I sette chakra, come li spiega Sri Sri Sri Yukteswarji, il Guru di Yoganandaj

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I sette chakra, come li spiega Sri Sri Sri Yukteswarji, il Guru di Yoganandaj

Tratto da:

“La Sacra Scienza” –

(di Sri Sri Sri Yukteswarji, Guru di Paramhansa Yogananda)

Capitolo 4 La Rivelazione

SUTRA 1-3)

L’essere umano diventa un adepto dopo aver purificato i suoi tre corpi. Si può raggiungere questo
stato anche per grazia del guru. La purificazione si ottiene per mezzo della Natura, della penitenza
e dei mantra. Per mezzo della Natura si purifica la materia densa (il corpo fisico); per mezzo della
penitenza si purifica la materia sottile (il corpo sottile) e per mezzo dei mantra si purifica la
mente.

Si diventa adepti dopo aver purificato il corpo, nel suo insieme. La purificazione del corpo
materiale può essere compiuta per mezzo delle cose che la Natura ha creato contemporaneamente al
corpo stesso; quella del corpo elettrico, esercitando la pazienza in ogni circostanza, e quella del
corpo magnetico (Citta, l’Atomo spiritualizzato, il Cuore) regolando il respiro per mezzo del
mantra, il purificatore della mente. I metodi per purificare i tre corpi si possono apprendere ai
piedi degli esseri divini , che sono testimoni della Luce e portano la testimonianza della Coscienza
Cristica.

SUTRA 4-5

Grazie al sacro effetto del mantra, si può udire il Pranava, o suono di Om. Il sacro suono viene
udito in vari modi, a seconda del grado di sviluppo che il devoto ha raggiunto nella purificazione
del proprio cuore. Continuando a regolare il respiro, secondo gli insegnamenti del Maestro
Spirituale (il Sat-Guru), il Verbo sacro (Pranava o Sabda) si rende spontaneamente manifesto e
diviene udibile. Quando questo mantra (il Verbo, Pranava) si manifesta, la respirazione diventa
regolare e arresta il decadimento del corpo fisico. Il Pranava si manifesta in forme diverse nei
diversi stadi di sviluppo della purificazione del cuore (Citta).

SUTRA 6

Chi coltiva l’amore insito naturalmente nel cuore, ottiene la guida di un guru e inizia a percorrere
il sentiero della disciplina spirituale (Sadhana). Diventa allora un Pravartaka, un iniziato. Si è
già parlato del Sat-Guru e dei modi che permettono di rimanere in sua compagnia. L’essere umano che
è dotato del dono celeste del puro amore, si sente naturalmente incline a evitare Asat, e a rimanere
in compagnia di ciò che è stato definito come Sat. Restando amorevolmente vicino al Sat, egli può
essere così fortunato da compiacere qualcuno che gli stia accanto come suo Sat-Guru, o Maestro
Spirituale. Continuando a rimanere nella sua divina compagnia, nel cuore del discepolo nasce la
predisposizione, Pravrtti, a liberarsi dalla schiavitù della creazione delle Tenebre, Maya; egli
diventa allora un Pravartaka, cioè un iniziato nelle pratiche di Yama e Nyama, le astensioni e le
osservanze ascetiche necessarie a conseguire la salvezza.

SUTRA 7

Praticando Yama e Nyama, le otto indegnità svaniscono dal cuore dell’uomo e si manifesta la virtù.
L’essere umano diventa così un Sadhaka, cioè un vero discepolo in grado di conseguire la salvezza.
Ricorderete che nel coltivare Yama e Nyama, le otto indegnità svaniscono dal cuore umano e si
manifesta la grandezza d’animo. In questo stadio l’uomo diventa idoneo a mettere in pratica la
posizione ascetica e gli altri metodi indicati dal suo Sat-Guru per raggiungere la salvezza.
Continuando a seguire i metodi che il Sat-Guru gli ha indicato, egli diventa un Sadhaka, o un
discepolo.

SUTRA 8 Egli progredisce nella devozione, ode il sacro suono dell’Om e diventa un Siddha, un essere
divino. Tenendo presente quanto già spiegato nel terzo capitolo, si vedrà come il discepolo,
passando attraverso i diversi stadi, diventi capace di concepire nel suo cuore i diversi oggetti
della creazione; come egli gradualmente progredisca attraverso i vari stadi della meditazione e come
– concentrando la sua attenzione sul sensorio – giunga infine a percepire quel particolare suono,
Pranava, o Sabda, il Verbo sacro. In quel momento, poiché il suo cuore diventa divino e l’Ego
(l’Ahamkara, il figlio dell’uomo) si immerge, o è battezzato, nella corrente di quel suono, il
discepolo diviene un Siddha, un adepto, un essere divino.

SUTRA 9

Allora egli percepisce le manifestazioni dello Spirito e passa attraverso i sette Patala Loka (o
centri spinali), contemplando i sette ‘rsi’. Nello stato del battesimo (Bhakti Yoga, o Surat Sabda
Yoga, immedesimazione dell’ego nel Suono sacro), l’essere umano si ravvede e ritrae il suo sé dal
mondo esteriore della materia densa, Bhuloka, entrando in quello interiore della materia sottile,
Bhuvarloka. Qui, egli percepisce la manifestazione dello Spirito, la vera Luce, sotto forma di sette
stelle nei sette centri, o punti rifulgenti di luce astrale, che sono stati paragonati a sette
candelabri d’oro. Queste stelle, essendo la manifestazione della vera Luce, lo Spirito, sono
chiamate angeli, o ‘rsi’, e appaiono l’una dopo l’altra nella mano ‘diritta’ del figlio dell’uomo;
vale a dire, la diritta via che conduce alla Divinità. I sette candelabri d’oro sono i sette centri
luminosi del corpo, ove si manifesta lo Spirito, e sono conosciuti come: cervello, sahasrara; bulbo
rachideo, ajna cakra, e i cinque centri spinali: cervicale, visuddha; dorsale, anahata; lombare,
manipura; sacrale, svadhisthana; coccigeo, muladhara.

Attraverso questi sette centri o chiese, l’Ego o figlio dell’uomo, si dirige verso la Divinità. “E
quando mi voltai vidi sette candelabri d’oro; e in mezzo ai candelabri c’era uno simile a figlio
d’uomo”… Apocalisse, 1, 12-13 “E nella mano destra teneva sette stelle”. Apocalisse, 1, 16 “Questo
è il senso recondito delle sette stelle che hai visto nella mia destra e dei sette candelabri d’oro.
Le sette stelle sono gli angeli delle sette chiese e i sette candelabri sono le sette chiese”.
Apocalisse, 1, 20 “Così parla colui che tiene le sette stelle nella sua mano destra e cammina in
mezzo ai sette candelabri d’oro”. Apocalisse, 2, 1

Nello stato del battesimo (Bhakti Yoga, o Surat Sabda Yoga) l’Ego, Surat, il figlio dell’uomo,
attraversando gradualmente i sette centri menzionati, ne acquisisce tutta la conoscenza; al termine
del viaggio in tutte queste regioni, egli comprende la vera natura dell’universo. Ritraendo il suo
sé da Bhuvarloka, la creazione materiale sottile, entra in Svarloka, l’origine di tutte le materie,
sottili e dense. Qui percepisce la luminosa forma astrale dai sette colori dell’arcobaleno che
circonda il suo Cuore, l’Atomo, il trono dello Spirito Creatore, con le cinque forze elettriche, e i
due poli, la Mente e l’Intelligenza. In questa sfera, composta dalle forze elettriche, dalla mente e
dall’intelligenza – l’origine di tutti gli oggetti dei sensi e degli organi che permettono di
goderne – l’uomo raggiunge l’appagamento perfetto, perché possiede tutti gli oggetti dei suoi
desideri e ne acquista una completa conoscenza.

Per questi motivi la forma astrale, con le sue cinque forze elettriche e i suoi due poli (le sette
parti di cui si è parlato) è stata descritta come uno scrigno di conoscenza sigillato, un libro con
sette sigilli. “Un arcobaleno avvolgeva il trono”. Apocalisse, 4, 3 “E vidi, nella destra di colui
che sedeva sul trono, un libro scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette
sigilli”. Apocalisse, 5 ,1

SUTRA 10

Allora, in virtù della conoscenza e del potere dello yoga, l’essere umano ottiene la supremazia sui
sette Svarga (cieli). Egli consegue la salvezza dissolvendo le quattro idee originarie (‘i quattro
manu’, o pensieri primigeni da cui e’ scaturita la creazione). Oltrepassando Svarloka, il figlio
dell’uomo raggiunge Maharloka, la sfera del magnete (l’Atomo), composto delle quattro idee della
manifestazione (il Verbo), il Tempo, lo Spazio e la particella (l’Atomo). Come è stato spiegato nel
primo capitolo, Maharloka rappresenta Avidya, l’Ignoranza, che ingenera l’idea di un’esistenza
separata del Sé e dà origine all’Ego, il figlio dell’uomo. L’essere umano (manava), essendo, quindi,
la progenie dell’Ignoranza, e l’Ignoranza essendo rappresentata dalle quattro idee suddette, queste
ultime sono chiamate i quattro manu, ossia le origini dell’uomo.

visto su lista Sadhana >> it.groups.yahoo.com/group/lista_sadhana

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