Il cancro si debella riprogrammando le cellule

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Il cancro si debella riprogrammando le cellule

Ricercatori italiani trovano un modo promettente per combattere il cancro: riprogrammare le cellule. Lo studio

30/06/2014

LO STUDIO ITALIANO CHE APRE LE PORTE A NUOVE VIE DI CURA

LM&SDP

E se la soluzione al cancro si trovasse nella riprogrammazione delle cellule? L’idea arriva dai ricercatori dell’Ircss Multimedica di Milano, che hanno condotto uno studio i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Current Medicinal Chemistry.

Il dott. Pier Mario Biava e colleghi dell’Irccs si sono focalizzati sulla possibilità di uccidere le cellule tumorali correggendone il comportamento anomalo, rispetto alle cellule sane.
Isolando alcuni fattori di differenziazione cellulare, si è ipotizzato di riuscire a inibire o rallentare la crescita di vari tipi di tumori. Questo approccio si presenta come un promettente e nuovo modello terapeutico, in cui il cancro viene considerato modificabile partendo proprio dagli elementi che lo compongono. Intervenire sui fattori di differenziazione che sono presenti nelle cellule staminali embrionali animali.

Il dott. Biava, in questo studio condotto su modello animale, ha utilizzato un medicinale omeopatico basato su fattori di differenziazione cellulare. Sono stati impiegati embrioni che si sono dimostrati attivi nella riprogrammazione di alcuni tipi di cellule tumorali, che provenivano da Zebrafish o Brachidanio Rerio.
L’idea era dunque che le cellule cancerose possano essere trattate al pari di cellule staminali che hanno subìto una mutazione. Queste verrebbero bloccate in una fase di moltiplicazione che si trova fra due diversi stadi di differenziazione cellulare.

«Alle cellule tumorali viene a mancare l’informazione per procedere nel loro normale sviluppo differenziativo – spiega Biava – Se forniamo a queste cellule tumorali le giuste informazioni per ritornare a procedere nel loro regolare sviluppo, vengono risolte le mutazioni che sono all’origine della malignità, le cellule tornano a differenziarsi correttamente e di fatto si normalizzano».

Secondo i ricercatori questo intervento può essere efficace, poiché le cellule tumorali non sono più in grado di completare il proprio sviluppo e differenziarsi regolarmente, a differenza delle cellule staminali embrionali. L’intervento di correzione dell’espressione genica delle cellule per mezzo dei fattori di differenziazione cellulare ha fatto sì che queste ritrovassero la normalità fisiologica perduta. In sostanza, è un po’ come rieducare un soggetto ribelle a ritrovare il giusto comportamento che, per qualche ragione, aveva abbandonato.

da lastampa.it

approfondimenti:

http://www.amadeux.net/sublimen/dossier/suono_voce_e_cellule.html

http://www.amadeux.net/sublimen/dossier/ipercomunicazione_dna.html

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