CULTURA, STORIA E SOCIETÀ 4

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CULTURA, STORIA E SOCIETÀ 4

da “Enciclopedia olistica”

di Nitamo Federico Montecucco ed Enrico Cheli

ECONOMIA

CYBERCULTURA

Caos e Cibercultura
di Timothy Leary

Caos e Cibercultura, scritto dal profeta ultrasettantenne della controcultura Timothy Leary, ora
entusiasta della cibercultura, illustra il nuovo mondo, con interventi di personaggi e interpreti
che hanno animato l’immaginario degli ultimi trent’anni: William Burroughs, Allen Ginsberg, William
Gibson, Susan Sarandon. Caos e Cibercultura presenta una visione, attraverso gli occhi di Timothy
Leary, dell’emergere di un nuovo umanesimo che pone l’accento sul mettere in discussione
l’autorita’, sul pensiero indipendente, sulla creativita’ individuale e sul potere che le persone
hanno acquisito tramite i computer e altre tecnologie. L’opera piu’ importante di Leary dopo gli
anni ’60.

La Filosofia eterna del Caos

Da diverse migliaia di anni ormai, sembra evidente che la natura fondamentale dell’universo sia
quella di una complessita’ estrema e di un disordine inesplicabile; quella cosa misteriosa,
intricata e magnifica generalmente nota come il Caos. I poetici Indu’ credevano che l’universo fosse
una danza sognante di illusioni (maya). I Buddisti, paradossali e psicologici, parlavano di un vuoto
troppo complesso – forse mille miliardi di volte troppo complesso – perche’ ne potesse afferrare il
significato il sistema di elaborazione delle parole (o mente) umano, fermo al livello A-B-C-1-2-3.
Lao-tzu, poeta e filosofo cinese, ci ricorda in modo quasi beffardo come il Tao cambi perpetuamente
le proprie complessità alla velocita’ della luce, elusivo e inaccessibile per le nostre dita che
laboriosamente digitano caratteri sulle nostre tastiere alfanumeriche e ai nostri sistemi operativi
mentali. Socrate, orgoglioso e autonomo democratico ateniese spiffero’ il pericoloso segreto suo
malgrado quando disse, “Il segreto dell’umana vita consiste nel conoscere se stessi.” E’ questa
senz’altro la T-shirt piu’ sovversiva sbandierata nel corso dei secoli dagli umanisti, e’
l’autoadesivo piu’ eclatante affisso sulle loro neuro-auto-mobili. Il pensiero individualista e’ il
peccato originale delle bibbie giudeo-cristiano-islamiche. Sabota i tentativi delle autorita’ di
mettere ordine nel Caos. La prima regola di ogni sistema di legge-e-ordine e’ quella di
trivializzare-demonizzare i pericolosi concetti del Se’, degli Scopi individuali e del Sapere
personale.

Pensare per se’ e’ eretico, tradimento, blasfemo. Solo i diavoli e i satana lo fanno. Il pensiero
creativo, commesso ad alta voce, e’ reato capitale. Per varie centinaia di dissenzienti protestanti
questa fu dura realta’ durante le Inquisizioni, per non parlare dei roghi di streghe organizzati dai
Protestanti una volta arrivati alla stanza dei bottoni del reparto Controllo Caos. Tutto era molto
semplice per i controllori di legge-e-ordine. Ci sono gli dei e le dee immortali lassu’ nella
comunita’ elite di Viale Olimpo. Poi, ci siamo noialtri mortali privi di significato che lavoriamo
quaggiu’ nelle pianure dove gli affitti sono bassi. Il concetto dell’individuo dotato della
capacita’ di scegliere, e di identita’, sembrava follia totale, l’incubo piu’ assoluto non solo per
i burocrati autoritari ma anche per i liberal dotati di senso comune. Il Caos va controllato! Il
sistema standard per ammansire e per addomesticare l’impossibile complessita’ che ci circonda
consiste nell’inventare un po’ di dei sullo stile della “fatina dei denti”, piu’ infantili sono e
meglio e’, e nell’imporre un po’ di regole infantili: onora la madre e il padre, eccetera.

Le regole sono semplici e logiche. Ubbidisci passivamente. Preghi. Ti sacrifichi. Lavori. Credi. E
poi, sia lodata la Noia, che non ci siano nozioni terrorizzanti di individui che vanno in giro in
questo universo privo di significato e di ordine alla ricerca di un modo di creare per se’ un se’
individuale.

Ingegneria del caos

Forse i primi ingegneri del Caos furono i saggi Indu’ che studiarono un modo di far funzionare il
cervello denominato yoga. Furono i Buddisti a produrre uno dei grandi manuali pratici per operare
con il cervello: Il libro tibetano dei Morti. I Taoisti cinesi hanno sviluppato l’insegnamento del
lasciarsi andare con il flusso senza aggrapparsi a strutture di idee ma lasciandosi cambiare ed
evolvere. Il messaggio fu: Siate calmi. Niente panico. Il Caos e’ bene. Il Caos crea possibilita’
infinite. La matta idea socratica del fai-da-te (FDT), che ha creato la democrazia moderna, era una
versione ateniese, furba e sensata dello yoga di Induisti, Buddisti e Taoisti. E vi ricordate dove
sono arrivati India, Tibet e Cina con queste scemenze? Know-where! L’idea piu’ pericolosa e’ quella
folle e socratica, da megalomani, del SAPERE! che osa definire come pensatore il servo-essere umano.
Impudenza oltraggiosa. Incoraggiare lo schiavo a diventare filosofo! Il servo della gleba che cerca
di essere psicologo! Potenzialmente un saggio di yoga.

Questa eresia precorre il motivo per cui in seguito gli evoluzionisti atei come Linneo e Darwin
definirono la nostra specie di superscimpanze’ come Femina (Homo) sapiens sapiens.

Il caos esterno

Per secoli esistette un tabù fanatico contro la comprensione scientifica. Per quale motivo? Per
paura del Caos. I fatti riguardanti il nostro (apparentemente) insignificante ruolo nella danza
galattica offendono i fanatici del controllo a tal punto che tentano, con tanta virilita’, con tanta
diligenza e serieta’, di gestire il Caos, che vietano ogni tentativo intelligente di lanciare lo
sguardo la’ fuori e di comprendere la gloriosa complessita’. In un certo periodo, gli strumenti per
l’alterazione della coscienza quali il microscopio e il telescopio erano criminalizzati per gli
stessi identici motivi per i quali, in tempi successivi, vennero messe al bando le piante
psichedeliche. Ci consentivano di scrutare pezzetti e zone del Caos. Galileo fini’ in castigo e
Giordano Bruno in fumo, per aver dimostrato che il sole non girava intorno alla Terra. I caosofobi
religiosi e politici, per loro natura, vogliono un simpatico, ordinato e comodo universo che avvolga
loro in un caldo abbraccio. Nel corso dell’ultimo secolo la scienza ha prodotto estensioni del
sensorio umano che specificano il carattere realmente sbalorditivo delle realta’ in cui abitiamo.
L’astronomia stellare descrive la fantastica molteplicita’ dell’universo. Cento miliardi di
microscopici sistemi stellari nella nostra galassia; cento miliardi di galassie nel nostro
microscopico universo.

Il caos interno

Negli ultimi decenni del Secolo XX gli scienziati cominciarono a studiare la complessita’ esistente
all’interno del cervello umano. Che Caos! Si scopre cose’ che il cervello altro non e’ che una rete
galattica composta da cento miliardi di neuroni, ciascuno dei quali e’ un sistema informatico
complesso quanto un computer molto grande, o mainframe. Ciascuno dei neuroni e’ in collegamento con
altri diecimila suoi simili; ognuno di noi e’ dotato di un universo di neurocomplessita’ che e’
imperscrutabile per le nostre menti alfanumeriche. Questa potenza cerebrale e’ allo stesso tempo il
segno piu’ umiliante della nostra ignoranza attuale ma, una volta che avremo cominciato a imparare a
far funzionare il nostro cervello, anche la prospettiva piu’ entusiasmante della nostra divinita’.

Umanesimo: il piano di gioco del navigatore

La teoria del Caos ci consente di apprezzare la nostra missione: comprendere, godere, celebrare il
carattere gioioso dell’universo, compresi i paradossi totalmente pazzi esistenti all’interno del
nostro cervello. L’attivazione del cosiddetto cervello destro elimina uno degli ultimi tabu’ che si
oppongono alla comprensione del Caos e fornisce alla filosofia dell’umanesimo una base scientifica
pratica e immediata, che ci incoraggia a unirci ad altri per progettare insieme le nostre versioni
personali del Caos.

Negli ultimi mesi mi ha ossessionato l’estrema complessita’ di ogni cosa. Non sappiamo chi, perche’,
dove, che cosa ne’ quando noi siamo. Che spaventincubo! Siamo agenti speciali, ignoranti e alienati,
inviati in missione senza ordini. La mia entusiasmante incomprensione del Gran Disordine, del Caos,
e’ naturalmente dovuta ai tre sintomi di senilita’ che ho studiato con la dovuta diligenza:

La perdita della memoria a breve termine significa che ti dimentichi che cosa sta accadendo
esattamente e di perche’ sei qui.

L’aumento della memoria a lungo termine ti offre l’ambigua prospettiva delle soluzioni piu’ strane
che le nostre culture abbiano scoperto per spiegare il Mistero.

Temi di questo libro: progettare il caos e foggiare il disordine personale: Sugli schermi – Con
strumenti cibernetici – In prospettive controculturali – Con sostanze chimiche informazionali
(droghe del Caos) – Deliziandosi in ciberotica – Come artisti guerriglieri che esplorano le
alternative di de-animazione – Facendo surf sulle onde della follia millennale per intravedere le
gloriose selvagge impossibilita’ e improbabilita’ del secolo a venire. Godetevelo! E’ nostro per
giocare!

Firmato, con amore, Timothy Leary

Da poco Tim ha la sua home page a www.leary.com/. Qui si puo’ visitare la sua casa, parlare
con gli altri ospiti e conoscere i suoi scritti. Il sito e’ in fase di costruzione.

Andando su www.urra.it/174.html si trovera’ la copertina e l’indice di “Caos e Cibercultura”
con una serie di puntatori a brani del libro. All’URL www.urra.it/174b.html c’e’ la
prefazione di “Caos e Cibercultura” e gli stessi puntatori ai brani del libro, senza la copertina
per chi non vuole attendere il grafico. Una recensione del Manifesto si trova all’URL
www.urra.it/recenur.html#leary.

Cyberpersona

di Thimothy Leary

…Gli individui sicuri di sé della razza Cyber sono stati chiamati mavericks, ronin, free-lancers,
indipendenti, anticonformisti, strambi, combina guai, pazzoidi, visionari, iconoclasti, ribelli,
sognatori a occhi aperti, solitari. Le organizzazioni religiose li hanno sempre chiamati eretici. I
burocrati li chiamano dissidenti sovversivi, traditori o peggio. Ai vecchi tempi persino gente
normale e di buon senso li chiamava pazzi. Durante le fasi tribali, feudali, industriali
dell’evoluzione umana, i connotati logici per la sopravvivenza erano conformismo e affidabilità…
Nella civiltà informativa – comunicativa del ventesimo secolo, la creatività e l’eccellenza mentale
divengono la normale etica. Il mondo è diventato troppo dinamico, complesso e diversificato perché
stabilità di pensiero e affidabilità di comportamento abbiano successo Oggi la “brava persona” è
quella intelligente che può pensare di testa sua. La “persona problematica” nella società
cibernetica del ventunesimo secolo è quella che obbedisce automaticamente, che non contraddice
1’autorità, che agisce per proteggere il suo stato ufficiale.

La parola Cyberpersona o Cybernauta ci riporta al senso originale di pilota e rimette in
circolazione la persona autosufficiente. Le parole Cyberpersona, Cybernauta e il termine più pop
Cyberpunk si riferiscono alla personalizzazione (e quindi popolarizzazione) di tecnologie del sapere
e dell’informazione.

Un pensare innovativo da parte dell’individuo… Individuo abile e pieno di risorse che ha accesso e
manovra la tecnologia del sapere e della comunicazione verso i suoi fini privati. Per piacere
personale, profitto o crescita. Tutti quelli che confezionano coraggiosamente e manovrano le idee
laddove i pensieri non sono mai andati prima.

…Cyber significa pilota. Una Cyberpersona è una che pilota la sua vita. Per definizione, la
Cyberpersona é affascinata dalle informazioni per naviganti – specialmente mappe, tracciati,
etichette, guide, manuali, che aiutano a pilotarsi attraverso la vita. La Cyberpersona cerca
continuamente teorie, modelli, paradigmi, metafore, immagini, icone che aiutano a tracciare e
definire la realtà che abitiamo. Cybertech si riferisce agli strumenti, apparecchiature e
metodologie del sapere e del

comunicare. Linguistica, filosofia, semantica, semiotica, epistemologia pratica. Parole, icone,
matite, torchi, schermi, tastiere, computer, dischetti.

Dopo le fasi larvali di sottomissione al potenziale genetico, lo stadio maturo del ciclo vitale
umano è l’individuo che pensa di testa sua.

Da internet sono arrivati i meme!

a cura di Alfredo Passeri . E-mail: apasseri@attmihq.italy.attgis.com

“Un idea è qualcosa che tu hai, un ideologia è qualcosa che ti ha.” Morris Berman

I meme sono una delle innumerevoli grandi invenzioni che si trovano su Internet. Sono un modo di
comprendere la natura della mente e dei condizionamenti a cui tutti siamo costantemente sottoposti.
Un meme (pronunciato miim) è una idea che si replica infettando come un parassita le menti umane
(alterandone il comportamento) ed inducendole a propagare il meme (allo stesso modo in cui un virus
si riproduce “dirottando” il DNA di un batterio). Al contrario del virus, che è codificato nelle
molecole del DNA, il meme non è niente altro che un insieme ordinato (pattern) di informazioni
evoluto in una forma che induce la gente a ripetere questo insieme di informazioni.

Slogan individuali, idee, frasi di moda, melodie, icone, invenzioni, mode, strutture della psiche
individuale e collettiva sono tipici meme. Se un meme possa essere considerato una vera forma di
vita o no è un argomento dibattuto, ma questo è irrilevante: essi si comportano in un modo simile ad
una forma di vita permettendoci di combinare le tecniche analitiche di epidemologia , scienza della
evoluzione, immonulogia, linguistica, semiotica in un sistema estremamente efficace conosciuto come
“memetica”. Piuttosto che discutere la “verità” o “falsità” di una idea, la memetica si preoccupa
principalmente sul capire COME quella idea stessa possa replicarsi. La memetica è vitale per capire
i culti, le ideologie, le campagne di marketing di tutti i tipi e fornisce la migliore immunità da
pericolosi contagi di informazioni. Il lettore neofita, per esempio, dovrebbe essere cosciente che è
appena stato infettato con un meta-meme, il meme che riguarda i meme. Questo che segue è un breve
dizionario dei termini che si può dimostrare utile nello studio della memetica.

Dizionario memetico:

Meme: un insieme contagioso di informazioni che si replica infettando o “parassitando” le menti
umane alterandone il comportamento e causando la propagazione dell’insieme (termine coniato da
Dawkins, per analogia con gene). Slogan individuali, frasi di moda, melodie, icone, invenzioni e
mode sono tipici meme. Un’ idea o un insieme di informazioni non è un meme a meno che non forzi
qualcuno a replicarlo e ripeterlo a qualcun altro. Tutta la conoscenza trasmessa è memetica . Notare
che un meme non riflette necessariamente la “verità” per essere di successo. La replicazione
memetica dipende più dall’ attrattiva della struttura logica del meme che dalla sua completa verità
. Esempi : – Di tutto di più – Un attimino – Un caffè è un piacere, se non è buono che piacere è –
Nuovo ? No , lavato con … – Cacao Meravigliao – etc. etc.

Memetico: chi studia la memetica , un ingegnere memetico.

Memetica: lo studio dei meme e dei suoi effetti sociali

Ospite: una persona che è stata infettata da un meme con successo: chiamato anche portatore ( non
tutti i portatori sono memoidi).

Infezione: Attaccamento (con successo) di un meme nella memoria di un essere umano. Una infezione
memetica può essere attiva o inattiva. È inattivo se l’ospite non si sente incline a trasmettere il
meme ad altre persone. Una infezione attiva causa all’ospite la voglia di infettarne altri. Ospiti
attivi fanatici sono membots o memoidi. Una persona che si è esposta ad un meme ma che non lo
ricorda (consciamente o in altro modo) non è infetto (un ospite può essere infetto inconsciamente e
persino trasmettere un meme senza una consapevolezza cosciente del fatto. Molte norme sociali sono
trasmesse in questo modo). Alcuni memetici hanno usato l’infezione come un sinonimo di credenza
(solo i credenti sono infetti, i non credenti no) Comunque questo uso ignora il fatto che la gente
spesso trasmette meme “a cui non credono”. Canzoni,barzellette e fantasie sono meme che non si
basano sulla credenza per la strategia dell’infezione.

Strategia dell’infezione: qualsiasi infezione strategica che incoraggia l’infezione di un ospite.
Comuni strategie dell’infezione sono “sentirsi vittime di una situazione”, “paura della morte”,
“senso della comunità”. In un complesso di meme l’esca racchiude la strategia dell’ infezione: le
barzellette incoraggiano l’infezione essendo umoristiche, le canzoni evocando varie emozioni, gli
slogans e frasi di moda essendo concisi e continuamente ripetuti (vedi strategia della replicazione,
mimicry)

Complesso di meme : un insieme di meme che si assistono mutuamente e che si sono co-evoluti in
relazione simbiotica. Dogmi politici e religiosi, movimenti sociali, stili artistici, tradizioni e
costumi, catena di “Sant’Antonio”, paradigmi, linguaggi sono dei tipici complessi di meme. Tipi di
co-meme comunemente trovati in uno schema sono l’esca, l’uncino, la minaccia, il vaccino. Uno schema
di successo possiede comunemente i seguenti attributi: 1) scopo( obbiettivo finale) 2) opportunità
per il portatore di partecipare e contribuire; 3) convinzione della propria verità autoevidente
(Autorità); 4) allontanamento del terrore dell’ignoto offrendo ordine e senso.

Uncino: la parte del complesso di meme che stimola la replicazione; il gancio è spesso più
efficiente quando non è una affermazione esplicita ma una logica consequenza del contenuto del meme
(vedi esca, minaccia).

Esca: la parte del complesso di meme che promette di essere benefica all’ospite ( usualmente in
cambio vuole la sua replicazione). L’esca usualmente giustifica, ma non pretende esplicitamente la
replica. Chiamato anche co-meme ricompensante. In molte religione, l’esca è “La Salvezza”, o la
ricompensa promessa, la remissione dei peccati, il Paradiso. Altri comuni co-meme sono : beatitudine
eterna, sicurezza, prosperità, libertà (vedi anche uncino, strategia dell’infezione).

Minaccia : la parte del complesso di meme che incoraggia l’adesione ma non incoraggia la
replicazione errata (dannazione all’inferno è la minaccia co-meme in molti schemi religiosi).

Auto-tossico: pericoloso per se stesso. Meme altamente tossici sono solitamente auto-limitanti in
quanto essi stessi promuovono la distruzione dei propri ospiti ( ad esempio : qualsiasi complesso di
meme di indottrinamento militare, qualsiasi meme del martirio).

Esotossico : pericoloso per gli altri. Meme altamente esotossici promuovono la distruzione di altre
persone che non siano i loro ospiti, in particolare di quelli che portano i meme rivali ( come:
nazismo, inquisizione, pol pot) .

Ingegnere memetico : chi consciamente realizza meme attraverso separazione e sintesi, con l’intento
di alterare il comportamento di altri . Scrittori di manifesti o di campagne pubblicitarie ( i
cosiddetti creativi ) sono dei tipici ingegneri memetici..

Membot (meme-robot) : una persona la cui intera vita è stata subordinata alla propagazione del meme,
meccanicamente e ad ogni opportunità (es . testimoni di geova, mormoni, hare krishnas). A causa
della competizione interna, i più vocali ed estremi tendono a salire alla cima della gerarchia
sociale. Un membot autodistruttivo è un memoide.

Memoide : Una persona il cui comportamento è cosi fortemente influenzato da un meme che la propria
sopravvivenza diventa assolutamente irrilevante (ad esempio kamikaze, terroristi sciti.).

Allergia del meme: una forma di intolleranza, una condizione che impone alla persona di reagire in
un modo estremamente violento quando è esposto a specifici stimoli semetiotici. Complessi di meme
esotossici conferiscono pericolose allergie del meme ai loro ospiti. Spesso per far scatenare la
reazione alla effettiva allergia al meme non deve essere presente un effettivo stimolo semiotico ma
la semplice percezione. Comuni allergie al meme sono: pornofobia, anticomunismo paranoico, omofobia.
Comuni forme di reazione meme allergiche sono: censura, vandalismo, abusi verbali, violenza fisica.

Tolleranze : un meta-mema che conferisce resistenza ad una grande varietà di meme ( ed i loro
socio-tipo), senza provocare meme-allergie. Nella forma più pura la tolleranza permette ai suoi
ospiti di essere continuamente esposti a meme rivali, persino intolleranti, senza infezione attiva o
reazione meme allergica .La tolleranza è un co-meme centrale in molti schemi, in particolare
liberalismo e democrazia. Senza di essa, uno schema diventa spesso eso-tossico e produce meme-
allergia ai propri ospiti.

Vaccino: Qualsiasi meta-meme che conferisce resistenza o immunità verso uno o più meme, permettendo
alla persona di essere esposta senza prendere una infezione attiva. Chiamato anche comunemente
immuno-meme. Comuni immuno-meme sono “fede”, ” fedeltà “,”scetticismo”, “tolleranza”. Ogni schema
contiene dei vaccini per proteggersi contro meme rivali ad esempio: Conservatorismo: automaticamente
resiste a tutti i nuovi meme. – Ortodossia : automaticamente rifiuta tutti i nuovi meme. – Scienza :
controlla nuovi meme accertando la consistenza teorica e ( se applicabile) la ripetibilità empirica,
continuamente rivaluta vecchi meme,accetta schemi in modo condizionato da futuri riassestamenti. –
Radicalismo: abbraccia un nuovo schema, rifiuta tutti gli altri. – Nichilismo: rifiuta vecchi e
nuovi schemi. – New age: accetta tutti i meme esteticamente piacevoli, vecchi e nuovi,
indipendentemente dalla empirica ( o persino interna) consistenza , rifiuta gli altri (notare che
questo non fornisce molta protezione). – Japponese: adatta (parte dei) nuovi schemi ai vecchi (moto,
macchine, moda)

Immuno-depressivo : ogni cosa che tende a ridurre l’immunità memetica di una persona. Comuni
immuno-depressivi sono: viaggiare ( disorientamento), esaurimento fisico ed emozionale, insicurezza,
shock emozionale, perdita della casa o di qualche caro, shock futuri, shock culturale, stress da
isolamento, situazioni sociali non familiari, certe droghe, solitudine, alienazione, paranoia,
esposizione ripetuta, rispetto per l’Autorità, ipnosi (sospensione del giudizio critico).
Reclutatori dei culti spesso mirano aereoporti o stazioni degli autobus perchè i viaggiatori sono
facilmente soggetti ad un alto numero di questi immuno-depressivi.

Spazio delle credenze : siccome una persona può essere solo infettata con un certo numero di meme,
c’e un limite nel loro spazio di credenze. I meme si evolvono in competizione alla conquista di
nicchie nello spazio di credenze degli individui e società.

Censura : ogni tentativo di ostacolare la propagazione del meme eliminando i suoi vettori. La
censura è analoga ai tentativi di fermare una malattia spruzzando insetticida. La censura non può
mai completamente uccidere un meme offensivo e può effettivamente aiutarlo a promuovere un ceppo più
virulento mentre può uccidere meme più leggeri.

Culto : un complesso di meme auto tossico di tipo sociale, composto ( o alla ricerca ) di memoidi o
membot (ad es. Dianetics). Caratteristiche dei culti sono: – auto isolamento del gruppo infettato( o
almeno degli ultimi reclutati); – lavaggio del cervello per mezzo di ripetute esposizioni (
inducendo stati mentali di dipendenza); – funzioni genetiche scoraggiate ( per mezzo di celibato,
sterilizzazione, svalutazione della famiglia) a favore della replicazione (proselitismo); – culto
della personalità.

Dormiente: meme attualmente senza ospiti umani. Gli antichi geroglifici egiziani sono esempi di
schemi che giacciono dormienti per millenni in testi nascosti o non tradotti, aspettando di
riattivarsi infettando archeologi.

Verme delle orecchie: Un suono o melodia che infetta la popolazione rapidamente (ad esempio “don’t
worry be happy”)

Il meme millenario: alcuni dei diversi epidemici meme che predicono eventi catastrofici per l’anno
2000, includendo la battaglia di Armageddon, l’estasi, il millenario regno di Gesù. L’ imminente
“New age” meme è semplicemente una pan-denominazione di questo. (chiamato anche meme-finale).

Mimcry: una strategia di infezione nella quale un meme tenta di imitare la semiotica di altri meme
di successo, ad esempio: pseudo-scienze ( Ufologia, Creazionismo), pseudo-ribellioni ( heavy metal)
, sovversione per contraffazione ( ribaltamento della situazione).

Strategia di replica: ogni strategia di replica usata da un meme per incoraggiare i suoi ospiti a
ripetere i meme ad altra gente. Il gancio co-meme di un complesso di meme.

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