Facile guida alla meditazione – 3

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Facile guida alla meditazione – 3

di ROY EUGENE DAVIS

(parte terza)

CAPITOLO TRE

ROUTINE DI MEDITAZIONE E TECNICHE

DA USARE PER RISULTATI SODDISFACENTI

Le tecniche di meditazione sono come utensili che usiamo per raggiungere
determinati scopi. Quando non abbiamo più bisogno dei nostri attrezzi li
possiamo mettere da parte. Utilizza le tecniche di meditazione per
facilitare il rilassamento e l’aggiustamento degli stati di coscienza;
quindi mettile da parte e lascia che la meditazione fluisca.

Lo scopo dell’utilizzo di una tecnica di meditazione è di migliorare la
concentrazione e di facilitare l’aggiustamento degli stati di coscienza.
Queste cose non sono processi magici; essi coinvolgono la nostra attenzione
e regolano gli stati fisici e mentali in modo che la nostra consapevolezza,
rimossa dalle influenze che la distraggono, diventi chiara. La chiave per l’
uso efficace di una tecnica di meditazione è di dare ad essa attenzione
senza cercare di forzare dei risultati. Non possiamo creare con successo
chiari stati di coscienza, possiamo solo essere strumentali nel rimuovere
gli ostacoli per il risveglio.

I chiari stati di coscienza che aspiriamo a sperimentare non sono causati
dai nostri sforzi. Essi si manifestano naturalmente quando le condizioni per
la loro espressione sono più favorevoli. Non dovremmo cercare di indurre
umori che ci facciano stare meglio e ci facciano così addormentare
dolcemente in uno stato emotivo compiacente, o usare l’autosuggestione o la
visualizzazione controllata per creare stati mentali immaginari. Il nostro
scopo meditativo dovrebbe essere più alto del cercare meramente uno stato
migliorato di coscienza condizionata; dovremmo infatti aspirare ad avere la
consapevolezza rimossa dai processi mentali risvegliandoci a stati
supercoscienti che li trascendano.

Benché sia utile essere personalmente istruiti nelle procedure di
meditazione da qualcuno che sia versato nella pratica, le tecniche di base
qui descritte possono essere apprese ed utilizzate con beneficio leggendo
attentamente le spiegazioni e sperimentandole. La via raccomandata per
procedere è di usarle a cadenza regolare senza attese di risultati
eccezionali, permettendo pazientemente che ripetute sessioni di pratica
diano tempo e opportunità per imparare. Le seguenti tecniche di meditazione
sono state utilizzate per secoli perché l’esperienza ha provato la loro
utilità.

1. Tecnica di rilassamento: adatta a chiunque, per indurre il rilassamento
con lo scopo di sperimentare gli effetti rigeneranti e ravvivanti di calma
mentale e riposo fisiologico. Siediti per almeno 20 minuti, ascoltando
mentalmente una parola o una frase. Scegli una parola che ti piace come ad
esempio pace, luce, amore, gioia o qualsiasi altra parola con la quale tu
possa sentirti a tuo agio e abbia un valore ispirante per te. Puoi usare
anche una frase come “io sono pace”, “io sono luce”, “io sono amore”, “io
sono gioia” o qualsiasi altra parola che ti piaccia. In quest’ultimo caso,
non utilizzare la frase come autosuggestione con lo scopo di cercare di
condizionare la mente o indurre uno stato emotivo. Utilizzala solo per
focalizzare la tua attenzione. Quando usi una parola singola, siedi fermo e
con la schiena eretta, con gli occhi chiusi e l’attenzione diretta verso la
parte alta del cervello. Ripeti mentalmente la parola alcune volte,
lentamente e gentilmente; quindi, richiamando il “suono” della parola
pronunciata mentalmente, “ascoltalo” ripetendolo nel tuo campo di
consapevolezza, ossia, invece di continuare a ripetere mentalmente la
parola, lascia che essa echeggi nel tuo campo di consapevolezza. Dai te
stesso al processo di ascolto. Fai questo fino a che la tua attenzione sarà
interiorizzata e ferma, quindi, ignora la parola e resta nell’immobilità
fino a che non ti sentirai incline a concludere la tua sessione di pratica.
Una frase può essere utilizzata nella stessa maniera. Con essa, come stadio
preliminare della pratica, puoi iniziare ad ascoltare le parole
sincronizzandole con il ritmo del tuo respiro. Per fare questo, seduto
rilassato e in uno stato di allerta, lascia che il respiro fluisca
naturalmente. Nel momento dell’inalazione ascolta mentalmente “Io sono”; nel
momento dell’esalazione ascolta mentalmente la seconda parte della frase.
Continua per un po’ fino a che sarai rilassato e l’attenzione sarà
interiorizzata, quindi non dare più attenzione al processo di respiro del
corpo e stai attento solamente alla frase che si ripete nel tuo campo di
consapevolezza. Man mano che la pratica progredisce, non dare più attenzione
alla frase e rilassati nel profondo silenzio fino a quando non ti sentirai
incline a concludere la tua sessione di pratica.

2. Tecnica della meditazione devozionale: Utilizzata come sopra descritto,
ma con intenzionalità più devozionale. Usa la parola “Dio” o la frase ” OM –
Dio ” come mantra. (Vedi il punto 4 – sotto – per avere più informazioni
circa l’OM). Procedi come per la tecnica di rilassamento di base cercando di
fare in modo che il tuo senso di ego (Il senso separato di sé acquisito o
imparato) si dissolva, restando aperto all’apprendimento ed alla
sperimentazione della consapevolezza della presenza e della realtà di Dio.
Quando il mantra scomparirà, sentiti immerso in Dio. Estensive ricerche
rivelano che molti individui che praticano la tecnica di rilassamento
meditativo primariamente per benefici psicologici e fisiologici tendono a
cessare la loro pratica dopo il verificarsi di alcuni miglioramenti o per
perdita di interesse. Coloro che invece includono la meditazione nella loro
routine devozionale, religiosa o spirituale, tendono a mantenere una routine
regolare di meditazione.

3. Mantra sanscriti: Questi mantra hanno il valore aggiunto della loro
potenza unica in quanto frequenza-suono che può influenzare benevolmente la
mente e il sistema nervoso. Essi sono usati come le parole o le frasi sopra
descritte. Benché sia solitamente più utile imparare i mantra sanscriti
nelle occasioni di istruzione trasmessa personalmente – per essere certi che
uno sappia com’è il suono del mantra e come utilizzarlo – puoi ugualmente
sperimentarli per vedere se possano aiutarti a raggiungere il tuo scopo.
Inizia con ” Hong sau ” ( hong-so. Lascia che la prima sillaba sia presente
nel tuo campo di consapevolezza mentre inspiri e che la seconda sillaba sia
presente nello stesso campo mentre espiri). Senti che i suoni emergono dal
campo infinito di pura coscienza fino a raggiungere il tuo campo di
consapevolezza. Man mano che la tua pratica progredisce distogli l’
attenzione dal processo del respiro ascoltando il mantra fino a che la
consapevolezza di esso cessi o fino a che tu vada oltre di esso nel profondo
silenzio. Puoi usare anche “so ham” (so-am) nello stesso modo in cui hong
sau è usato. Con so ham puoi, se lo vuoi, contemplare anche il significato
del mantra mentre esso fluisce: “Pura coscienza – io sono”. Quando l’
attenzione sul mantra cade, continua a contemplare il puro “
essere-esistere” come tua natura essenziale.

4. Tecnica del mantra “Om”: Tutti i mantra prendono la loro potenza da Om
poiché da questa forza-energia tutte le cose vengono in espressione. “All’
inizio era il verbo, il verbo era con Dio e il verbo era (è) Dio. Ogni cosa
fu fatta da esso e senza di esso non vi era niente di fatto che era fatto
” ( Nuovo testamento, vangelo di Giovanni: 1:1 & 3 ); ” Il simbolo
manifestante ( aspetto evidente ) di Dio è Om. Si dovrebbe meditare su
questa parola, contemplarla e arrendersi ad essa. La meditazione su Om
risulta nella coscienza cosmica e nella rimozione di tutti gli ostacoli
fisici e mentali per il successo nel percorso spirituale ” ( Yoga Sutra di
Patanjali: 1:27 – 29 ). Questa tecnica può essere usata dopo le tecniche
preliminari o anche da sola. La via più facile è di assumere la tua postura
di meditazione e di iniziare con le solite procedure preliminari (calmarsi,
pregare o invocare Dio); quindi procedere in 5 fasi progressive:

1) Cantare ” Om ” ( O-o-o-o-m-mn ). Lascia che la sillaba fluisca
facilmente, terminandola con un suono leggermente nasale, come un misto di
“m” e “n”. Canta a basso tono parecchie volte, in modo abbastanza lento e
continuo.

2) Continua a cantare, ma più dolcemente.

3) Canta sussurrando, andando più interiormente

4) Canta mentalmente, andando sempre più interiormente e ascoltando nei
canali interiori delle orecchie ogni suono sottile che possa essere
riconosciuto.

5) Smetti di cantare mentalmente continuando ad ascoltare il suono mentale
che risuona nel tuo campo di consapevolezza. Se riesci veramente a percepire
nelle tue orecchie un suono sottile, continuo, che pervade il tuo campo di
consapevolezza, dirigi la tua attenzione verso esso. Sappi che Om pervade
ogni cosa, si emana dal campo di coscienza onnipresente di Dio, il
substrato, l’essenza di supporto di ogni cosa nel campo della creazione.
Senti te stesso dissolverti in Om. Espandi la tua consapevolezza in Om.
Perdi il tuo senso di sé indipendente mentre sei consapevole della tua
esistenza come Om. Sappi che l’origine di Om è Dio. Contempla la sua realtà.
Vai oltre tutte le idee e i concetti di Dio alla sua realtà trascendente:
verso l’assoluto, puro essere-esistere. Una volta lì, restaci.

5. Tecnica della luce interiore: Guarda interiormente, con la consapevolezza
focalizzata nell’occhio spirituale e nella parte alta del cervello. Dirigi
il tuo sguardo interiore oltre l’occhio spirituale, guardando fermamente
nella distanza dello spazio profondo. Senti che la tua consapevolezza non è
confinata al cranio e che tu esisti nello spazio senza confini. Fai questo
quando sei molto calmo, quando il respiro è lento e i pensieri sono ridotti
al minimo. Sii consapevole, senza sforzo, come un osservatore, e aspetta. Se
percepisci una luce nell’occhio spirituale e ne diventi consapevole nella
parte alta del cervello, sperimentala. Immergiti in essa, contempla
gentilmente la sua origine e cosa c’è dietro di essa. Puoi contemplare
esclusivamente la luce interiore oppure contemplarla insieme alla pratica
della tecnica di Om. La percezione della luce può essere il risultato della
stimolazione dei nervi ottici, quindi non presumere che sia un evento
soprannaturale. Utilizza solamente la tecnica per focalizzare l’attenzione e
interiorizzarla ulteriormente. Trascendi alla fine la percezione della luce
per sperimentare il puro essere.

Ricorda che le tecniche di meditazione sono procedure di preparazione:
Pratiche preliminari da utilizzare fino a che spontanei sviluppi di
raffinati stati coscienza abbiano luogo, come può essere e sarà non appena
le restrizioni interiori saranno indebolite o rimosse.

A causa del nostro innato bisogno dell’anima di avere la consapevolezza
ristabilita nella completezza, questo impulso dirigerà il processo della
meditazione quando la nostra preparazione gli permetterà di essere
influente. Tutti gli ostacoli contro la pratica di successo della
meditazione possono essere notati e superati dalla pratica paziente. Dopo la
pratica di una tecnica di meditazione, siedi a lungo nel silenzio. A volte,
il solo sedersi nel silenzio con un atteggiamento osservatore e di allerta è
più efficace che usare una tecnica di meditazione specifica. Utilizza le
tecniche per calmare i processi fisici e mentali, quindi lascia che la
meditazione si sviluppi senza sforzi coscienti da parte tua. Alcuni fattori
disturbanti sono:

. Disturbi dell’ambiente circostante: Rumore, caldo o freddo eccessivi e
altre condizioni che possano interferire con la pratica della meditazione
dovrebbero essere evitati.

. Mancanza di conoscenza del processo: Questo ostacolo alla pratica con
successo della meditazione è facilmente superabile acquisendo conoscenza ed
applicandola correttamente. Persino la giusta conoscenza, se praticata non
correttamente, non è utile. Le tecniche di meditazione variano, ma la via
interiore del risveglio dell’anima è la stessa per chiunque. Non farti
traviare da chiunque tenti di convincerti che il suo mantra o la sua tecnica
speciale sia migliore di quelle che stai leggendo qui. Tutte le tecniche
valide hanno lo stesso scopo: quello di migliorare il potere della
concentrazione e supportare la coscienza spirituale risvegliata.

. Scomodità fisica: siediti in una postura comoda con la schiena eretta. Usa
una sedia comoda per questo scopo. Se preferisci sederti sul pavimento con
le gambe incrociate, questo va bene fino a che sarai comodo. Per prolungate
meditazioni, potrai avere bisogno di mettere un cuscino o un lenzuolo
ripiegato tra te e la sedia per stare meglio. Se non stai bene fisicamente e
non sei in condizione di sederti con la schiena eretta, prega e sperimenta
il silenzio in una posizione reclinata. A meno comunque che tu non sia in
grado di farlo, medita in una posizione da seduto con la schiena eretta per
assicurarti un atteggiamento di allerta.

. Difficoltà emotive: Con la pratica, esercitati a rimuovere l’attenzione
dalle circostanze e accadimenti che possono contribuire a causare difficoltà
emotive. Impara a tenere queste questioni fuori della tua mente quando
andrai nella tua stanza di meditazione. Non usare la tua pratica della
meditazione per l’auto analisi. Se hai dei problemi che devono essere
risolti, dai la tua attenzione ad essi dopo la profonda meditazione. Se hai
difficoltà emotive così grandi da non poter meditare, lascia perdere la
meditazione fino a che non sarai in grado di praticare con chiara
intenzione. Prega per avere forza e impara metodologie pratiche per
risolvere i tuoi problemi.

. Resistenze subconscie al cambiamento: Uno dei principali ostacoli al
successo nella pratica meditativa è la stessa restrizione che impedisce ad
una persona di avere successo in ogni altro sforzo utile – radicate
resistenze subcoscienti ai cambiamenti di ogni tipo. Essere “più a nostro
agio” con le presenti condizioni così come sono, anche se non sono
soddisfacenti, o avere timore dei cambiamenti di ogni tipo, può causare o la
negazione che il cambiamento sia necessario, o la difesa della nostra
presente condizione. Potremmo, in questo caso, cercare di aiutare noi stessi
mentre, allo stesso tempo, a livello profondo non avere intenzione di
sperimentare una crescita emotiva e spirituale. Si dovrebbe rinunciare a
disinteresse, pigrizia, rifiuto di apprendere, procrastinazione, perversione
mentale e a tutti gli altri atteggiamenti e comportamenti autodistruttivi.
Per rimpiazzare questi atteggiamenti e comportamenti restrittivi coltiva la
viva curiosità, l’entusiasmo, il godere nell’imparare e nel crescere, l’
attiva attenzione al dovere e la ricettività verso idee, atteggiamenti e
comportamenti di valore che espandano la consapevolezza e supportino la
messa in pratica delle capacità dell’anima. La soluzione alla resistenza al
cambiamento è di acquisire una comprensione filosofica più completa.

. Preoccupazione verso le trasformazioni mentali: Fino a che saremo
identificati con le sempre fluenti trasformazioni mentali, la pratica della
meditazione sarà limitata. Il turbinare di pensieri come onde che avviene
nel campo mentale, può essere causato dai nostri stessi sforzi tesi a
processare delle informazioni o dagli impulsi che nascono dai livelli più
profondi dell’inconscio. Nel primo caso, le attività mentali si generano
quale risposta al nostro bisogno di impegnarci nel pensare razionalmente o
nell’analizzare memorie. Nel secondo caso, anche quando preferiremmo
sperimentare pace mentale, problemi fisici o emotivi, l’abitudine di essere
diretti esteriormente o l’agitazione, possono dare vita a sottili impulsi
che causano movimenti persistenti nel campo mentale. Quando siamo intenti a
pensare razionalmente, benché interessanti intuizioni possano essere a volte
determinate intellettualmente, l’attenzione tende a rimanere diretta al
livello di problemi mondani. Quando essa è diretta verso credenze o opinioni
errate, il pensare è confinato verso temi di importanza limitata,
annebbiando così la ragione e prevenendo lo sviluppo di intuizioni
trasformanti. Quando abbiamo errate percezioni di ciò che vediamo o
analizziamo, il pensiero diventa irrazionale e le conclusioni saranno errate
o comunque non valide; in questo modo, persino intuizioni occasionali
unitamente a percezioni ed esperienze supercoscienti saranno mal comprese
risultando in fantasie e, forse, allucinazioni. I meditanti che sono
soggetti alle illusioni possono tendere a desiderare percezioni fenomenali:
comunicare con “angeli ” o “spiriti guida “, avere ” rivelazioni ” che
daranno un valore alle loro vite o li faranno sentire unici e speciali.
Anche devoti sinceri sul sentiero spirituale con bisogni minimi dell’ego
possono tendere a rimanere stabili nelle loro illusioni perché le
considerano genuine realizzazioni. Quando siamo persi nei ricordi, la
concentrazione meditativa con lo scopo di sperimentare o stati raffinati di
supercoscienza o di apprendere la natura di realtà superiori è impossibile
da raggiungere o da mantenere. L’attenzione diretta verso i cicli normali di
trasformazione mentale può influenzare il meditante a cadere in uno stato di
dormiveglia, ossia uno stato parzialmente vigile promiscuo a percezioni
subconscie, oppure spingerlo direttamente in uno stato di sonno durante la
meditazione. Per evitare che questo accada, una persona dovrebbe meditare
quando è riposato e in allerta, mantenere una postura di meditazione eretta,
mantenere il flusso dell’attenzione interiormente e verso l’alto e rimanere
concentrato sulla tecnica di meditazione che sta praticando aspirando a
percezioni e realizzazioni trascendentali. Un sincero interesse nella
possibilità di una crescita spirituale, la devozione a Dio (o al concetto
ideale di esso da apprendere e sperimentare) e la pronta e dedicata pratica
faranno sì che l’attenzione fluisca verso livelli superconsci, in modo che
stati inconsci e subconsci vengano evitati.

. Altri coinvolgimenti egocentrici: Quando siamo egocentrici, tendiamo a
focalizzarci attraverso qualsiasi cosa supporti il nostro piccolo senso di
importanza personale. Quando si permette a questa tendenza di essere
influente durante la nostra pratica della meditazione possiamo essere
inclini ad indulgere in sforzi tesi a creare stati mentali illusori, umori
positivi o stati emotivi che producano un grado superficiale di godimento.
Possiamo essere eccessivamente affascinati da fugaci percezioni e/o
indulgere nell’attaccamento verso sensazioni godibili quando i flussi di
energia sono sperimentati o quando avvengono innalzamenti nello stato di
coscienza. Nonostante gli effetti della meditazione siano godibili, cercare
di raggiungerli è un errore. Qualsiasi cosa percepiamo o sperimentiamo è – a
causa delle sue caratteristiche – transitoria e si dovrebbe lasciarla
passare in modo che l’esperienza autentica e permanente della nostra vera
natura possa essere realizzata.

Per meditare efficientemente, abbi una chiara comprensione del processo e
del suo scopo e attieniti ad un programma intenzionale di pratica. Quando ti
siedi per meditare, abbi una routine pianificata in modo che tu possa
iniziare immediatamente con intenzionalità. Pianifica inoltre una routine
anche per concludere la tua pratica, permettendo in ogni caso che
comportamenti spontanei e appropriati possano essere manifestati in talune
occasioni. Aderisci fedelmente alle tue routine per giorni e mesi fino a che
non dovrai più pensare ad esse perché starai già sperimentando naturalmente
la pratica efficiente della meditazione. Ripassa i principi di base di tanto
in tanto e controlla sia la tua pratica sia il tuo stile di vita per essere
certo che tu sia consistentemente attento alle cose essenziali. Medita con
la stessa intenzione che determina il tuo approccio a vivere la vita. In
questo modo sperimenterai ottimi benefici.

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