Effetto Mozart da Allegroassai.it

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L’effetto Mozart

Allegroassai.it

Lo scetticismo in questo campo è di rigore. Molti studiosi, subito dopo la pubblicazione
dell’articolo ´Music and spatial task performance´ (Raucher et all., Nature 1993), che dimostrava
gli effetti benefici della Sonata K 448 sulle capacità di elaborazione della percezione, espressero
forti dubbi. Alcuni sostennero che l´effetto benefico diretto (che peraltro durava non più di 15
minuti) fosse legato soltanto al piacere dell´ascolto, e dipendesse dall´apprezzamento del pezzo e
dalla sensazione di rilassamento che sorge in seguito a una qualsiasi esperienza piacevole. Ma gli
autori dell´articolo rilanciarono, e dimostrarono che l´effetto era prodotto anche in gruppi di topi
le cui madri erano state sottoposte durante la gravidanza all´ascolto della sonata miracolosa.

Recentemente il prof. J.S. Jenkins dell´Università di Londra, nel Journal of the Royal Society of
Medicine di aprile, ha ribadito le conclusioni dello studio del 1993. Jenkins crede che l´effetto
possa in parte dipendere dalla maniera in cui la musica e la percezione delle immagini nello spazio
sono elaborate dal cervello. Parrebbe che l´ascolto della musica attivi in particolare proprio
quelle aree cerebrali che sono coinvolte nella percezione spaziale. Certo, questo non basta a
spiegare perché, sempre secondo gli stessi esperimenti, l´effetto della Sonata K 448 non si ottiene
per nulla con la musica minimalista di Philip Glass, né con la musica pop. Misteri del cervello – di
uomini e topi.
Sempre la stessa taumaturgica sonata K 448 si sarebbe recentemente dimostrata in grado di ridurre
l´attività epilettica. Gli effetti sarebbero stati registrati specialmente nei casi gravi quali
l´epilessia infantile incurabile detta sindrome di Lennox-Gastaut.

Ma in cosa risiederebbe la specificità di questo indiscusso capolavoro, che l´esperto mozartiano
Alfred Einstein definì ´una delle più profonde e mature composizioni di Mozart´? Questo non è ancora
chiaro. Peraltro anche altre composizioni di Mozart e di Bach sembrano produrre lo stesso effetto.
Alcuni hanno individuato la prevalenza in Mozart di tonalità che comportano l´insistenza su certe
note (in particolare Sol5) particolarmente efficaci, altri hanno sottolineato la tendenza mozartiana
alla periodicità a lungo termine, alla ripetizione di macrostrutture.

L´articolo di J.S. Jenkins si trova all´indirizzo: www.rsm.ac.uk/new/pr85.htm.
Per chi vuole scaricare la sonata K448
in RealAudio: www.musical-expressions.com/classical_music.htm.

Approfondimento sul sito www.sublimen.com

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