Farmaci inutili e dannosi: ma noi non lo sappiamo…

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Farmaci inutili e dannosi: ma noi non lo sappiamo…

La campagna Alltrials si batte per la pubblicazione di tutti i rusultati della sperimentazione
clinica di un farmaco, anche e soprattutto di quelli negativi che evidenziano scarsa efficacia o pericoli per la salute

– 17/02/2013

>> http://goo.gl/r50cT

Potremmo accettare una ricerca medica che, pur di dimostrare l’efficacia di un farmaco, renda
pubbliche solo le sperimentazioni (trial) che mostrano dati a favore, nascondendo quelle che
evidenziano scarsa efficacia e gravi conseguenze per la salute delle persone? Un’eventualità del
genere non sarebbe tollerata da nessuno. Anzi sarebbe duramente condannata, viste le conseguenze negative che potrebbe avere sulla salute di ognuno di noi.

Purtroppo non si tratta di una malaugurata ipotesi ma di un’inquietante realtà di cui si parla
raramente sui mezzi di informazione. A diventarne consapevoli, sono stati proprio gli esperti
indipendenti della ricerca medica che hanno definito la parziale pubblicazione delle sperimentazioni
cliniche con il termine di under-reporting; un fenomeno che rappresenta una grave negligenza nella
conduzione della ricerca, e che porta a sovrastimare lefficacia e a sottostimare gli effetti
avversi dei trattamenti. Tutto ciò espone i pazienti a rischi inutili, determina uno spreco di
risorse destinate allassistenza sanitaria e danneggia la fiducia riposta nella medicina. Finora i
provvedimenti presi per cercare di arginare l’under-reporting hanno avuto solo un effetto parziale e
non hanno risolto il problema alla radice. Ricerche indipendenti hanno evidenziato che ancora oggi il 50% delle sperimentazioni cliniche non è stato pubblicato.

In Francia due rinomati medici, Philippe Even e Bernard Debré, in un libro accusa che ha fatto tanto
scalpore, sono riusciti a dare un’idea delle gravi conseguenze che l’occultamento delle
sperimentazioni cliniche produce. La loro ricerca ha evidenziato che la metà dei prodotti sul
mercato è inutile, il 20 per cento è scarsamente tollerato dai malati e il 5 per cento è addirittura
potenzialmente pericoloso per la salute. È un problema di una gravità inaudita. Non è ammissibile
che le aziende farmaceutiche (che conducono la stragrande maggioranza delle sperimentazioni sui
farmaci), le università e i centri di ricerca tendano ad occultare sistematicamente gli studi che
potrebbero pregiudicare l’autorizzazione di un farmaco o le posizioni di prestigio acquisite
nell’ambito della ricerca medica. Purtroppo, tra tutti questi soggetti si crea una perversa
convergenza di conflitti d’interessi, sia economici che personali, che produce le pesanti distorsioni citate in precedenza.
A pregiudicare ulteriormente l’accesso a tutte le evidenze scientifiche in ambito medico, c’è un
altro fenomeno, definito con il termine di publication bias, che riguarda la pubblicazione degli
studi sulle riviste medico scientifiche che tendono a dare spazio soprattutto alle ricerche che
presentano prevalentemente dati positivi. In un quadro del genere diventa sempre più difficile
prendere decisioni mediche informate, efficaci e il più possibile sicure. Il prezzo più alto viene
pagato soprattutto da chi è meno consapevole dell’esistenza di questo fenomeno, le persone comuni sottoposte ai trattamenti medici.

Fortunatamente, esistono centri di ricerca indipendenti (come la Cochrane Collaboration*, il Centre
for Evidence Based Medicine*) e importanti riviste scientifiche, che già da tempo hanno preso una
posizione netta e si sono impegnate per portare all’attenzione dell’opinione pubblica questo grave
problema. Ad esempio, il British Medical Journal non accetta di pubblicare ricerche per cui non ci
sia una completa diffusione dei dati per consentire un riesame indipendente e ha lanciato la
campagna OPEN DATA, per la completa trasparenza dei dati delle sperimentazioni cliniche.

Uno degli ultimi atti in tale direzione, ha visto ancora il British Medical Journal, insieme a tanti
altri organismi indipendenti, lanciare la petizione internazionale ALLTRIALS, per richiedere che
qualsiasi sperimentazione clinica sia registrata presso un ente pubblico indipendente e che ci sia
l’obbligo di pubblicazione di tutti i risultati, il tutto nella completa trasparenza. L’iniziativa
sta creando un grosso clamore, soprattutto in Gran Bretagna, dove si è guadagnata la presenza sulle
pagine dei maggiori quotidiani britannici (The Guardian, The Indipendent, The Times, Reuters) dopo
che il gigante farmaceutico GlaxoSmithKline ha dichiarato pubblicamente il suo supporto alla
campagna ALLTRIALS, impegnandosi alla pubblicazione di tutti gli studi clinici relativi ai suoi farmaci.

La richiesta della campagna Alltrials va dritta al cuore del problema che ha minato la base della
credibilità della medicina ufficiale. Non è possibile parlare di responsabilità sociale dei giganti
dell’industria farmaceutica o dell’etica della ricerca medica se non si pone alla base la completa
trasparenza dei dati e dei metodi usati per condurre le sperimentazioni farmaceutiche. Solo in
questo modo chi deve decidere se un farmaco deve essere autorizzato o meno, ha a disposizione tutte
le informazioni per valutare efficacia e sicurezza dello stesso. Se una cosa simile accadesse ne
beneficeremmo tutti: cittadini, medici, ricercatori onesti, enti regolatori pubblici e anche quelle aziende farmaceutiche animate da un minimo di etica.

In un contesto del genere, diventa un dovere civico di ogni cittadino impegnarsi in prima persona
per la salvaguardia della propria salute, informandosi e sostenendo iniziative come la campagna Alltrials.
È possibile firmare la petizione Alltrials su www.alltrials.net e avere notizie e aggiornamenti in italiano sugli sviluppi della iniziativa sul blog alltrialsitalia.blogspot.it

*Si tratta di importanti realtà della ricerca medica indipendente, attivamente impegnate nella
revisione critica delle sperimentazioni cliniche disponibili per fornire la migliore evidenza scientifica a chi deve prendere decisioni mediche.

Mauro Di Leo
Malati di Farmaci >> http://goo.gl/r50cT
Perchè l’industria farmaceutica vende farmaci dannosi, inventa malattie e specula sul cancro Editore: Editori Riuniti
Data pubblicazione: Aprile 2010
Formato: Libro – Pag 246 – 14×21
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__malati-di-farmaci.php?pn=1567

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