I Maya e la scienza del Tempo

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I Maya e la scienza del Tempo

di Carmen Rettore

Alla scoperta di uno straordinario codice di scienza e saggezza spirituale: lo Tzolkin, il
calendario Maya.

Sempre più si parla del Tempo, anche atmosferico; continuiamo a dirci, guardando in giro tra lo
smarrito e il preoccupato: “Non ho tempo”, come se nostro malgrado fossimo informati dal DNA
dell’universo (e frattalmente anche dal nostro) che il Tempo sta per finire, che ne rimane ben poco
e da utilizzare al meglio.

Il Tempo, funzione della mente, è una vibrazione, una frequenza; noi non controlliamo la mente,
siamo da essa pensati e vi siamo immersi; il vero scopo del Tempo è di informare la massa biologica,
la vita, l’uomo nei suoi diversi livelli di coscienza.

Il Tempo ha un proprio codice matematico e la vera frequenza del tempo è 13:20, codificata anche nel
nostro computer biologico (o vesti spaziali tridimensionali), il corpo umano: 20 dita tra mani e
piedi, 20 aminoacidi sintetizzati dal DNA umano, 13 articolazioni principali. Le varie misure del
tempo sono state via via codificate nel sistema di computo chiamato calendario.

Nell’antica Cina il tempo era una risorsa, un valore di proprietà esclusiva dell’imperatore ed ogni
nuovo regnante aveva il diritto di riformare il calendario a suo piacere, più che altro per
bypassare i creditori! Anche la Rivoluzione Francese aveva cercato di stabilire un nuovo sistema di
misura temporale, basato su dilatate ore di 100 minuti e settimane di 30 giorni, senza tuttavia
poter influire sulla legge imposta dalla natura che ogni giorno indica una rotazione completa della
terra su se stessa e che l’anno indica un’orbita completa intorno al Sole. Ma quante misurazioni del
tempo sono esistite ed esistono? Difficile conoscerle tutte!

13:20 la matrice del Tempo

Anno e calendario solare, lunare, accademico, commerciale, fiscale, scolastico, religioso,
borsistico, agricolo, ebreo, cinese, giuliano, gregoriano e così via. Quest’ultimo è attualmente il
più usato nel mondo occidentale; nel giorno della sua promulgazione, 16 ottobre 1582, passò dal 5 al
16 ottobre. Ancora oggi si parla di “furto del tempo”.

E visto che il tempo è una vibrazione, una frequenza, ed il suono è il primo costruttore di forme,
seguendo un qualsiasi calendario (tutti inconsapevolmente ne seguiamo almeno 4-5 in
contemporanea…) si è catapultati immediatamente nella realtà tridimensionale creata ad hoc da quel
calendario. Affermo che ogni calendario è un’astuta forma di controllo della frequenza Tempo.

Passiamo ora ai custodi del giorno, i Maya, viaggiatori ed ingegneri del Tempo. I Maya classici (ca
300 – 850 d.C.), che la storia ci consegna come popolo misticamente esaltato e con l’ossessione del
tempo, hanno lasciato il codice del Tempo in quello che fortunatamente è passato come uno degli
almeno 17 calendari usati dai maya: lo Tzol-kin (sacro conto). Questo strumento di misurazione del
tempo, il calendario sacro, ci viene tramandato come il più simile all’originale atlantideo ed i
cicli di Sole, Luna e Venere rappresentano la chiave di lettura del suo ritmo.

Il sole in circa 13 giorni percorre pressappoco la stessa strada zodiacale compiuta dalla Luna in un
giorno, mentre essa compie in 20 giorni mediamente, lo stesso, percorso tra le stelle che il sole
compie in 260 giorni. Particolare importanza assumano i cicli di Venere: la “tradizione alchemica
assegna a questo pianeta la responsabilità creativa” della terza dimensione, la nostra appunto. Lo
Tzolkin come matrice di memoria galattica, modulo armonico che si muove come un’onda sinusoidale, la
più perfetta che esista (… segui l’onda …), lo Tzolkin, griglia che racchiude in sé tutte le
permutazioni dell’essere, la proporzione aurea ed i numeri di Fibonacci.

Qualsiasi cosa accada nell’evoluzione universale passa attraverso la matrice 13:20. Il calendario
sacro dei Maya, Tzolkin, è un ciclo di 260 giorni formato daila combinazione di 20 archetipi x 13
numeri (o toni). Nell’arco dei 260 giorni i 20 archetipi assumono in successione 13 numeri diversi
(13×20=260).

20 archetipi che fungono da detonatori della nostra memoria centrale, il cervello, buffi nella loro
iconografica semplicità ma non per questo meno efficaci: Drago, Vento, Notte, Semente, Serpente,
Allacciatore dei Mondi (La mia Identità Galattica), Mano, Stella, Luna, Cane, Scimmia, Umano,
Viandante dei Cieli, Mago, Aquila. Guerriero, Terra, Specchio, Tempesta, Sole.

13 numeri, dall’1 al 13, espressi con la notazione punto/barra, distico sistema matematico
vigesimale di raffinata scienza galattica. Un punto per indicare 1, due punti per il 2, tre punti
per il 3, quattro punti per il 4, una barra per il 5, barra e punto per il 6 e così via. La
notazione punto/barra ci rimanda all’alfabeto Morse, sistema di comunicazione, di informazione.

E se dai soliti scienziati americani arriva la (abbastanza) recente scoperta che tutte le
informazioni che arrivano al nostro cervello per essere decodificate devono necessariamente essere
trasformate in segni (archetipi) e numeri, ci è più facile comprendere che i numeri sono soprattutto
(in)formazione; che l’archetipo è la matrice, e la realtà percepita è il significato dato
all’archetipo stesso.

Ma tornando ai Maya, all’osservatorio di Kitt Peak, uno dei più grandi del pianeta, in Arizona USA,
è collocato un telescopio del Vaticano (è il suo principale osservatorio astronomico); in questo
osservatorio un grande mosaico murale testimonia e rappresenta il pensiero astronomico dei Maya.
Un’iscrizione dice che gli antichi Maya usavano un calendario scientificamente più accurato del
Calendario Gregoriano…

“Vuoi vedere che seguendo la frequenza naturale del tempo, 13:20, si potrebbe vivere nell’eterno
presente che racchiude in sé il nostro passato e tutti i futuri possibili…

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