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Cervello e lettura digitale

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[ 6 minuti di lettura ]

Cervello e lettura digitale

di: Paolo Manzelli/University of Florence

Premessa: il cervello è la struttura biologica generatrice del ragionamento, della coscienza,
dell’intelligenza e della memoria e pertanto è necessario che ogni persona che si occupi di
apprendimento in ogni sua forma possa conoscere l’ avanzamento delle scienze neurologiche per
aggiornare la propria riflessione sulle modalità del conoscere. Le diverse modalità di acquisizione
di conoscenze modificano le proprietà di memorizzazione del cervello favorendo dinamiche di
codificazione e decodificazione di nuove connessioni tra neuroni e con esse l’insorgere di nuove
relazioni di integrazione cerebrale, in particolare tra le memorie di lavoro (a breve termine ) e
quelle semantiche (cioè quelle che processano l’informazione a più lungo termine per mezzo della
associazione di varie aree celebrali).

Oggigiorno nei paesi tecnologicamente più avanzati il sovraccarico informativo è diventato tale che
elementi di conoscenza si accumulano rapidamente in modo frammentario e casuale, così che risulta
difficile mettere ordine significativo alla informazione per trarne un senso memorizzabile ed
esprimibile come ricordo. Per sopperire a questo stato di cose i processi mnemonici tendono a
modificarsi assumendo un carattere sempre più dinamico per far coincidere sempre meno la conoscenza
individuale con il sapere ripetitivo delle nozioni acquisite.

Per prepararsi coscientemente a gestire questa situazione è decisamente importante capire come la
formazione cerebrale della società contemporanea necessiti di nuove strategie finalizzate ad
imparare più velocemente e generare una amplificazione dei processi mentali non solo a livello
individuale, ma dentro una dimensione socialmente estesa, fondata sulle metodologie di comunicazione
informatica per la condivisione interattiva delle conoscenze. Tale opportunità proposta dalle
tecnologie di informazione e comunicazione (IT&C) si correla ad una maggiore flessibilità di
costruzione delle mappe cerebrali e si associa ad un profondo cambiamento di metodi e delle
strategie educative, che sono necessarie per abituarsi a selezionare e rielaborare rapidamente le
relazioni di integrazione tra le memorie operative e semantiche.

Per comprendere come ottimizzare il suddetto cambiamento è innanzitutto opportuno puntualizzare che
solo la memoria del computer si ripete identica a se stessa, mentre la memoria biologica è funzione
della capacita di utilizzazione dei ricordi in modo tale da permetterci di anticipare le migliori
soluzioni di pensiero e comportamento nell’apprendimento.

Diversamente dal computer il ricorso alla memoria biologica è di natura selettiva, conseguentemente,
se la elaborazione mnemonica è liberata da pesanti condizionamenti culturali e coercitivi, essa è
naturalmente in grado di indurre all’oblio l’informazione che non viene ritenuta fisiologicamente
utile allo sviluppo creativo della personalità, mediante azioni tese a limitare la trasformazione
delle memoria a brevi e in quella a lungo termine. Per far ciò istinto ed intuizione, si comportano
quali specifici selettori dinamici della evocazione ed integrazione in tempo reale dei processi
mnemonici. Pertanto è sufficiente un più frequente ricorso a tali sistemi innati di selezione
dell’informazione, per ottenere una metodologia di apprendimento utile a favorire una attenzione più
adeguata a sfoltire il sovraccarico informativo della memoria episodica e frammentaria, per ridurlo
all’essenziale semanticamente memorizzabile.

Agendo in tal guisa la formazione cerebrale tende di fatto ad adeguarsi all’uso delle nuove
tecnologie di comunicazione multimediali in Internet, le quali, processando l’informazione in sia in
tempo reale che differito, permettono di esercitare una estensione della memoria connettiva
estrenalizzata nella rete.

In questo ambito di evoluzione dei processi di memorizzazione congiunti con la rete Internet e con
la volontà di favorire le strategie di formazione cerebrale appropriate all’epoca contemporanea
della “Società della Conoscenza”, possiamo osservare che la stessa lettura di un libro risulta ormai
tesa a prediligere una metodologia di significazione anticipativa del testo, resa possibile da un
atteggiamento non più sequenziale della lettura parola per parola, ma che sotto un carico elevato di
informazione, diviene più frettolosa ed allo stesso tempo contenente un carattere positivo di
ricerca. Durante la lettura più affrettata il soggetto infatti si trova a scoprire e a costruire il
senso delle parole che legge attraverso selezioni, combinazioni, organizzazioni, anticipazioni e
retrospezioni proprie di chi fruga nella informazione cercandone un significato recondito, piuttosto
che tendere ad acquisirla specularmene. Infatti scopriamo che la significazione di un libro più
essere accelerata quando la lettura procede come estrazione di significato deducibile dal contesto,
in quanto quest’ultimo viene ad essere il frutto di una interazione tra la strutturazione logica del
testo ed una attività di indagine conoscitiva del soggetto. Tale metodo di lettura per indagine,
modifica sensibilmente la attivazione dei processi mnemonici, proprio in quanto chi legge assume una
dimensione di attenzione che non è più indirizzata a percepire un completo riflesso di quanto è
scritto, ed infatti il lettore non si immedesima profondamente nel testo, ma integra nella lettura
la propria intenzionalità attiva di ricerca di significato.

Il ruolo passivo del lettore, che è stato più proprio dalla antiquata modalità di lettura
sequenziale di un testo, viene oggi fortemente diminuito in particolare nella lettura di un testo
digitalizzato nel computer; infatti quando lo scritto e impresso su uno schermo a cristalli liquidi
è più facile poter velocemente scorrere rapidamente le pagine computerizzate, con l’obiettivo di
farsi un’idea del contenuto favorendo in tal guisa la intenzionalità di ricerca del lettore, il
quale punta la sua attenzione sull’innovazione significativa solo dopo la scelta dei brani a cui
dedica una lettura più approfondita.

Oggi la scrittura immateriale elettronica e la multimedialità degli strumenti informatici
indubbiamente favoriscono la abilità individuale nel creare proprie rappresentazioni mentali. Con
gli IPERTESTI, e l’utilizzazione dei BLOG (abbreviazione di Weblog) infatti vengono utilizzati vari
mezzi di rappresentazione (suoni, immagini bidimensionali e tridimensionali, animazioni,
simulazioni) per cui ognuno può migliorare le proprie strategie cognitive con modalità che, se ben
comprese e sviluppate, possono risultare estremamente utili nel processo evolutivo della formazione
cerebrale dei giovani.

L’ipertesto, ha modificato la procedura formativa classica richiesta dal vecchio testo stampato,
permettendo di passare da una fruizione lineare ad una non sequenziale ed interattiva, che va ad
agire su più livelli cognitivi ed emozionali differenziati, potenziandone il coinvolgimento.
Pertanto con le strategie di apprendimento ipertestuale lo studente ha la possibilità di pianificare
il suo percorso cognitivo, secondo una propria procedura associativa, spostandosi negli spazi
agibili nell’ipertesto (nodi = unità basilari di contenuto) ed anche uscendo da essi tramite
collegamenti esterni (link ) per navigare nella struttura reticolare della rete, perseguendo metodo
comunicativo multimediale che implica l’utilizzo interattivo di più codici comunicativi (es. grafico
ed acustico).

In conclusione la possibilità di adottare una modalità interattiva di fruizione condivisa delle
conoscenze potrà favorire la formazione di mappe mentali flessibili, incentivando le motivazioni e
gli interessi dei giovani ad esprimere le proprie idee entro un sistema di comunicazione e di
apprendimento collaborativo (Net- Learning) che permette in tal guisa di evitare l’assumere di
obsoleti atteggiamenti di memorizzazione ripetitiva delle nozioni acquisite. Come da sempre la
storia dell’uomo, la sua evoluzione cerebrale è basata su un processo di sviluppo di forme mentali
di adattamento creativo all’ambiente naturale e sociale, dove quel che succede non è una semplice
ricombinazione degli elementi storicamente definiti in precedenza, poiché essa è frutto di una
azione dinamica dove il nuovo si crea e si arricchisce, mentre il vecchio si depotenzia e si
degrada.

Per ulteriori informazioni:

Paolo Manzelli
Director of LRE/EGO-CreaNet-“VIA” – University of Florence
Via Cavour, 82 – 50129 FIRENZE – Italy
Phone: +39 055-288754
Fax: +39 055-2756702
Mobil +39 335-6760004
E-mail: LRE@UNIFI.IT
E-mail: manzelli@invisibilmente.it

Università degli Studi di Firenze

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