CERVELLO/MENTE/COSCIENZA (PRINCIPI E MODELLI) 10

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CERVELLO/MENTE/COSCIENZA (PRINCIPI E MODELLI) 10

tratto da “Enciclopedia olistica”

di Nitamo Federico Montecucco ed Enrico Cheli

La triplice divisione del micro e macrocosmo e i suoi riflessi sulla psiche umana

di Sathya Sai Baba

Estratto dal libro “LA VIA DELLA VERITA”

L’universo è il macrocosmo, l’individuo è il microcosmo; il primo è Brahmanda ed il secondo
Pindanda.

La verità di base di entrambi è l’Uno, indipendente dai fatti e dalle cose di questo mondo.

Quando lo si realizza è chiamato Brahman, se lo si percepisce come universo è chiamato Parabrahma,
mentre la verità fondamentale dell’individuo è l’Atma; tutto ciò che appare differente dall’Atma
appartiene alla regione di Mithya o dell’illusione, che ci fa credere che il mondo sia reale sino a
quando non si inizia la ricerca e si scopre la verità, cioè che questo Universo e la sua supposta
base è un’apparenza causata dall’ignoranza o Maya.

Il potere che illude e fa credere che il Cosmo creato sia vero e reale è anch’esso una emanazione
dell’Atma e, quando questo potere opera, lo chiamiamo Paramatma.

Atma è considerato un composto inseparabile dei tre elementi Sath-Chit-Ananda; Maya è composto dei
tre Guna o modi o qualità: Thamas, Rajas e Satwa.

Questi Guna si esprimono nel desiderio (Iccha Sakthi), nell’azione (Kry Sakthi) e nella conoscenza
suprema (Jnana Sakthi).

La qualità chiamata Thamas crea l’apparenza delle diversità e nasconde la base, l’Uno; la qualità
chiamata Rajas esplora la verità ed i piaceri che ci procura la saggezza; la qualità chiamata Satwa
è uno specchio chiaro che da un immagine corretta delle cose e degli eventi che accadono

Quando Satwa predomina è detto Atmamaya; quando Rajas è ascendente diviene Avidya (ignoranza o non
conoscenza) e quando Thamas sussiste diventa Thamasi o pigrizia.

Quando l’Atma è riflesso nella qualità Satwica, l’immagine diventa Iswara, quando è riflesso in
Rajas diventa Jiva o l’individuo e quando è riflesso in Thamas diventa la materia.

Quando non c’è il contenitore o la forma, tutto è Atma

Quando l’uomo è dotato della qualità Satwica, diventa un Bhagavatha, cioè un ispirato dalla
devozione per Dio, impegnato per la maggior parte del tempo nell’adorazione e nella lode della Sua
Gloria Divina.

La preponderanza della qualità Rajasica lo fa intelligente, contento di essere uomo, ma senza alcuna
aspirazione verso il Divino, mentre se è governato dal guna Thamasico diventa schiavo del corpo e
dei suoi bisogni, come gli uccelli e le bestie.

Il Jiva (l’individuo) a causa dell’intelletto illuso, immagina se stesso come un “effetto” prodotto
da qualche “causa”.

Questa ignoranza della verità deve essere vinta dall’Atma-Vidya, o conoscenza dell’Atma, che spinge
verso questa avventura e ne garantisce il successo.

Essa distruggerà la distinzione, creduta reale, fra Jiva e Jagath, il soggetto e l’oggetto, l’uomo
ed il Cosmo; per aiutare l’uomo in questo eroico duello e farlo cosciente della verità, i Veda
prescrivono attività o Karma benefici, di cui trattano nella sezione chiamata Karmakanda

Per l’individuo, l’universo è fondamentalmente la sua immagine mentale e null’altro sino a quando la
mente ed i suoi processi non siano stati dissolti, il principio di Brahma sarà difficile da capire.

Coloro che non hanno capito la reale natura del cielo, lo confonderanno per una cupola e così anche
l’Atma sarà erroneamente incorporato nell’intelligenza, coinvolta in attività e nel piacere delle
conseguenze, preso nei lacci della gioia e del dolore ed invischiato nella felicità e nella miseria,
nella schiavitù e nella liberazione.

Il cambiamento (Vyavahara) e la più alta verità appariranno naturalmente differenti benchè siano
correlati inestricabilmente.

Lo spazio è uno ma, come risultato della diversità dei contenitori, sembra essere racchiuso in una
casa, in un vaso, in una costruzione etc.

Non esiste verità in esistenze separate; in tutti questi contenitori, case, laghi, colline etc. con
nomi e forme differenti, con diversi modi di comportamento, lo spazio è unico. Gli individui hanno
differenti nomi e forme, peculiarità e specialità di comportamento e ruoli diversi, ma come il filo
che tiene insieme le perle del rosario, la supercoscienza in tutti è Una.

La tripartizione dell’embrione, dell’uomo e della mente.

L’approccio terapeutico di David Boadella
di Adele Flora Lenna

La cellula primaria, lo zigote, contiene già il messaggio di armonia alla quale tendono tutti gli
essere viventi.

Il gamete femminile, l’ovulo, è maturo e pronto per fondersi con il gamete maschile, lo spermatozoo;
solo uno, il più forte, riuscirà nel suo intento, e così la storia di una mezza cellula si unisce a
quella di un’altra fondendo indissolubilmente il loro destino: il principio maschile, lo Yang ancora
una volta si fonde con lo Yin, principio femminile, per dare origine ad un “Uno”, sintesi
indissolubile dei due principi orginari. E’ il perpetrarsi del Tao. L’ovulo fecondato si suddivide
quindi in tre strati concentrici da cui origineranno tutte le parti del corpo. Ed è proprio dallo
studio della tripartizione dell’embrione che David Boadella dà un nuovo impulso alla comprensione
dell’essere umano e ad un ulteriore sviluppo della terapia bioenergetica che lui chiama
“Biosintesi”.

Egli parte dal presupposto che vi siano tre principali modalità terapeutiche che chiama “Centering”,
“Facing” e “Grounding”, asserendo che ciascuna di esse è collegata al funzionamento armonioso dei
sistemi e degli organi derivati dalla triplice stratificazione embriologica del feto.

Secondo David Boadella (Bio Sintesi, pag. 21, Ed. Astrolabio), una eccessiva tensione, prima o
durante oppure dopo la nascita, interrompe la cooperazione e l’integrazione tra gli ambiti dei tre
strati cellulari; la terapia si può quindi considerare un tentativo di riportare tale integrazione
all’armonia originaria, fermo restando che non esistono parametri di riferimento se non lo stato di
benessere dell’individuo stesso considerato nella sua individualità unica e irripetibile.

L’embrione è formato da tre principali strati di tessuto ognuno dei quali si trasforma in diversi
sistemi organici fondamentali.

Dallo strato più interno, l’endoderma, prende origine il sistema gastrointestinale, con tutti gli
organi interessati ai processi digestivi, ed il sistema respiratorio-polmonare. Lo strato interno
del corpo del feto perciò produce i tessuti che metabolizzano l’energia. Il livello di energia di
una persona dipende dall’efficiente mobilitazione dell’energia, mobilitazione che è enorrnemente
influenzata dall’emozione. Se infatti osserviamo una persona emotivamente depressa notiamo che
l’intero metabolismo del corpo è rallentato, si hanno modificazioni dell’appetito che spesso cala e
soprattutto assistiamo ad una drastica diminuzione della respirazione.

Lo strato cellulare mediano, il mesoderma, dà origine al sistema muscolare ed osseo, ai tessuti
connettivi e al sistema circolatorio. E’ il sistema del movimento e della connessione fra le tre
parti. Spesso le persone manifestano eccessi o deficienze nel tono muscolare. Eccessi e deficienze
che si esprimono in disturbi dell’atteggiamento che si riflettono nella espressione somatica della
struttura caratteriale.

Ogni volta che operiamo per cambiare una posizione del corpo esiste la possibilità di generare una
forte reazione emotiva e di far emergere atteggiamenti caratteriali profondamente radicati.

Lo strato cellulare più esterno, l’ectoderma, dà origine alla pelle, agli organi di senso e al
sistema nervoso. Interessa perciò la creazione dei confini tra organismo ed ambiente e
l’elaborazione delle informazioni. Gli squilibri tipici riscontrabili nell’ectoderma sono schemi di
ipersensibilità o iposensibilità.

Il sistema nervoso ha il compito di raccogliere e integrare le informazioni che riceviamo dal mondo
attraverso tre tipi di percezione: quella derivante dagli organi interni (introcezione), quella dal
sistema muscolare (propriocezione) e infine quella tratta dagli organi di senso (esterocezione). E
le informazioni vengono convogliate, attraverso un’organizzazione tripartita del corpo, dall
endoderrna, dal mesoderma, dall’ectoderma, passando attraverso la vista, l’udito, il tatto
principalmente e, in misura minore, attraverso l’odorato e il gusto. Basti pensare che noi
pensiamo.secondo schemi visivi, uditivi (linguaggio), o tattili.

“I tre termini psicoanalitici per indicare le strutture psichiche della mente, l’Es, l’Io e il Super
Io, hanno corrispondenti basi organiche” – scrive Boadella. ” L’Es, questa riserva di emozioni
primitive, corrisponde alla carica di energia emotiva associata ai sistemi organici profondi
dell’endoderma. Quando la rabbia si accumula nell’intestino e la paura ci blocca nel presso solare,
l’Es ci tiene nella propria stretta.

L’Io ha due suddivisioni principali; un ambito percettivo e un ambito motorio. L’Io sensoriale dà
significato alla percezione. Organizza un quadro mentale del mondo; una mappa mentale. L’altro ramo
dell’Io, l’Io motorio, coordina il movimento in azione efficace. L’Io sensoriale è strettamente
legato all’ectoderma mentre l’Io motorio si esprime attraverso il mesoderma. Entrambi sono collegati
alla spina dorsale che può essere considerata un ‘canale dell’Io’. Vediamo così nuovamente lo schema
a tre strati, che collega la psicoanalisi all’embriologia.

Il concetto di Super Io è un concetto sociologico senza alcuna diretta fondazione o origine negli
strati embrionali. Il Super Io è un qualcosa al di sopra e al di là dell’Io. Corrisponde al genitore
interiorizzato: la voce che dice come dobbiamo essere, e che fisiologicamente si concretizza in
quella che Reich chiamò “corazza”. E’ un sistema di spinte e tensioni che ha lo scopo di
accontentare le aspettative o le richieste esterne, più che di essere sensibile alle emozioni e ai
desideri interiori del Se’.

Il Super Io diventa una sorta di poliziotto che ci controlla con il manganello. li mio lavoro
terapeutico tende a ridurre l’influenza di questo poliziotto in modo da ampliare il territorio
dell’Io in quanto miglior regolatore delle energie dell’Es. L’integrazione dell’Es con le due
ramificazioni dell’Io corrisponde all’armonica coordinazione dei tre campi embrionali. “

Abbiamo potuto vedere come l’intero organismo, che si forma a partire da una signora cellula che
contiene in sé tutte le informazioni necessarie a generare un individuo completo, sia intimamente
collegato nelle sue parti costituenti da tutta una serie di meccanismi di controllo interagenti tra
di loro e come il Sistema Nervoso ne rappresenti la regia. Appare inoltre evidente 1’organizzazione
tripartita sia del corpo che dei suoi meccanismi di controllo. Secondo il pensiero scientifico
tradizionale, dominato dal concetto di “casualità lineare”, il punto di vista periferico che implica
processi somatici che interessano muscoli, visceri, vasi sanguigni, tessuti connettivi, ecc. e il
punto di vista centrale con la sua spina dorsale, il cervello inferiore, medio e la corteccia,
sarebbero opposti l’uno all’altro.

Ci potremmo chiedere: ” Qual è la teoria delle emozioni esatta: quella periferica o quella
centrale?” Noi postuliamo l’interazione tra il processo centrale e quello periferico in quanto
entrambi inseriti in un sistema più vasto che li comprende entrambi. Il modello lineare viene
sostituito, il corpo non è più visto come un insieme di visceri ed organi da una parte, apparato
locomotore dall’altra e sistema nervoso per conto proprio. La visione olistica è quella che ci viene
fornita dall’osservazione dei meccanismi biologici; l’interazione tra il microcosmo e il macrocosmo
è evidente, l’essere umano va visto inserito nell’universo come parte di esso, potremmo dire come
una singola cellula appartiene ad un intero organismo contenendo in sé stessa in nuce tutte le
informazioni proprie dell’organismo superiore, come un’onda è parte dell’oceano, anzi è l’Oceano
stesso.

I tre cervelli e i miasmi in omeopatia olistica

di Franco Lenna

L’omeopatia olistica, termine nuovo e suggestivo che ho coniato alcuni anni fa per caratterizzare
l’indirizzo olistico in medicina omeopatica, è nato per far entrare la visione olistica anche in
omeopatia. Tale visione era già presente in Hahnemann, ma purtroppo via via i suoi successori
l’hanno perduta sempre più, e oggi dobbiamo tracciare nuovamente le sue linee caratteristiche per
ridefinire che l’unico vero approccio omeopatico alla realtà è quello olistico.

L’omeopatia olistica non si limita ad un solo aspetto, non privilegia una sola area di indagine e di
studio ma comprende l’uomo come una realtà unitaria rnultifattoriale. Ogni metodo parziale è
incompleto e a volte pericoloso.

Noi crediamo che nell’uomo ci siano almeno quattro aspetti fondamentali che devono essere in armonia
tra di loro e il terapeuta li deve considerare sempre tutti insieme senza separarli. Si tratta del
livello fisico, energetico, emozionale e mentale. Alcune tecniche terapeutiche privilegiano un solo
livello, limitandosi ad un interesse esclusivo per il mentale oppure per il fisico. Ma l’unica
realtà, al di là di ogni definizione, è che ogni aspetto della vita umana è olistico, cioè si
compone di queste quattro forze armoniche in equilibrio.

La terapia è il ripristinare proprio quell’equilibrio perduto e l’omeopatia olistica interviene con
la prescrizione di quei rimedi che non limitandosi ad agire solo su uno o due di tali livelli,
avranno invece una portata globale. Essi riequilibreranno dove sono insorti i blocchi energetici del
paziente attraverso un nuovo tipo di diagnosi omeopatica basata in modo particolare sul linguaggio
del corpo. Con la stessa ottica noi ci avviciniamo ai tre MIASMI di Hahnemann – Psora – Lue –
Sicosi, cercando di interpretarli in chiave psico-dinamica ed energetica. Per MIASMA si intende
predisposizione, tendenza, caratteristica peculiare delle proprie patologie. In altre parole, non ci
basta più riconoscere la loro etiologia infettiva in quanto, per Hahnemann, la Psora nasce in
seguito ad un’infezione di Scabbia, la Lue da una malattia venerea provocata dal treponema della
sifilide e la Sicosi da un’altra malattia venerea e cioè la blenoraggia da gonococco. Tutto ciò è il
passato, è la storia. A noi cultori di medicina olistica interessano molto di più le cause
energetiche ed emozionali che hanno permesso l’instaurarsi di tali MIASMI nel paziente. A tale
proposito abbiamo rilevato che il blocco energetico della PSORA è principalmente a livello orale,
quello della LUE è uretrale, quello della SICOSI è anale. Mentre possiamo considerare che il
carattere genitale, cioè l’uomo in equilibrio, centrato, è immune da influenze miasmatiche negative
perchè si è riscattato da tale retaggio di predisposizioni con un lavoro su di sé che lo ha reso
consapevole della sua realtà individuale.

Stimolati da queste recenti acquisizioni di Bioenergetica applicata all’omeopatia, stiamo studiando
i rapporti esistenti tra i tre MIASMI ed i tre cervelli. Prossimamente vedremo anche i rapporti con
lo studio biotipologico delle tre costituzioni: il normolineo sulfurico, il brevilineo carbonico ed
il longilineo fosforico.

Per ora illustriamo brevemente il primo argomento. Sarà comunque ampliato in seguito. Ricordiamoci
che, superata l’ipotesi infettiva per spiegare i MIASMI, consideriamo che essi si instaurano quando
si stabilisce uno squilibrio energetico in un preciso punto chiave. Ogni punto chiave è specifico
per quel particolare MIASMA ed è collegato embriologicamente con un determinato foglietto
embrionario: ECTODERMA – MESODERMA – ENDODERMA. Si crea quindi una catena, un collegamento quasi
ineluttabile, automatico, che parte dal livello energetico (squilibrio di un foglietto embrionario)
il quale altera un suo bersaglio chiave specifico da esso dipendente, agendo sul livello fisico, ed
infine si ritorna ad una alterazione energetica con l’instaurarsi del MIASMA omeopatico come
conseguenza.

Tra i punti chiave più importanti per spiegare questa serie di fenomeni, troviamo proprio i tre
cervelli. Ogni cervello possiede una funzione energetica Yang ed una Yin. L’equilibrio, il libero
fluire energetico, sono la “salute” che corrisponde ad amore per la vita e non semplicemente
all’assenza di malattie.

Ecco un primo schema di relazioni olistiche che utilizzeremo come ipotesi di lavoro iniziale da
verificare e ampliare:

La corteccia cerebrale, cervello “mentale”, sensibile ai feed-back ed ai rapporti con l’ectoderma,
potrebbe essere un punto chiave importante per la SICOSI.

Il sicotico è un razionale, blocca le sue emozioni, diviene rigido e soffocato proprio perchè ha un
approccio mentale alla vita. Vive nella testa e non è collegato col proprio corpo. Le sue patologie
sono croniche.

La corteccia funziona secondo i principi della facilitazione e della inibizione. Avremo allora due
tipi di sicotico.

A: il primo tipo è più Yang: ossessivo perche iperinibito, con alta soglia per gli stimoli (luce,
suono, emozioni, ecc.);

B: il secondo tipo è più Yin: depresso perchè ipoinibito con bassa soglia per gli stimoli. Diventa
per forza ipofocalizzato, cioè non si concentra bene su nessun segnale o relazione con l’esterno,
per cui si chiude in se stesso.

Il cervello subcorticale, emozionale, sensibile ai feed-back ed ai rapporti col mesoderma, coopera
alla regolazione del tono muscolare e di quello che in Bioenergetica si chiama “Grounding”, cioè il
radicamento, il contatto con la terra potrebbero rappresentare un punto chiave importante per la LUE
. Il LUETICO è un istintivo, un passionale, un maniacale, un imprevedíbile, un paradossale, un
genialoide. Le sue patologie sono violente, caotiche, autodistruttive o eterodistruttive.

Il cervello subcorticale ha due funzioni energetiche per cui avremo due tipi di Luetico:

A: il primo tipo è più Yang, con un ipertono muscolare, ipergrounded. E’ duro perché è sempre pronto
all’azione e non al pensiero, lavora troppo e non si ferma mai e si identifica nel lavoro. E’
maniacale ed eterodistruttivo, ipercinetico.

B: il secondo tipo e più Yin, ipogrounded. E’ molle, fiacco, debole ma lunatico, bizzarro, scatta
all’improvviso in modo sproporzionato allo stimolo. Vive nell’immaginario ed ha un senso della
realtà molto debole. Cambia continuamente lavoro perchè non riesce mai ad identificarsi in niente.
E’ autodistruttivo. (Entrambi i ‘luetici’ sono pericolosi).

Il cervello vegetativo interessa ortosimpatico e parasimpatico, sistema nervoso autonomo, cervello
emozionale. La prevalenza dell’uno o dell’altro conferisce il tono alle emozioni della persona, la
qualità dei sentimenti più frequenti. E’ sensibile ai feed-back ed ai rapporti con l’endoderma,
potrebbe essere un punto chiave importante per la PSORA. Lo psorico è un emotivo, distonico, un
orale, dipende dagli altri perchè fa le cose non per se stesso ma solo per avere l’approvazione e va
in crisi se si rende conto che gli altri si disinteressano a lui. Potrà reagire in due modi diversi
a seconda se prevale l’orto o il parasimpatico, cioè se la reazione è Yang o Yin, ma saranno sempre
reazioni difensive tipiche di uno che in definitiva vuole fuggire e non affrontare il problema. Farà
patologie periodiche e alternanti tra la cute e gli organi interni. Avremo due tipi di PSORICO:

A: il primo tipo è più Yang (SULFUR), simpaticotonico, ipercaricato, iperemotivo, pieno di rabbia ma
anche di fobie più o meno conscie.

B: il secondo tipo, più Yin (PSORINUM), vagotonico, ipocaricato, iperrilassato che si abbandona alla
tristezza e al dolore, si ritira dal conflitto e si isola.

Riteniamo che i tre MIASMI si evidenziano solamente quando si instaura uno squilibrio nel
corrispondente cervello, altrimenti, in caso di equilibrio e fluidità energetica, rimarranno allo
stato latente. Ciò conferma ancor più che la salute e la consapevolezza di essa non sono un dono
gratuito e garantito per tutti ma richiedono un lavoro di disponibilità a modificare il proprio
stile di vita, i propri condizionamenti mentali, le proprie difese nevrotiche quando risultano
dannose per l’economia generale della persona, vista in modo olistico.

Un’ulteriore scoperta ci ha rivelato che nei tre MIASMI ritroviamo tre tipi diversi di Io. Quindi la
visione del mondo, che è sempre filtrata attraverso l’ottica particolare e personale del proprio Io,
non è uguale per tutti gli individui, e questo già si sapeva con assoluta certezza. Il fatto nuovo è
che l’omeopatia olistica ci dice che anche i MIASMI contribuiscono molto a creare ed a rafforzare il
nostro Io specifico. Infatti nelle sicosi prevarrà una componente dell’Io che è quella sensoriale e
che affonda le proprie radici dell’endoderma. La fissazione a questo livello ed il blocco energetico
derivante che impedisce l’armonia tra testa, cuore e pancia avvieranno questo soggetto verso la
sicosi.

Per la Lue ci sarà la prevalenza dell’Io motorio, che deriva dal mesoderma. Per la Psora l’Io
pulsionale che è endodermico.

Il fine ultimo dell’omeopatia olistica è sempre lo stesso: comprendere, rendere consapevole il
paziente, intervenire in modo olistico e trasformare l’energia prima bloccata perchè il paziente
possa amare di più se stesso e l’esistenza.

Tre sistemi di neuro-trasmettitori cerebrali forniscono una chiave della personalità umana

Uno psichiatra di St. Louis ha proposto un modello di tre principali dimensioni della personalità
umana, basato su tre sistemi di neuro-trasmettitori cerebrali “geneticamente indipendenti”.

La chiave è costituita dalle risposte caratteristiche di una persona alla novità, al pericolo e al
riconoscimento.

Robert Cloninger della Washington University e del Jewish Hospital ritiene che questo nuovo modello
costituisca un approccio più semplice e molto più valido della casistica tradizionale alle patologie
della personalità, quali la personalità istrionica, passivo-dipendente, esplosiva, ossessiva ecc.

Egli sostiene che le forze relative di questi sistemi – ricerca della novità, mantenimento del
riconoscimento ed evitamento del danno – producono un’ampia varietà di tipi di personalità, quali
sono descritti nella letteratura psicologica.

Sebbene i tre sistemi interagiscano, essi danno l’impressione di essersi evoluti separatamente.

La ricerca della novità, mediata dal sistema della dopamina, è determinata da una tendenza
ereditaria, all’esplorazione e all’intensa emozione in risposta a nuovi stimoli. La ricerca della
novità evita la monotonia.

L’evitare il danno, mediato dal sistema della serotonina, coinvolge un’intensa risposta
all’esperienza negativa. Colui che evita il danno impara ad evitare passivamente situazioni che
possono condurre a punizione o novità. Colui che evita il danno impara anche ad inibire
comportamenti che potrebbero sfociare in punizione, novità o mancanza di riconoscimento.

La dipendenza dal riconoscimento, caratterizzata da una bassa attività nel sistema della
norepinefrina (noradrenalina), è associata con il bisogno di aiutare e far piacere, con la capacità
di ritardare la gratificazione. La dipendenza dal riconoscimento, in questo caso, significa che un
comportamento riconosciuto una volta non si esaurisce facilmente.

Il fatto che questi aspetti siano presenti in personalità normali così come nei disturbi
tradizionali della personalità, suggerisce il fatto che la sottostante struttura biogenetica è la
medesima. In altre parole, potrebbe darsi che le persone disturbate abbiano soltanto schemi
eccedenti nei tre sistemi.

L’interazione dei tre sistemi di neuro-trasmettitori può creare tutte le colorazioni possibili della
personalità, così come la gamma dei colori fondamentali produce tutte le possibili tonalità.

Qualche esempio: una persona con alta espressione nella ricerca della novità, ma nella norma per le
altre dimensioni, tenderà ad essere avventurosa e metterà se stessa in pericolo. D’altra parte, è
prevedibile che persone con alta espressione, sia nella ricerca della novità che nell’evitare il
danno saranno particolarmente conflittuali ed instabili. Una persona con alta espressione
nell’evitare il danno, ma bassa nelle altre due, sarà paurosa anche in presenza di rassicurazioni e
di sostegno. Una tale persona si stancherà, anche, in fretta. Una persona dominata dalla dipendenza

al riconoscimento avrà bisogno di supporto emozionale ed intimità. Lui o lei saranno reattivi alle
pressioni sociali e sensibili ai suggerimenti degli altri. Anche la minima offesa potrà causare un
senso di rifiuto, che porterà ad eccesso di cibo o ad altri ‘riconoscimenti’ compensatori del
genere.

Una persona con alta espressione nella ricerca della novità e non particolarmente dipendente dal
riconoscimento potrebbe essere opportunista e non convenzionale. D’altra parte, una persona che
ricerca la novità ed è contemporaneamente dipendente dal riconoscimento potrà essere una persona che
ricerca attenzione, appassionata e indulgente verso se stessa.

Una persona con bassa espressione nella ricerca della novità ed espressione media negli altri
tratti, potrà essere frugale, rigida, leale o stoica. Qualcuno che sia indifferente sia alla novità
che al riconoscimento tenderà ad essere modesto, privo di immaginazione ed alla ricerca di
riservatezza.

continua…

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