cui” questa percezione sembra avvenire.

Wei Wu Wei

Lei non saprà mai cos’è la vita. Nessuno potrà mai sapere cos’è. Potrà darne delle definizioni, ma
esse non hanno alcun senso! Lei non lascia sparire la domanda perché crede che qualcuno su questa
terra possa darle una risposta. La domanda si brucerà creando energia. Il pensiero si consuma e
produce un’energia fisica. Assieme alla domanda colui che interroga sparirà. Di questo tipo di
energia non si può dire nulla, essa si manifesta e già salta senza conoscere limiti e frontiere.
Appartiene a tutti. Lei fa parte di questo potere, ne è l’espressione. Come un fiore, in un altro
modo lei ne è l’espressione. Dietro a lei, c’è la vita, ma cos’è, lei non lo saprà mai.

U.G.

La gente lo cerca lontano – che peccato!

Sono come coloro che in mezzo all’acqua, chiedono disperatamente da bere.

Hakuin

Il grande scoglio consiste nel sentirsi soddisfatti di essere dei cercatori, di mettersi l’etichetta
“Io sono un cercatore di verità”.

Nisargadatta Maharaj

(I meditanti zen) usano come “tema di meditazione” un indovinello (koan), per es. “Qual è il suono
di una mano sola che applaude?” … Questi indovinelli – “come la vita stessa” – non possono essere
risolti in nessuna forma razionale, e così la meditazione non consiste nell’analizzare il koan, ma
nell’immergersi completamente in esso – al che esso si risolve da sé. Il koan ha lo scopo di riunire
il soggetto con l’oggetto… e di svegliarci alla Mente.

Ken Wilber

In questo momento non vi è nulla che sorge. In questo momento non vi è nulla che cessa di esistere.
Così non vi è né nascita né morte che debba esser portata a termine. Di qui, l’assoluta tranquillità
del momento presente. Benché sia in questo momento, non vi è limite a questo momento, e in questo vi
è eterna beatitudine.

Pioggia e nebbia sul Monte Lu,

le onde sorgono sul fiume Che;

Se non ci sei stato ancora

ne avrai amari rimpianti;

ma una volta là, quando torni a casa,

come han l’aria di niente le cose! ‘

Pioggia e nebbia sul Monte Lu,

onde sorgono sul fiume Che.

Hui Neng

D.: Penso di fare esperienza del vuoto, ma è una sensazione pesante.

P.: Il vuoto non è pesante. Se lo è, non è vero vuoto. Chi pensa? Dove abita l’io che pensa? Per te
l’io e’ un pensiero. Risali fino alla sua sorgente e scopri da dove nasce.

Questo viaggio vi ricondurrà a casa. Non vi porterà in qualche nuova dimensione. Non potete
diventare od ottenere ciò che non siete. Siete costretti a essere ciò che già siete.

Poonja

L’attenzione “attiva” di Benoit… (quella che dice) “Parla, sto ascoltando”. o… “uno sguardo al
centro del mio mondo interiore che non incontra nulla”; l’ “attenzione totale” di Krishnamurti; la
“completa autorizzazione mentale” dei Taoisti del wu wei; l’Inchiesta sul Sé di Ramana e il “Grande
Dubbio” dei buddisti zen; e così anche il Wei Wu Wei: “guarda dentro per non veder nulla” – tutto
ciò indica uno stato di completa attenzione e apertura, come se uno stesse ascoltando in attesa di
una risposta dal centro del proprio essere… la vera Sorgente della propria coscienza. Noi
“manchiamo” quest’opportunità di realizzare (la Sorgente) perché ci immaginiamo di dover essere in
contatto con l’Adesso, come se fosse qualcosa di diverso dal quel che stiamo già facendo in QUESTO
momento.

Ken Wilber

Nessuna mappa può mai descrivere il paese senza limiti che essi (i mistici) hanno esplorato…
(l’)innominabile … questo mondo pristino… non può essere mai raggiunto seguendo una mappa, e i
pochi che si sono mossi senza impacci al di là dei confini della mappa, saranno per noi totalmente
inafferrabili. Essi rimangono senza traccia. E se noi pure volessimo esplorare piuttosto che fare
una gita, allora dovremmo diventare anche noi senza traccia.

Eppure diventare senza traccia non è una conseguenza del nostro obbligarci ad una immaginaria
vacuità che non È ALTRO che una nuova estensione della mappa esistente. Piuttosto bisogna guardare
ciò che abbiamo finora ignorato, tutto ciò che consideravamo assicurato, certo.

È ovvio che le mappe esercitano la loro influenza come condizionante. Sono state create dai nostri
predecessori… inclusi noi… quando abbiamo dei momenti di inattenzione. I nostri oggi procedono
dai nostri … ieri, carichi di cose familiari.

Possiamo dunque imparare a… far domande tali che il pensiero si neghi a sé stesso nelle profondità
dello sconosciuto? Per far così, il pensiero deve porre una domanda a cui non si può rispondere a
parole; in quel tipo di domanda sta l’inversione dell’energia della mente. È all’interno dello
sconosciuto vitale… Questo… non è mai… un buco di memoria, ma piuttosto uno stato dinamico che
si incontra quando… ci si allarga al di là dei legacci della memoria.

G.Bluestone

… un principiante avrebbe usato nei primi stadi la deduzione logica, per poi rifiutare di volta in
volta le possibili occorrenze del presunto “io”: non il corpo, non una qualche parte di esso, non la
memoria, non la sensazione, non la personalità e così via. Non questo, non questo, non questo,
allora cosa? La coscienza? Ma chi è il possessore della coscienza? Chi in effetti é colui che è
cosciente? Non c’è via d’uscita!. Non importa quanto sia spossato l’individuo, quanto siano stanchi
la mente e il corpo: I’incessante ricerca deve essere proseguita. Alla fine quando tutte le
possibilità logiche sono eliminate, cambia qualcosa: la mente cessa di combattere logicamente con
l’enigma e sorge l’intuizione.

Le colline sono colline: l’acqua è acqua. Ma queste montagne, questi fiumi, tutto il mondo
stesso,… – nessuna di queste cose esiste all’esterno della vostra mente!

Molti hanno paura di svuotare la propria mente temendo di precipitare nel Vuoto. Non sanno che la
loro stessa Mente E’ il Vuoto. Gli ignoranti evitano i fenomeni ma non il pensiero; i saggi evitano
il pensiero ma non i fenomeni.

John Blofeld

Avevo 16 anni… era sera… e da tempo ruminavo la frase di Descartes: “Penso dunque sono”.
Riflettevo da parecchio tempo… e facevo ogni volta il viaggio da questa realtà vivente che in me
corrispondeva a “io penso” e “io sono” fino a queste parole, per caricarle… del loro vero senso.
Era un lavoro difficile, ero sfinito, lo scatto che mi avrebbe rivelato il significato misterioso…
della frase non si manifestava, ma a un certo punto, un altro scatto , che non mi aspettavo,… si
produsse e in un attimo… mi sono ritrovato nel retroscena impossibile e inconcepibile di questo
“io” che pensava…

Parlo di un cambiamento inaudito, di una rivoluzione inimmaginabile, e allo stesso tempo non c’è
l’ombra di un cambiamento e questo proviene dalla natura della cosa che appare, che non è un
oggetto, ma la prima persona… l’esistenza stessa… che non è “qualcosa” nel senso che diamo
abitualmente a queste due parole, che esiste infinitamente, ma lascia intatto… colui di cui
sconvolge la vita.

Stéphen Jourdain

Tante risposte non aiutano. Vi è un tipo di domanda che ci porta a disfare la rete.

Che fare allora? Nulla… Ogni reazione proviene dalla mappa. Qualunque reazione… non fa… che
rinforzarla.

La cosa importante non è tanto che le cose siano in un certo modo, ma se tu farai la più leggera
mossa per sfuggire alle cose, qualunque esse siano.

G.Bluestone

Devi procedere da solo. Completamente solo, nessun altro lo può fare per te. Questo cammino non è
una via tracciata, in cui qualcun altro ti può guidare.

Poonja

… è concettualmente impossibile sapere ciò che siamo. Non abbiamo che l’alternativa dell’abbandono
della ricerca, che assieme all’abbandono del ricercatore, costituisce di per se “il trovare”. Il
trovare vuol dire che il cercatore è il cercato. Il cercato è il cercatore; e ognuno di questi,
essendo la metà concettuale di CIÒ che è inconcepibile, “né è, né non è”.

D.: Come faccio a sapere se sto progredendo?

B.: … chi progredisce e verso cosa? Non c’è “nessuno” a fare alcun progresso.

… il più sicuro segno di “progresso” – la totale mancanza di preoccupazione a riguardo del
“progresso” stesso… e circa la “liberazione”,… un abbandono non-volitivo a qualunque cosa possa
accadere.

Ramesh Balsekar

Il termine stesso di ricerca prova che il ricercatore si considera lui stesso separato dall’oggetto
della sua ricerca… Finché questa dualità persiste, la ricerca deve essere continuata fino al
momento in cui l’individualità non sia sparita e che il Sé sia stato realizzato come Essere eterno,
e che contenga ricercatore e ricerca.

Ramana Maharshi

Perché la vita dovrebbe avere un significato? Perché dovrebbe esserci uno scopo per vivere? La vita
in sé stessa è tutto quello che c’è. È la vostra ricerca di un significato “spirituale” che ha fatto
diventare la vita un problema.

U.G.

Ancora risposte, non serviranno a nulla. Vi è un certo tipo di domanda che porta allo sfilacciamento
della rete.

G.Bluestone

Voi che desiderate celebrare il giorno di nascita, cercate prima donde fu la vostra nascita. Il vero
giorno di nascita di un uomo è quando egli entra in Quello che trascende la nascita e la morte:
l’eterno Essere… Si dovrebbe piangere il proprio ingresso in questo mondo. Gloriarsene e
celebrarlo è come deliziarsi di un cadavere e ornarlo.

(La mente) induce tutti i pensieri a nascere. Separatamente dai pensieri, non vi è una simile cosa
come la mente. Perciò’, il pensiero è la natura della mente. Separatamente dai pensieri, non vi è
un’entità indipendente chiamata mondo. … Come il ragno emette il filo di ragnatela fuori di sé e
nuovamente lo ritira in sé, allo stesso modo la mente proietta il mondo esterno da se stessa e di
nuovo lo riduce in sé.

Ramana Maharshi

Se ami una persona più di un’altra sbagli – anche se ami tua madre o tuo padre più di un altro uomo.
E se preferisci la beatitudine in te più che in un altro, non sei nel giusto, perché così ami te
stesso e dove ami te stesso non è Dio il tuo puro amore.

Meister Eckhart

Non preoccuparti della gente e delle cose. Cerca da solo e prova a scoprire come l’essere è
sopraggiunto in te.

Nisargadatta Maharaj

La risposta al tuo problema è di vedere chi lo ha.

Ramana Maharshi

Potevo continuare a rattristarmi per tutti quelli che ancora sprecavano la propria vita nella …
ricerca del vuoto, ma non ardevo dal desiderio di informarli prima del tempo: sapere la verità non
porta … a vivere meglio una vita che deve continuare comunque, contenga o no la verità.

Bernadette Roberts

… dice il maestro zen Tung Shan..:-Mostro la verità agli esseri viventi e non sono più esseri
viventi-.

… “Che cosa io sono realmente ora?” … ciascuno di noi è solo un oggetto. E cos’è questo oggetto,
visto attraverso gli ingrandimenti di un microscopio a scansione elettronica? … il microscopio
rivela che il corpo non è nient’altro che vuoto…se ci allontaniamo da esso(corpo) questo oggetto
viene via via sostituito da una casa, da una città,… dal pianeta Terra,… dalla nostra
galassia,… , per poi svanire del tutto.

Così la prospettiva interna e la prospettiva esterna portano allo stesso risultato: l’essere umano è
vuoto, spazio e totale illusione..

Sul palcoscenico vuoto è apparsa questa commedia,… ma a causa della nostra percezione limitata,
crediamo che sia reale solo ciò che è percepibile da uno dei nostri sensi, laddove il reale è ciò’
che non è percepibile dai sensi.

… ritorniamo alla domanda “Chi cerca che cosa?” Come abbiamo visto l’ “io” è soltanto vuoto,
perciò non vi può essere nessun io. Non ci può essere nessun… “cercatore”… anche la cosa cercata
è niente…

… finché c’è qualsiasi ricerca – e dunque un cercatore – l’assenza di ciò che è presente come
entità (positiva o negativa) non può accadere. Un oggetto fenomenico ancorato in se stesso non può
trovare il noumeno che “è” veramente, come è impossibile per un’ombra trovare la propria sostanza.
L’apparente cercatore nel tempo è un concetto. Quel che è cercato è un altro concetto. E così il
cercare e il trovare (o non trovare). L’assoluta assenza di tutti questi concetti significa
l’abbandono della ricerca e questo abbandono risulta nell’annientamento del ricercatore nell’ESSERE.

Ramesh Balsekar

D.: Io non capisco come uno possa smettere di proiettare senza che sia intervenuto un processo di
volizione.

J.K.: Lei deve esaminare perché proietta. Prenda nota di questo. Lei vuole ancora ottenere qualcosa.
Questo volere nasce da una sensazione di incompiutezza che è in lei. La mente deve entrare in uno
stato di sospensione. Soltanto un’attitudine di non-interferenza può interrompere il meccanico
processo mnemonico e tutti i condizionamenti che lo accompagnano. Allora emerge l’originaria energia
incondizionata.

Generalmente conosciamo i concetti, ma non conosciamo il silenzio. Il valore della pratica
meditativa sta nell’aiutare a familiarizzarci con il lasciare la presa, con l’essere silenziosi.
Quando la mente non interferisce più vi è soltanto silenzio e da esso sgorga la creatività. Ma
finché restiamo sotto l’impulso della volontà, vi è soltanto ripetizione. Quando guardiamo i nostri
amici e il nostro ambiente, vediamo soltanto le nostre proiezioni, le nostre sovrapposizioni, ma non
vediamo il mondo come esso è. Perciò il primo passo è renderci conto che in realtà non vediamo, che
proiettiamo sulle cose le nostre paure e le nostre speranze. Per vedere questo dovete essere calmi.

Jean Klein

D.: Se la nostra natura è libertà… perché così pochi la realizzano?

P.: Perché pochi la desiderano abbastanza.

Poonja

Possiamo contemporaneamente essere consapevoli della nostra esistenza fenomenica e della nostra
presenza, essere. Questo stato appare spontaneamente e all’istante cessano il proiettare e il
produrre.

Ogni tentativo di produrre questo non-stato ci immerge invece più profondamente nella relazione
soggetto-oggetto.

… rimanere in questa relazione soggetto-oggetto – che è tutto ciò che l’assenza di pensieri è – vi
impedisce di approdare a un silenzio più profondo. La presenza di uno stato neutro può persino
costituire un ostacolo: trattandosi di energia in movimento essa non può venire sostenuta in
continuazione. Il vero Silenzio non è né movimento né energia, ma tranquillità.

Jean Klein

Ci siamo identificati col nostro corpo, mente e personalità, immaginando che essi costituiscano il
nostro vero Sé, e passiamo tutta la vita a cercar di difendere, proteggere e prolungare ciò che è
solo un’illusione.

Più cerco il vero Vedente, più realizzo che non posso trovarlo come oggetto… perché è tutti gli
oggetti! Mentre cerco il mio vero sé, trovo solo il mondo.

Il Sé reale è una consapevolezza senza limiti, mentre tutte le nostre parole ed i nostri pensieri
sono soltanto dei limiti. Wittgenstein diceva:

-Non pensare, ma guarda soltanto! –

-Dove? – Il mistico… risponde: -Guarda dentro.-

… Il mistico non descrive il sé reale affermando che – è dentro di te – ma indica la direzione
verso di te… poiché quando guardi accuratamente e intensamente dentro di te, presto o tardi
troverai al di fuori… e così spontaneamente ti ritroverai nel tuo stato naturale… Ero solito
pensare a me stesso come ad “un piccolo soggetto” qui dentro che osservava tutti quegli oggetti là
fuori. Ma il mistico mi mostra chiaramente che questo “piccolo soggetto” può esser visto come un
oggetto.

Krishnamurti diceva spesso che il Sé, “il piccolo uomo interno” è composto interamente da memorie.

Ken Wilber

Questa corrente di consapevolezza, alimentata da continuo sforzo, diventa sempre più forte e più
costante finché alla fine porta all’Auto realizzazione, al sahaja samadhi, lo stato in cui la pura
consapevolezza è costante e ininterrotta e tuttavia non impedisce le normali percezioni ed attività
della vita.

Ramana Maharshi

Questo totale morire al futuro nel vedere solamente l’Adesso, non è – come dice Coomaraswamy, – una
morte istantanea alla fine della propria vita, ma “un’istantanea morte attraverso tutta la vita”.

-Il momento della morte – dice T.S. Eliot – è ogni momento.-

Ken Wilber

La vostra esigenza di liberarvi dal conosciuto è il fattore che crea il problema. Finché immagino
“come dovrei essere”, continuerò ad essere quello che sono ora.

U.G.

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