IL CERVELLO POLIFONICO

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IL CERVELLO POLIFONICO

da scienzaeconoscenza.it

Sul numero 29 un bel servizio sul Suono, la vocalità, la forza creatrice del Verbo

Il 17 giugno era uscita una news riportata da yahoo notizie e di seguito il 7 luglio anche il New
Scientist ne ha parlato.

A una parte di tale esperimento si riferisce il video in alto nella homepage in cui è possibile
vedere che le aree del cervello oscillano su frequenze diverse individuando per es. zone discordanti
o “stonate” che in casi specifici possono indicare squilibri o patologie.

Insomma, il cervello “suona”. Dopo la risonanza magnetica (scansione cerebrale) che permette di
vedere le aree cerebrali, la “sonorità” sembra essere un condizione ancora più profonda o basica di
espressione di coerenza o incoerenza cerebrale. Proprio come uno strumento musicale accordato, da
accordare, scordato…

Come testimoniano i ricercatori del Dipartimento di Scienze cliniche Luigi Sacco dell’Università
degli Studi di Milano: “Un metodo diretto per ottenere informazioni sulla struttura di un sistema
consiste nel perturbarlo direttamente, per poi esaminarne la vibrazione, la cosiddetta frequenza
naturale. Per esempio, istintivamente – spiegano – battiamo con le nocche sulla superficie di un
oggetto per capire se questo è cavo o pieno”.

Quindi anziché guardare solo la scansione da ora in poi si rende possibile ascoltare il cervello –
sottolinea il New Scientist (e in seguito chissà anche gli organi, ndr) e questa può essere una vera
e propria rivoluzione nel campo delle neuroscienze. Certo il fantomatico autore biblico che ha
affermato: «E primo fu il Verbo», che altro non sembra che un suono coerente o splendidamente
accordato, non troverebbe il fatto poi così rivoluzionario… ma la Scienza si sa, ha bisogno di
scoprire laddove sembrerebbe più un “riscoprire”

Al Trinity College il cervello si ascolta per capire la schizofrenia e per la diagnosi dei disturbi
psichici. Dan Loyd, infatti, filosofo del Trinity College, nel Connecticut, ha ideato un sistema
ingegnoso (vedi video in alto) per ascoltare l’attività delle aree cerebrali.

“Il software – riporta Oggi Scienza ha delle analogie con i programmi di musica generativa che si
basano sulle immagini – come il famoso Koan, utilizzato anche da Brian Eno – Il sistema di Loyd
infatti traduce in suono le immagini fMRI (risonanza magnetica funzionale) del cervello: prima
vengono identificate le regioni che si attivano in sincrono, poi viene assegnata una frequenza
sonora a ciascuno di questi raggruppamenti. Il software successivamente crea della musica basandosi
sulle aree attive, con un volume che corrisponde all’intensità di attivazione di ciascuna regione.

L’uso del suono (in alternativa alle immagini) per codificare l’attività cerebrale ha dei vantaggi:
il nostro orecchio infatti è in grado di cogliere delle regolarità temporali che il nostro occhio
non riesce a percepire – o percepisce in maniera diversa – e ci permette quindi di isolare delle
componenti del segnale che restano altrimenti non osservabili”.

La “musica” o la sonorità che si sente non è affatto spiacevole, a voi che ve ne pare?
Qualcuno l’ha già messa nella sua playlist!

http://www.youtube.com/watch?v=7tFlrPwrwKY

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