Cos’e’ la Musicoterapia

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Cos’e’ la Musicoterapia

Presso gli uomini primitivi vi era la credenza che ogni essere possedesse un proprio suono o un
proprio canto segreto che lo rendeva vulnerabile alla magia. L’esistenza inconscia d’un suono
segreto personale e’ certo e conferma la credenza secondo la quale ogni uomo nasce con un suono
interno proprio al quale risponde.
I Greci utilizzarono la musica e svilupparono sensibilmente la sua applicazione nella prevenzione e
la cura di malattie fisiche e mentali.
Aristotele parlava dell’autentico valore medico della musica nelle emozioni incontrollate e le
attribuiva un effetto benefico a livello della catarsi. Platone vantava la musica e la danza per i
timori e le angosce fobiche :”…la musica non e’ stata data all’uomo solo per lusingare i propri
sensi, ma anche per calmare i tormenti dell’anima e i movimenti che tenta un corpo pieno di
imperfezioni”.
Celio Aureliano racconta che gli antichi curavano parti dolorose del corpo con l’influsso del suono,
soprattutto se si cantava su quelle parti in modo che il brivido risultante dalla percussione
dell’aria recasse loro sollievo.

Ramos de Pareja scrisse nel 1482 l’opera “Musica Pratica”, i 4 toni fondamentali ai 4 temperamenti e
ai pianeti. Il loro “Protus” corrisponde al flemmatico e alla luna, il tono “Deuteros” al collerico
e a Marte, il tono “Tritus” al sanguigno e a Giove, il tono “tretatus” al malinconico e a Saturno.
Il melanconico dovrebbe eseguire e talvolta inventare esso stesso i motivi musicali.
Nel XXVIII° secolo, si preferiva parlare degli effetti della Musicoterapia sulle fibre
dell’organismo. Grazie ad un effetto meccanico, le vibrazioni musicali regolari ristabiliscono
l’omotonia delle fibre.
La Musicoterapia che bisogna usare per curare i malinconici, deve iniziare dai toni bassi ed
elevarsi poi fino ai toni alti; grazie a questa progressione armonica, le fibre tese si stendono
poco a poco. La musica serve a distrarre l’anima del paziente dalle sue tristi preoccupazioni; si
tratta di accattivare l’attenzione del malato ed obbligarlo a interessarsi ad altra cosa che non
siano le idee nere che elucubra incessantemente.
Tissot faceva una differenza tra musica stimolante e calmante e gli fa dimenticare l’indisposizione
anche se non si e’ in grado di sopprimere la causa del male.

La Musicoterapia e’ una disciplina paramedica che utilizza il suono, la musica e il movimento per
provocare effetti “regressivi” e aprire canali di comunicazione con l’obiettivo di attivare il
processo di socializzazione. E’ pertanto una tecnica psicoterapica per migliorare la qualita’ della
vita, riabilitare e recuperare, dove e’ possibile.
La Musicoterapia si occupa dello studio e della ricerca del complesso suono-essere umano.
Tale complesso consta di elementi capaci di produrre stimoli sonori (natura, corpo umano, strumenti
musicali, ecc.); stimoli come il silenzio, suoni interni del corpo, musicali, ritmici, movimenti,
rumori ecc.; vie di propagazione delle vibrazioni, organi ricettori di tali stimoli come l’udito,
tatto e vista, la ricezione del sistema nervoso, la reazione psicobiologica e l’elaborazione della
risposta, che può essere comportamentale, motoria, sensoriale, organica attraverso il grido, il
canto, la danza, la musica.

Anche il movimento e non solo il suono e la musica e’ utilizzato nel processo terapeutico.
Gli stimoli sonori e musicali possono essere piu’ potenti nel suscitare manifestazioni di quelli
visivo e tattile. Insomma, la musicoterapia ha come scopo l’inserimento del paziente nella societa’
e la prevenzione e la cura di malattie fisiche e mentali.
Uno dei fenomeni piu’ profondi prodotti dal suono e dalla musica, e’ la capacita’ di provocare stati
regressivi, che riconducono a stadi anteriori vissuti quale lo stadio orale, anale e fetale.
La regressione e’ un meccanismo di difesa dell’io in quanto un individuo che ha una frustrazione
tende sempre al rimpianto dei tempi passati con maggiori gratificazioni.

Ogni terapia esige comunque una forte motivazione da parte del paziente.
La terapia si imposta sull’anamnesi e l’osservazione attenta del soggetto, delle modalità di
comunicazione-relazione, delle capacità del paziente, oltre ad un’attenta considerazione del suo
nucleo familiare.
Si richiede altresì chiarezza del contratto, obiettivi e limiti dell’intervento, modalità, tempi ,
spazi, durata della terapia ecc. Ma soprattutto la capacità di saper gestire il rapporto
terapeutico.

L’ASCOLTO MUSICALE TERAPEUTICO

Utilizzare l’ascolto musicale per guarire e prevenire significa, tra l’altro, nutrire letteralmente
il corpo con il suono e servirsi del suono per scoprire le dimensioni nascoste nel profondo e per
accelerare il processo di evoluzione della coscienza.
Qui tratteremo il rapporto tra la musica e chi l’ascolta, ma cercando di analizzare e spiegare il
fenomeno dell’ascolto musicale quando è vissuto coscientemente e cioè con la precisa intenzione di
mettersi in ascolto per migliorare la propria vita. Si può proporre il suono come una parte
essenziale dell’ambiente e quindi della relazione tra soggetto ed ambiente.
Gli effetti terapeutici del suono e della musica sono in grado di modificare l’attività del sistema
nervoso vegetativo. La musica può essere un’efficace aggiunta terapeutica in varie condizioni,
specie quelle caratterizzate dal dolore cronico in quanto capace di modulare complesse attività
nervose che si esprimono in quantificabili alterazioni neurovegetative.
Distinguiamo una fase dell’ “udire” i suoni come fenomeno periferico legato all’orecchio, una fase
del “sentire” che si collocherebbe soprattutto nelle funzioni talassiche, per arrivare ad
“ascoltare” la musica, con un coinvolgimento globale del nostro sistema nervoso e delle funzioni
psichiche a questo connesse.
Oltre all’emozione, la musica comporta sull’ascoltatore delle reazioni a carico della sfera
vegetativa: si assiste a modificazioni della pressione sanguigna, della frequenza cardiaca, della
respirazione ecc., ma per lo più anche quando la musica è percepita inconsciamente.
La musica va considerata da un lato un linguaggio non verbale, dall’altro un mezzo di comunicazione
dell’emotività.

estratto di Asturaro Dario Giovanni

Approfondimento sul sito www.sublimen.com

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