Elisir Divino – di Swami Shivananda – Parte decima, e fine

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L’ULTIMA OPERA DI GURUDEV SRI SWAMI SHIVANANDA

< ELISIR DIVINO >

pubblicazione di “The Divine Life Society” P.O. SHIVANANDANAGAR – 249 192 Distretto Tehri-Garhwall,
U.P., Himalaya, India

-Parte decima, e fine –

CAPITOLO DECIMO

1. Come la droga fa sì che l’uomo entri in un sonno profondo, così le comodità e una vita lussuosa
drogano la divinità che è nell’uomo e lo fanno sprofondare nel sonno dell’ignoranza.

2. Ritirati in solitudine. Annulla tutte le tue percezioni e conoscenze. Abbandonale una ad una.
Trascendile. Realizzerai il Sé.

3. La mera conoscenza teorica della musica non ti rende musicista. Così anche la mera conoscenza
teorica del Sé non ti rende un’anima realizzata.

4. L’Atman, o il sé è lì sempre. Come le cose in una stanza, invisibili nell’oscurità diventano
visibili nel momento in cui si accende la luce, così il Sé rimane nascosto a causa dell’oscurità
dell’ignoranza, e diventa visibile quando si accende la luce della saggezza.

5. Si raggiunge la realizzazione del sé non con l’attività intellettuale, ma con la cessazione di
tutte le modificazioni mentali.

6. Cercare di realizzare il sé con uno sforzo intellettuale è come cercare di calpestare col proprio
piede l’ombra proiettata dalla propria testa.

7. Gli oggetti sono solo immagini riflesse nell’eterna coscienza suprema.

8. Con una mente perfettamente calma, se riesci a diventare consapevole dell’intervallo tra due
percezioni puoi intravedere la pura coscienza.

9.Impedisci alla tua mente di proiettarsi all’esterno, diventa calmo e osservala. Riuscirai a
raggiungere la realizzazione di Dio.

10. Lo stato che, come un filo in una ghirlanda di fiori, passa attraverso i tre stadi di veglia,
sogno e sonno profondo è il vero sé.

11. Come i raggi del sole, benché invisibili, sono capaci di illuminare gli oggetti, così la
Coscienza, benché invisibile, illumina ogni cosa.

12. Se la beatitudine che sperimenti in meditazione con gli occhi chiusi scompare quando riapri gli
occhi, sappi che quella che hai sperimentato non è perfetta beatitudine. La perfetta beatitudine è
incondizionata.

13. Il passeggero stato di beatitudine che sperimenti durante la meditazione è dovuto al riflesso
del sé attraverso Anandamaya Kosha.

14. Dal grembo della devozione nasce il bimbo della saggezza.

15. Il fondamento della religione è il Dharma. Il fondamento della saggezza è il discernimento. Il
fondamento della devozione è la fede. Il fondamento dello yoga è yama, o autocontrollo.

16. Come noi esistiamo durante il sogno e sopravviviamo ad esso, così anche il Signore esiste
durante la creazione e sopravvive dopo la dissoluzione.

17. La creazione è come un quadro dipinto sulla tela della pura coscienza o come un’immagine
riflessa sulla superficie dello specchio della pura coscienza.

18. Come le immagini riflesse non hanno alcuna esistenza al di fuori dello specchio, così l’universo
non ha esistenza al di fuori del fattore cognitivo, cioè della mente.

19. Dal momento che la conoscenza assoluta è infinita, la creazione non può essere al di fuori di
essa.

20. L’oblio di sé, o la dimenticanza del proprio puro sé, è puro suicidio.

21. L’essenza del vedanta è la realizzazione del sé. L’essenza dello yoga unione con Dio. L’essenza
della Bhakti è comunione con il Signore.

22. L’essenza del Kundalini Yoga è l’unione della Sakti con il Signore Shiva.

23. Come lo specchio non è condizionato dai differenti oggetti riflessi in esso, così anche la
coscienza assoluta rimane sempre uguale a se stessa nonostante la molteplicità della creazione.

24. Se l’uomo vuole vedere lo spazio in cui si muovono gli oggetti, egli deve solo distogliere lo
sguardo da essi. Allo stesso modo, se si distoglie l’attenzione della mente dai pensieri che
passano, il sé si manifesterà.

25. Uno specchio riflette sia gli oggetti che lo spazio davanti a sé. Ma dal momento in cui lo
specchio sarà ricoperto di catrame, non rifletterà più, né gli oggetti né lo spazio. Allo stesso
modo, nel sonno profondo, poiché lo specchio-mente è ricoperto del nero catrame dell’ignoranza, non
è consapevole degli oggetti o pura coscienza.

26. Ogni momento dello stato di veglia libero dai pensieri è uno stato di Samadhi. Passa inosservato
poiché dura solo una frazione di secondo.

27. Il mondo è Dio limitato dalla mente.

28. Vivi per morire è il motto dell’uomo mondano. Muori per vivere è il motto dell’aspirante.

29. Come i raggi provengono dal sole, le scintille dal fuoco, le onde dall’oceano, così i Jiva, o
anime individuali, provengono dal para brahman o assoluto.

30. Come si possono vedere i germi più minuti e le cellule sanguigne attraverso lo strumento del
microscopio, così si può vedere il sé o Atman attraverso lo strumento del puro intelletto.

31. L’orgoglio è un peccato. Identificazione con il corpo è un peccato. L’egoismo è un peccato.
L’ignoranza è il più grande di tutti i peccati.

32. Il dubbio è un peccato. La dimenticanza di Dio è morte.

33. La saggezza del sé è il frutto maturo del meraviglioso fiore della virtù.

34. Dio si rivela in modi diversi ai diversi devoti, a seconda del loro grado di evoluzione e
aspirazione.

35. Quando la bestia dell’uomo perisce, il Dio nell’uomo si manifesta.

36. La legge universale non fa mai favoritismi. Tratta ognuno come merita di essere trattato.

37. La gioia eterna risiede nella fortezza dell’altruismo.

38. Giustizia, umiltà e compassione sono le virtù fondamentali dell’uomo.

39. Dio è tempo. Il tempo è Dio.

40. E’ meglio patire la solitudine che essere in cattiva compagnia.

41. La coscienza è il fuoco divino che ti brucia quando compi una azione sbagliata.

42. La preghiera è il ponte mistico che unisce l’uomo a Dio.

43. Aham Chit. Tvam Chit. Jagat Chit. Io sono assoluta coscienza. Tu sei assoluta coscienza. Questo
mondo è assoluta coscienza.

44. Nessuno può attraversare la vita senza compiere degli errori. Non rimuginare sull’errore;
pentiti per esso, e poi dimenticalo, ma ricorda l’esperienza acquisita.

45. Carità è amore.

46. Il corpo e la mente sono governati dalla legge.

47. Non c’è né preordinazione né sforzo. Dio fa tutto, ma l’uomo a causa del suo egoismo crede di
essere lui stesso ad agire.

48. Se sarai perfettamente libero dai desideri e dall’egoismo non incorrerai di nuovo nella nascita
e nella vecchiaia.

49. Jivanmukta è colui che riposa nel proprio Satchidananda Atman.

50. Io sono sempre colui che conosce, il soggetto conoscente. Non posso mai diventare un oggetto.

51. Atman è sempre colui che conosce. Non può mai diventare l’oggetto della percezione, in quanto è
estremamente sottile e infinito.

52. Dimentica e ricorda. Dimentica il corpo. Ricorda “Io sono l’anima immortale omnipervadente”.

53. Ricorda. Ricorda Dio. Questo è tutto. Non c’è nulla da aggiungere.

54. Tutto è dolore qui. Tutto è impermanente. Tutto è non sé. Perciò cerca il sé, il permanente e
l’eternamente beato.

55. Chi si accontenta ed è calmo, è felice.

56. La felicità viene dal di dentro. Non può venire dall’esterno.

57. La felicità è nel proprio sé, e non negli oggetti.

58. La felicità giunge quando l’individuo si unisce a Dio.

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