Ambiziosi sì, ma non troppo: uno studio matematico rivela quando puntare in alto conviene, e quando
invece ci penalizza: il confine tra un’ambizione sana e una tossica è labile.
31 maggio 2026 – Chiara Guzzonato
I social ci bombardano giornalmente di messaggi in cui ci spingono a dare il massimo, a volere di
più, a non accontentarci di ciò che abbiamo: ma quanto è giusto essere ambiziosi? C’è un limite che
non è il caso di superare, oppure dobbiamo spingere i nostri desideri al massimo?
Secondo quanto scoperto da uno studio pubblicato su Physical Review E, il livello corretto di
ambizione è appena sopra la media.
Ambiziosi ma non troppo
I risultati derivano da un modello matematico, che gli autori hanno utilizzato per trovare la
migliore strategia in vari ambiti (lavorativo, sentimentale, politico): a ogni step, il ricercatore
decideva se fermarsi, accontentandosi dell’obiettivo che aveva raggiunto, o proseguire per
raggiungere mete più ambiziose.
Gli autori ottenevano i risultati migliori in media quando adottavano un livello di ambizione
leggermente sopra la media, ma non eccessivamente elevato.
Sorprendentemente, fissare le proprie aspettative troppo alte faceva ottenere risultati peggiori
rispetto a fissarle troppo basse.
Rischio e ambizione: un occhio ai risultati
Per stabilire il livello ideale di ambizione, è necessario anche tenere conto dei possibili
risultati: quando gli esiti sono incerti o probabilmente negativi (per esempio in politica
economica, dove le recessioni tendono a essere peggiori dei momenti di prosperità), conviene essere
più ambiziosi rispetto alla media, evitando però rischi inutili.
Al contrario, in ambiti come l’imprenditoria, dove poche startup di successo (i cosiddetti
“unicorni”) alzano la media in modo artificioso, puntare troppo in alto rispetto a quella media
gonfiata si rivela controproducente.
Non guardare chi (forse) ha più successo di te
Un altro elemento importante che emerge dallo studio è l’importanza di non confrontarsi con chi
sembra fare meglio di noi. Farlo è controproducente, fa calare le prestazioni e ci fa sentire
costantemente insoddisfatti, facendoci sfuggire traguardi raggiungibili.
«È bello lasciarsi ispirare dai successi altrui, ma concentrarsi solo sui nostri pari di maggior
successo distorce la percezione di ciò che è realmente raggiungibile», afferma Ryan Langendorf, uno
degli autori, che ci ricorda inoltre che non sempre ciò che vediamo corrisponde alla realtà,
soprattutto se è veicolato dai social media, dove post e reel non sono altro che una «versione
curata e selezionata della realtà».
journals.aps.org/pre/accepted/10.1103/dfw8-vhjk
da focus.it

Lascia un commento