I quattro pilastri anti-invecchiamento

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I quattro pilastri anti-invecchiamento

di Paolo Giordo

Stress ossidativo, squilibrio ormonale, equilibrio acido-base, attività fisica: elisir di lunga e sana vita…

da Scienza e Conoscenza n. 34

Che cosè linvecchiamento? Questa è una domanda fondamentale che può avere risposte sia semplici
che complesse. Sicuramente si può identificare con la vita umana che traccia un percorso dalla nascita alla morte fisiologica.
Ma comè questo percorso? Lineare o ciclico? Anche questo argomento è denso di significati
culturali. Un tempo, nellantichità, esistevano diversi cicli o giri di boa che rappresentavano la
vita umana. Il primo era superare linfanzia. Se si riusciva a sopravvivere (data laltissima
mortalità infantile), si poteva affrontare il ciclo della giovinezza sino a 25-30 anni con tutte le
problematiche sociali e/o militari. Il superamento di questaltra fase conduceva alletà matura che,
se ben condotta, preludeva allultimo giro di boa: una vecchiaia che poteva durare sino a 70 o anche
80 anni. Ovviamente questa suddivisione aveva un significato preminentemente culturale, ma preludeva
alla considerazione del fatto che linvecchiamento poteva ridursi o allungarsi a seconda che si riuscissero a costruire positivamente le precedenti tappe di vita.

Invecchiamento e malattia

Oggi linvecchiamento è considerato un fenomeno ineluttabile, scandito da una progressione lineare.
Con il passare degli anni i danni alle strutture genetiche si accumulano e, mano a mano, ricevono una riparazione parziale o difettosa.

È lusura della vita alla quale partecipano tutti i sistemi biochimici, ormonali ed enzimatici
dellorganismo che porta a una delle più grandi peculiarità della nostra epoca: la connessione invecchiamento e malattia.
Un tempo si moriva di vecchiaia, di fame, di incidenti, di parto o di guerre ed in minor misura di
malattie tra le quali erano grandemente preponderanti quelle infettive. Oggi la casistica è
completamente rovesciata: il binomio tra vecchiaia e malattie degenerative è quello dominante ed ha
modificato limpianto epistemologico della vita che scorre. La base concettuale che sottende
linvecchiamento è, oggi, lusura fisica, biochimica, mentale che ne limita al contempo le aree di
comprensione e di intervento. Già gli antichi cinesi erano andati oltre il DNA facendo nascere
lindividuo in un contesto di energie cosmiche che ne stabiliva la struttura e ne modulava lereditarietà, sia in senso fisico che spirituale.

Oggi la moderna geriatria la scienza che studia le patologie della vecchiaia si occupa
principalmente di cercare di riparare i danni dellusura con un ampio corredo farmacologico che mira
a ridurre la pressione arteriosa, a migliorare le funzioni contrattili del cuore, lefficienza dei
polmoni, della prostata, dellintestino e così via, in un ampio tentativo di modificazione delle
funzioni e soppressione dei sintomi in modo che lanziano possa tirare avanti senza gravi
problemi. Questo approccio assicura, peraltro, allindustria farmaceutica un costante e perpetuo consumo dei propri prodotti.

Farmacologia verso prevenzione

Per assicurare questo consumo, si è rinunciato alla più grande risorsa della medicina occidentale
(oltreché orientale): la prevenzione. In Occidente questo termine è stato usato strumentalmente ed
erroneamente, ed è stato confuso con la diagnosi precoce la quale, come sappiamo, non possiede
alcuna funzione preventiva ma solo, eventualmente, curativa. Ma se ci guardiamo intorno e osserviamo
il degrado dellambiente in cui viviamo linquinamento da metalli pesanti, polveri sottili,
pesticidi, piogge acide e nubi tossiche sottopongono il nostro organismo a numerose ed intense
sollecitazioni specie a livello immunitario, endocrino e neurologico ci possiamo rendere conto
che, oltre al concetto dellusura, sorgono nuovi elementi semantici che implicano un continuo
aggiustamento e una continua compensazione ai vari livelli delle funzioni del nostro organismo.

Tutto questo ci porta a considerare il concetto di equilibrio dinamico come il punto centrale su cui
ruotano i vari livelli di integrazione del nostro corpo. Questultimo, infatti, cerca di ritrovare e
mantenere un nuovo equilibrio nelle più varie circostanze adattative, al punto che anche la stessa
malattia può, a un diverso livello, essere considerata un tentativo di raggiungere un nuovo
equilibrio. Possiamo pertanto considerare quattro pilastri fondamentali che concorrono in modo
preponderante ai processi di invecchiamento. Intervenendo su questi pilastri si può sicuramente modificarne il decorso e spezzare il sodalizio perverso con le malattie.

Primo: lo stress ossidativo

Uno di questi pilastri è lo stress ossidativo. Lossidazione è la funzione per la quale le nostre
cellule consumano, ossidandole, molecole di zucchero e di grassi e usando lossigeno come
combustibile. Con questo processo si produce lenergia che viene utilizzata per le varie funzioni
del corpo, ma si formano anche i cosiddetti radicali liberi: composti estremamente reattivi capaci di neutralizzare i batteri nocivi o le cellule degenerate.

Il problema si pone quando questi composti radicatici risultano in eccesso rispetto alle
fisiologiche capacità del nostro organismo di neutralizzarli. Questo eccesso, denominato stress
ossidativo, può causare danni alle strutture più importanti della cellula, come il nucleo o la
membrana cellulare, e, in soggetti geneticamente predisposti, può condurre a una serie di patologie
anche gravi tra le quali linfarto cardiaco, lictus cerebrale, il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson e può aumentare notevolmente i processi di invecchiamento.
Il nostro organismo, come già detto, possiede un corredo enzimatico per far fronte a questa
situazione ossidativa e si avvale anche di sostanze assunte dallesterno: gli alimenti quali frutta
e verdura contengono antiossidanti naturali come le vitamine, i minerali e gli enzimi. Pertanto
lalimentazione rappresenta, in prima battuta, un importante fattore di riequilibrio del corpo. I
radicali liberi stringono anche importanti rapporti con linfiammazione cronica. Sappiamo che
linfiammazione è biologicamente importante per difendere i tessuti del nostro corpo da vari tipi di
aggressione. Quando questo processo si prolunga nel tempo, cioè si cronicizza, può diventare
unulteriore fonte di produzione di radicali liberi i quali, a loro volta, aumentano lo stato
infiammatorio danneggiando i tessuti e instaurando un circolo vizioso che porta rapidamente
lorganismo sulla via della malattia e dellaccelerazione dei processi di invecchiamento.

Secondo: lo squilibrio ormonale

Per capire meglio come questo stato infiammatorio può più facilmente instaurarsi e cronicizzarsi,
esaminiamo un altro importante pilastro di questo processo: lo squilibrio ormonale. Con squilibrio
ormonale non si intende una mera carenza o un eccesso di un singolo ormone, ma il disequilibrio dei
rapporti che tutti gli ormoni hanno tra di loro e con tutte le altre strutture dellorganismo.
Quando questa armonia si altera è come se in unorchestra uno o più elementi si mettessero a suonare per conto proprio, senza accordarsi con il resto dei musicisti.
Sorprendentemente noi siamo la prima causa di questo squilibrio, sia per i ritmi frenetici della
vita che conduciamo che, soprattutto, per il nostro stile alimentare spesso basato su un eccessivo
consumo di zuccheri dati dalla pasta, dal pane, dallonnipresente pizza e, soprattutto, da unenorme
varietà di dolciumi e bibite. Sappiamo che il nostro organismo scompone gli zuccheri sino a formare
glucosio il quale rappresenta il maggiore nutriente cellulare. Per compiere questa funzione
lorganismo necessita dellapporto dellinsulina, un ormone secreto dal pancreas che serve a facilitare lutilizzazione del glucosio da parte delle cellule.

Ma se il glucosio è in eccesso? Allora, piano piano, si instaurano delle condizioni sfavorevoli che
conducono allinsulinoresistenza, evento in cui, a forza di secernere insulina in risposta
allintroduzione di zuccheri, le cellule bersaglio diventano meno sensibili ad essa. In tutta
risposta il pancreas secerne ancora più insulina, in un circolo vizioso che porta a molte condizioni patologiche come il diabete, lipertensione e lobesità.
Inoltre dobbiamo notare che leccesso di insulina va a interferire con lattività di moltissimi
altri ormoni, producendo ulteriori squilibri a vari livelli di regolazione fisiologica e aumentando
lo stato infiammatorio dellorganismo. Questultimo passaggio avviene attraverso laumentata
produzione di una categoria di eicosanoidi (sostanze ad attività ormonale come le prostaglandine,
i leucotrieni ecc.) che possiedono unazione di tipo pro-infiammatorio. Siccome la salute e
lequilibrio dellorganismo si basa sul perfetto bilanciamento di due popolazioni di eicosanoidi che
definiremo semplicemente buoni e cattivi, laumento dellinsulina determina uno spostamento a
favore di questi ultimi, predisponendo il nostro corpo a una serie di perturbazioni patologiche che possono sfociare in malattie come linfarto miocardio, lictus cerebrale ecc.

Pertanto, come lalimentazione può provocare linnesco di questi problemi, daltro canto può anche
aiutare a risolverli. Possiamo ridurre drasticamente lassunzione di zuccheri e carboidrati
prediligendo quelli integrali che danno uno stimolo insulinico minore e più rallentato; possiamo
integrare la dieta con cibi che contengono acidi grassi della serie omega 3, gli unici che possono
stornare la produzione di eicosanoidi a favore di quelli buoni con attività protettiva sulla
circolazione e sui tessuti; possiamo prediligere gli olii spremuti a freddo ed i semi oleosi ricchi
di benefici grassi mono e poli-insaturi che favoriscono anche il metabolismo lipidico dellorganismo.

Terzo: lequilibrio acido-base

Un altro pilastro dellanti-invecchiamento e della salute del corpo è quello del mantenimento di un corretto equilibrio acido-base dei nostri liquidi biologici.
Sappiamo che i processi fisiologici del nostro organismo avvengono solo se il pH è da 7,35 a 7,45
cioè lievemente basico: in questo minimo ambito di variabilità si svolgono tutte le normali reazioni
fisiologiche. La nostra urina, invece, possiede un pH che oscilla da un minimo di 4 ad un massimo di
8, quindi ben più acida del sangue. Questo dimostra che gli acidi in eccesso devono essere
allontanati immediatamente dal sangue e avviati allescrezione urinaria, pena un grave squilibrio metabolico o addirittura la morte.

Lorganismo è dotato necessariamente di sistemi tampone che hanno lo scopo di mantenere la costanza
dellambiente interno (C. Bernard): questi sistemi si inseriscono in un più ampio processo biologico
circadiano che è mediato dal tessuto connettivo. Il tessuto connettivo, che deriva dalla matrice
mesenchimale, opera una grande opera di disintossicazione dellorganismo. Se lindividuo non è in
equilibrio, non è neanche in grado di compensare leccesso degli acidi e si predispone a una serie
di eventi patologici oltreché a un più rapido invecchiamento dei tessuti. Gli acidi sono sempre
irritanti, consumano molto ossigeno e minerali, portano a uno stato infiammatorio cronico e a una sclerosi dei tessuti.

Lalimentazione moderna fornisce una buona quantità degli acidi presenti dellorganismo.
Le proteine animali, infatti, producono molti acidi come pure lintensa attività fisica (acido
lattico). Il nostro corpo cerca di neutralizzare leccesso di acidi prelevando minerali dai vari
tessuti (ossa, unghie, capelli) per coniugarli con gli acidi e formare sali neutri, meno pericolosi in attesa dello smaltimento.
Per un corretto equilibrio dovremmo introdurre per tre quarti cibi alcalinizzanti come frutta,
verdura, cereali integrali, latte e per un quarto alimenti acidificanti come proteine animali, e
dolciumi, ma nella nostra dieta occidentale facciamo esattamente il contrario, predisponendo il nostro corpo a molte patologie degenerative.

Quarto: lattività fisica

Il quarto e ultimo pilastro antinvecchiamento riguarda lattività fisica la quale può contribuire a
mantenere un sano equilibrio ormonale (stimola la produzione di GH, lormone della crescita e della
riparazione cellulare) e a migliorare la funzionalità e il metabolismo dellosso e della muscolatura corporea.
Sappiamo che il 23% delle donne oltre i 40 anni ed il 14% degli uomini sopra i 60 anni sono affetti
da osteoporosi. Questa condizione è, in fondo, una perdita di equilibrio tra i processi di
formazione e quelli di distruzione e riassorbimento dellosso. Con il passare degli anni
lequilibrio si altera a favore dei processi di disgregazione e si ha contemporaneamente una perdita di minerali.
Nonostante limportanza degli aspetti ormonali sul metabolismo dellosso, è fondamentale che il corpo sia sottoposto ad un congruo e costante esercizio fisico.

Secondo Filippo Ongaro, medico spaziale, gli astronauti, in assenza di gravità, perdono l1,5% di
densità ossea al mese per cui in una missione spaziale della durata di 6 mesi, la loro densità ossea
subisce un calo analogo a quello che si potrebbe osservare sulla terra nellarco di 10 anni e ad unetà tra i 50 e i 60 anni.
Queste osservazioni indicano come i carichi e le stimolazioni meccaniche producono dei segnali ai
quali le cellule ossee sono in grado di rispondere adeguatamente. Sempre riferito da Ongaro, i
carichi più elevati che losso deve sostenere sono causati dalle contrazioni muscolari
dellindividuo piuttosto che dal peso, portando a identificare nellosso una sorta di meccanostato
in grado di percepire le varie stimolazioni meccaniche alle quali è sottoposto e di produrre e
adattare una risposta adeguata e conseguente. Le stimolazioni di un certo tipo attivano processi di
sintesi ossea, mentre quelle di altri tipi inducono processi di distruzione ossea e tutto ciò in
relazione con le condizioni ormonali e di nutrizione del soggetto. Questo ci fa chiaramente capire
come il nostro corpo sia fatto per muoversi e non per una vita completamente sedentaria. La stessa
attività fisica regola direttamente anche lattivazione delle difese immunitarie dellintero organismo.

Pur essendo il processo di invecchiamento influenzato da molteplici fattori non ultimo quello
psicologico e psicosociale è importante tenere ben presenti e favorire questi quattro fondamentali pilastri dei quali abbiamo, in sintesi, parlato.
Lattenzione a questi aspetti ci permette di costruire una vecchiaia in cui lequilibrio e larmonia
siano i costituenti principali e di allontanare sempre più nel tempo i fattori di declino e di malattia.

Tratto da Scienza e Conoscenza n. 34.
http://www.macrolibrarsi.it/ebooks/scienza-e-conoscenza-n-34.php?pn=1567

Paolo Giordo
Iniziazione all’Alimentazione Terapeutica
Mediterranee
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__iniziazione_alimentazione_terapeutica.php?pn=1567

Hervé Grosgogeat
Il Metodo Acido Base
Macro Edizioni
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-metodo-acido-base.php?pn=1567

Bibliografia
Ongaro F., Le 10 chiavi della salute, Salus Infirmorum, Padova, 2008. Kyriazis M., La medicina antinvecchiamento, RED, Milano, 2007.
Chauchard C., Non aspettate di invecchiare per voler restare giovani, Fabbri, Milano, 2006. Null G., Ultimate anti-aging program, Broadway Books, New York, 1999. Mantovani S., Lequilibrio acido-basico, Akros, Verona, 1996. Sharma H., Radicali liberi, Tecniche Nuove, Milano, 1998.
Emerit I., Chance B., Radicali liberi e invecchiamento, Momento Medico, 1993. Borromei A., Maitan S., I radicali liberi dellossigeno, Masson, Milano, 1995. Sears B., La zona anti-età, Sperling & Kupfer, Milano, 1999.

Paolo Giordo
Medico, neurologo, esperto in omeopatia e fitoterapia.
Si occupa di nutrizione e cura delle malattie degenerative con metodi naturali. Ha pubblicato il libro Alimentazione terapeutica per le Edizioni Mediterranee.

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