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Diventare Vegetariani: come superare le resistenze psicologiche

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Diventare Vegetariani: come superare le resistenze psicologiche

Fonte: “Idea Vegetariana”, rivista dell’AVI di apr. 2002

di Ciro Aurigemma

Oggi molti si stanno avvicinando all’alimentazione
vegetariana con motivazioni diverse. Ciò è avvenuto in
particolare in seguito all’allarme suscitato dal morbo
della ‘mucca pazza'(BSE) con diminuzione notevole dei
consumi di carne. Tuttavia già da tempo vi erano stati
altri motivi di preoccupazione per varie forme di
inquinamento dovute all’uso di svariate sostanze chimiche
nell’ allevamento animale, alla manipolazione genetica, ecc.

Come spiega molto bene l’economista americano Jeremy
Rifkin, autore di saggi di successo sul lavoro, le
biotecnologie, internet, nel suo ultimo libro “Ecocidio”-
ascesa e caduta della cultura della carne – si assiste alla
crisi del mondo occidentale e della sua cultura predatoria
che tra l’altro provoca enormi sprechi di cereali , usati
nell’alimentazione animale e inoltre problemi alimentari di
obesità, malattie cardiocircolatorie, tumori, ecc tra la
gente, trascurando che gran parte della popolazione
mondiale soffre la fame o comunque non può nutrirsi a
sufficienza, con i problemi sociali e culturali che questa
disattenzione comporta, come tutti vediamo in questi giorni
drammatici sotto forma di vendetta, invidia, odio, verso
l’occidente ( che si definisce cristiano.), di cui sono
colpiti i simboli del potere. Tuttavia non è sufficiente
sapere questo per diventare vegetariani da un giorno
all’altro!

Come psicologo vegetariano e studioso delle funzioni del
cervello vorrei dare un contributo a chi volesse
avvicinarsi a questo cambiamento di alimentazione e di
stile di vita. Anzitutto lo si dovrebbe fare per proprie
motivazioni e dopo una presa di coscienza di questi
problemi, nonché della sofferenza degli animali, che spesso
è poco conosciuta e considerata dai consumatori in quanto
poco si sa dell’allevamento, del trasporto, della
macellazione, delle sperimentazioni a cui gli animali sono
sottoposti e che se visti direttamente farebbero
rabbrividire molti di noi.Dovremmo quindi prendere
coscienza più profondamente di tutto questo per trovare la
motivazione giusta che non sia solo dovuta alla paura o al
dubbio, chi ha dei dubbi dovrebbe chiedersi allora: ” è
giusto mangiare carne e pesce ? e inoltre: “sono veramente
alimenti così essenziali e benefici come si sente dire da
molti medici ?” Non datevi risposte veloci ma lasciate solo
agire queste domande su di voi, ciò provoca la ricerca di
risposte giuste nel cervello.

Infatti da recenti studi sugli emisferi destro e sinistro
del cervello (Trimarchi 82) si viene a conoscenza che
l’emisfero sinistro è veloce e schematico nella risposta in
quanto deve servire a reagire a situazioni di necessità
pratica e di pericolo, viceversa l’ emisfero destro è più
lento, ma percepisce obiettivamente e precisamente la
realtà e cerca sempre soluzioni più creative e flessibili
alle situazioni che ci troviamo davanti che sono sempre
diverse una dall’altra. La sofferenza se forte non trova
risposte nell’emisfero sinistro, che è veloce ma rigido e
che attinge a schemi memorizzati in passato e li difende.
Ciò permette di dare spesso più spazio all’emisfero destro
che non ha sviluppato il linguaggio verbale come il
sinistro ma dà il suo apporto con la riflessione,
l’intuizione, le immagini, le sensazioni, le emozioni, i
sogni, che avvengono con tempi più lunghi e con calma e
precedono le risposte più originali e profonde. Ora chi
sente giusto lasciare la carne e il pesce dovrebbe prendere
questo come un obiettivo da raggiungere con gradualità in
quanto a seconda di quanto tempo e con quanta frequenza e
piacere è stata assunta la carne dall’organismo ci si
abituati e non si dovrebbe abbandonare tutto in una volta
per non avere problemi di salute dovuti a difficoltà di
assorbire le sostanze di chi si ha bisogno da altri
alimenti o anche problemi psicologici per staccarsi dai
sapori abituali reprimendo i desideri.

Importante è la decisione libera da pressioni altrui poiché
questa potrebbe provocare un rigetto e un ritorno sui propri
passi non essendo profonda e meditata. La decisione e i
programmi avvengono nei lobi frontali del cervello che sono
liberi dai condizionamenti, cioè piaceri o dispiaceri legati
a certe situazioni o stimoli a causa delle esperienze fatte
in passato che tendono a ripetersi automaticamente se non
frenati dalla volontà cosciente e determinata, con la
giusta motivazione e con obiettivi utili. La valutazione
della realtà oggettiva in base a informazioni fisiologiche
e scientifiche permette di prendere queste decisioni e
ripeterle nuovamente superando i vecchi programmi nel
cervello e sostituendoli con quelli nuovi riconosciuti come
giusti e utili. Non si agisce così né per imitazione di
modelli né per opposizione a questi, ma attraverso la
valutazione e la decisione cosciente e poi la
sperimentazione su di sé che dà la riprova di come ci si
sente e di ciò che è bene per noi. Il rispetto dei tempi
fisiologici di disintossicazione, abituazione e
decondizionamento dell’organismo permette pure di evitare
il ‘fanatismo alimentare’, nonché il giudizio verso chi la
mangia ancora con piacere, sviluppando altresì comprensione
avendo impiegato tempo e impegno per riuscire a superare le
vecchie abitudini.

Ciò inoltre previene disturbi psicosomatici dovuti alla
repressione che possono andare dall’ansia con eventuali
manifestazioni somatiche, al dimagrimento, ai desideri
compensatori di altre cose, al nervosismo, ecc. fino a
carenze di minerali, vitamine, ecc. sostanze necessarie
anche al sistema nervoso. Vanno acquisite quindi prima
informazioni di base sulla fisiologia e l’alimentazione
vegetariana anche minime per poter fare il passaggio senza
troppi intellettualismi ma neppure troppa superficialità o
tendenza a seguire le mode.partendo da ciò che riconosciamo
già vero e approfondendo ciò che ci incuriosisce e che ci
manca per non commettere errori. Vi sono infatti specifiche
indicazioni per chi cambia dieta per evitare carenze e dare
all’organismo l’aiuto necessario. (vedere in proposito la
bibliografia dell’AVI).

In base all’integrazione tra studi antropologici su tutti i
popoli e neurofisiologici sulle funzioni superiori del
cervello risulta che l’Io cosciente della persona si
sviluppa nella presa di coscienza di ciò che è giusto e
utile e si basa su valori universali presenti in tutti gli
uomini di qualunque religione o idea politica o filosofica
siano: libertà, amore e rispetto del valore della vita in
sé e della dignità di ogni essere vivente, senso di
giustizia, ricerca di equilibrio con le leggi naturali.

Il risultato positivo del tentativo di diventare
vegetariani in modo stabile si ottiene se si hanno
pazienza, perseveranza, e conoscenze adeguate ma anche con
l’aiuto di chi ha già fatto il percorso o lo sta facendo e
i tempi e i modi variano da persona a persona.

Approfondimento sul sito www.sublimen.com

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