Come fu che Dio rispose ad una mia lettera, da bambino…

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Come fu che Dio rispose ad una mia lettera, da bambino…

di Yoganandaji

Tratto dal:

< Divino Romanzo >

– di Paramahansa Yogananda –

[…]

La realizzazione di Dio non è riservata agli yogi e agli swami. Il Signore è
racchiuso nel cuore e nell’anima di ogni essere, e quando aprirete il tempio
segreto del vostro cuore potrete leggere il libro della vita con
l’intuizione onnisciente dell’anima.

Allora e solo allora entrerete in comunione con il Dio vivente e lo
percepirete come l’essenza stessa della vostra esistenza. Se non provate
questo sentimento, le vostre preghiere non avranno risposta.

Potrete attirare ciò che le azioni positive e un buon karma vi permettono di
avere, ma
per ricevere una vera risposta da Dio, dovete prima raggiungere la divina
sintonia con lui.

Quando ero bambino scrissi una lettera a Dio. Ero così piccolo che sapevo
scrivere appena, ma pensavo di avergli detto molte cose. Non chiesi nulla
per me, invece gli domandai di parlarmi di sé. Aspettavo ogni giorno che il
postino portasse la risposta alla mia lettera, senza mai dubitare che
sarebbe arrivata.

E un giorno arrivò: Dio mi apparve in una visione e vidi la sua
risposta scritta in fulgidi caratteri d’oro. Sapevo leggere appena, ma
compresi il senso delle parole: “Io sono la vita! Io sono l’amore! Mi prendo
cura di te per mezzo del tuo papà e della tua mamma!”. Allora capii. Sentii
Dio.

Se le preghiere che rivolgete a Dio sono accompagnate dalla sincerità e
dalla
devozione incondizionata, non ha nessuna importanza che i vostri peccati
siano
più profondi dell’oceano e più grandi dell’Himalaya. Egli distruggerà questi
ostacoli karmici. Per qualche tempo, forse, potrete essere avvolti
dall’oscurità, ma sarete sempre una scintilla della fiamma eterna. Potrete
nascondere la scintilla, ma non riuscirete mai a estinguerla.

Dio è in tutte le cose. Quando avete lui, avete tutto. Ora ottengo
immediatamente ciò che desidero e, quindi, devo stare molto attento ai miei
desideri. Come prima e ultima cosa voglio Dio. Quando desidero qualcosa per
gli altri sono costretto a compiere un grande sforzo, perché devo combattere
contro il loro karma. Quando cercate Dio, dovete fare attenzione a non
desiderare segretamente qualcos’altro, dicendovi: “Prima desidererò Dio, poi
avrò certamente l’automobile che voglio”. Questo non è giusto. Non si può
ingannare Dio.

Noi dobbiamo cercare di unire la nostra coscienza alla coscienza di Dio.
Quando ci riusciremo, le nostre preghiere saranno esaudite perché non siamo
mendicanti, ma figli di Dio.

Non pregate mai per ottenere le cose di questo mondo, fino a quando il
vostro
profondo desiderio di conoscere Dio non sarà stato esaudito. Pregate finché
non lo avrete trovato; allora le vostre preghiere saranno guidate dalla
saggezza e non dalle tendenze che derivano dalle abitudini. Non ingannate
voi stessi.

Svegliatevi e ditegli: “Rinuncerò a tutti i desideri minori, voglio
soltanto conoscerti”.

Pregate ovviamente per coloro che soffrono, ma non per
ottenere le cose del mondo finché, attraverso la profonda meditazione e
l’amore per Dio, non diverrete consapevoli della vostra identità con lui.
Egli sa di che cosa avete bisogno. Cercatelo finché non lo avrete trovato,
finché
tutto il vostro essere non palpiterà della sua potenza e della sua gloria.

Chiedetegli insistentemente di rivelarsi a voi fino a quando non vi
risponderà. Chiedetegli con tutto il cuore, senza sosta: “Rivelati!
Rivelati!
Le stelle potranno disintegrarsi, la terra potrà dissolversi, ma la mia
anima continuerà a gridare: Rivelati!”. Il suo silenzio indifferente sarà
rotto
dal suono martellante e continuo delle vostre preghiere.

Infine, Dio si manifesterà improvvisamente come un invisibile terremoto. Il
muro di silenzio che trattiene le riserve della vostra coscienza comincerà a
tremare e crollerà, e vi renderete conto di fluire come un fiume
nell’immensità dell’oceano, e gli direte: “Ora sono una sola cosa con te,
Signore; qualsiasi cosa tu abbia è anche mia”.

Vi troverete finalmente di fronte al vostro Sé. I sacri ospiti dei divini
pensieri riempiranno, fino all’inverosimile, l’auditorium della vostra
mente.

I mendicanti del dolore, della disarmonia, della sofferenza non riusciranno
a entrare e i loro lamentosi sospiri saranno soffocati dall’armonia di un
inesauribile coro di felicità e di pace che risuonerà in eterno.

< La pace e la gioia eterne sono racchiuse in voi, non nelle cose esteriori >

Quali figli di Dio, la felicità è la vostra vera natura. Sarete appagati
soltanto dalla felicità vera che non dipende da fattori esterni. Il vino e
la
droga vi faranno credere erroneamente che vi stiate divertendo, ma in realtà
distruggono il corpo e la mente e soffocano l’anima. Le Scritture dicono che
il giorno di Pentecoste, i discepoli di Cristo erano ebbri; non erano certo
inebriati dal vino, ma dall’estasi di Dio. e’ questa divina estasi, questa
divina felicità che la vostra anima sta cercando.

Passate tanto tempo ad abbellire la vostra casa, o a lavorare per potervi
comprare una macchina nuova. E questo va bene, ma dovete anche essere capaci
di rinunciare interiormente a tutte le cose. Perché? Perché la rinuncia vi
rende liberi dalla schiavitù dei beni materiali. Pensateci. Vi lamentate di
non avere ciò che hanno gli altri. Non sapete cosa voglia dire essere
liberi.

La felicità dell’anima supera tutti i piaceri che vi possono dare i sensi.
Non passate dunque troppo tempo a inseguire i beni materiali. Certo è bello
essere
sempre in ordine; ma non siate ossessivi. Dopo averle ben pulite, le cose si
sporcano di nuovo. Siate interiormente immacolati. Fate del vostro sé
interiore un tempio di Dio. Trasformatelo in un tempio della mistica vita
universale.

Allora diventerete il re di tutte le cose e non sarete attaccati a
niente. La rinuncia interiore è la via migliore, è più grande del sentiero
della rinuncia esteriore, seguito subendo una disciplina forzata perché il
sé interiore è ancora attaccato al corpo e ai beni materiali. Trasformate il
vostro cuore, perché dentro di voi potete innalzare un altare sia al demone
dell’infelicità sia al Padre celeste. La pace eterna sta dentro di voi, non
certo nei beni e nelle circostanze esterne.

Dio è più che sufficiente, perché in lui trovate tutto l’amore, tutta la
vita,
tutta la felicità, tutta la gioia, tutta la pace, tutto ciò che non osereste
immaginare nemmeno nei vostri sogni più audaci. Coltivate un rapporto con
Lui.

Vivete la presenza di Dio ogni giorno, e non andate a letto la sera finché
non avete messo in pratica il Kriya e non vi sentite permeati di gioia
divina.

Conservate questa pace costante dentro e fuori di voi, allora chiunque vi
incontrerà, la percepirà e ne sarà elevato.

Non volete certo essere una puzzola umana e respingere, con il vostro
comportamento sgradevole e le vostre cattive abitudini, tutti coloro che
frequentate.

Voi volete essere una rosa umana, un fiore di perfetta felicità,
un uccello del paradiso. Non appena Dio vi sfiora, la fragranza di tutti i
fiori si manifesterà in voi. La bontà e la purezza di Dio saranno in voi.
Per questo dicevano di Gesù: “Nessun uomo ha mai parlato come costui”. Non
potete capire a fondo la vera natura di coloro che conoscono Dio, perché
sono
imperscrutabili.

Il mio gurudeva, lo Swami Sri Yukteswar, era distaccato da
tutte le cose. Lo Yoga insegna ad essere uniti soltanto a Dio e distaccati
da ogni altra cosa.

< Ospiti graditi e sgraditi - (1930 circa) >

L’umanità è imprigionata e immersa nelle cattive abitudini, che continua a
nutrire senza interruzione, mentre lascia morire di fame quelle buone. Avete
consentito agli ospiti sgraditi delle cattive abitudini di riempire
completamente l’auditorium della vostra mente, concedendo a stento udienza
alle abitudini buone che, perciò, si allontanano scoraggiate.

Per coltivare le buone abitudini dovete nutrirle con le buone azioni e, per
fare questo, è necessario trovare buone compagnie. L’ambiente (in
particolare la gente che frequentate) è molto importante, perché è più
potente della
forza di volontà.

Generalmente gli esseri umani sono inclini al materialismo e vi
spingono a seguire il loro esempio. Il faro della loro mente è costantemente
orientato verso l’esterno, mentre dovrebbe essere rivolto interiormente. Gli
uomini continuano a correre, ma nel mondo non esiste un luogo dove possano
nascondersi per sfuggire a se stessi. Ogni essere umano, alla fine, deve
affrontare se stesso, e questo è il motivo per cui dovreste cercare di
frequentare santi e amici che inducano la vostra mente a rivolgersi verso la
realizzazione del Sé e ad allontanarsi dall’influenza illusoria delle
cattive abitudini.

Se pregate per ottenere il successo materiale, o spirituale, ma nutrite al
tempo stesso il pensiero di un possibile fallimento, vi comportate come
colui
che manda qualcuno a fare una commissione solo per lasciarlo aggredire dai
banditi lungo la strada. I malfattori che vi impediscono di avere successo
sono le cattive abitudini. Voi inviate a Dio le vostre preghiere, indifese
come i bambini e senza nessuna protezione, ed esse cadono nell’agguato
dell’irrequietezza abituale e del dubbio, prima di poterlo raggiungere. Dio
sente le vostre preghiere, naturalmente, perché è onnipresente e
onnisciente; ma in certi casi non risponde come desiderate.

Ora vi racconterò una storia. Una volta un re annunciò a uno dei
suoi sudditi che lo avrebbe fatto impiccare se non avesse saputo rispondere
a una precisa domanda. L’ Uomo rispose: “Ditemi di che si tratta”. Il re
allora
gli domandò:

“Dove sta Dio e da che parte guarda, a nord, a sud, a est o a
ovest?”.

Il suddito andò a casa a pensarci, e disse a uno dei suoi servi che
sarebbe stato impiccato se non avesse risposto al re entro due settimane.

Il servo propose al padrone: “Permettetemi di andare al vostro posto.
Risponderò io alla domanda”. Quindi andò dal re e gli spiegò qual’ era il
proprio compito.

“Prima”, disse, “lasciatemi sedere sul trono perché, mentre
rispondo, io sono il vostro maestro”. Il re accondiscese e cedette il trono
al servo e poi gli domandò: “Dove sta Dio e da che parte guarda, a nord, a
sud,
a est o a ovest?”.

Per tutta risposta, il servo fece una richiesta: “Portatemi una mucca”.

Fu portata la mucca. Allora il servo domandò: “Dove si trova il latte?”.

“Nelle mammelle”, rispose il re.

“No, sire”, replicò il servo, “Il latte non sta soltanto nelle mammelle, ma
nella mucca, perché è l’essenza della mucca”.

Poi chiese che gli fosse portata un ciotola di latte, e quando l’ebbe
davanti a sé, domandò al re: “Dove si trova il burro?”.

“Ma io non lo vedo”, rispose il re.

Il servo rispose: “Il burro è nel latte e quando si sbatte il latte si forma
il burro. Perciò, come il latte si trova nella mucca, e il burro nel latte,
così Dio è in ogni luogo”.

E quindi la saggezza del servo salvò la vita del padrone perché il re ebbe
la risposta giusta.

Se vi fate questa domanda, riceverete la stessa risposta perché, per mezzo
del desiderio del vostro cuore e della profonda meditazione, dovete far
scaturire Dio dalla vastità della natura e separarlo dalla mente che si è
dispersa
nella materia.

visto su lista Sadhana >> it.groups.yahoo.com/group/lista_sadhana

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