Cerchi nel grano: musica vivente

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Cerchi nel grano: musica vivente

Nei campi di tutto il mondo, forme geometriche risplendono di astratte, eppure armoniche, onde di
energia sonora. È questa l’ipotesi più avanzata per spiegare un fenomeno reale e assolutamente non
legato all’opera dell’uomo.

Negli ultimi venti anni la tranquilla e pittoresca campagna inglese è stata lentamente attraversata
da un fenomeno più vicino a film come “It Came from Outer Space” [Ottima pellicola diretta da Jack
Arnold nel 1953, con effetti 3-D, tratta da una novella di Ray Bradbury] che ad una tradizionale
tazza di tè al latte. Campi da tempo abituati ad ospitare frumento, orzo ed altri cereali sono
teatro con sempre maggiore frequenza di magnifici pittogrammi, ormai ovunque noti come “crop
circles”, i cerchi nel grano.

Vaste aree di cereali appiattiti al suolo, larghe fino a 9.000 metri quadrati, dove le piante
risultano piegate a circa tre centimetri di altezza da terra e delicatamente stese orizzontalmente
formano disegni di grande precisione geometrica, senza segni visibili di danno o di intrusione
umana.

Ciò che iniziò come un fenomeno locale nei dintorni di Stonehenge e Silbury Hill è ora divenuto, per
così dire, il prodotto britannico più esportato nel mondo! Fino ad oggi sono stati infatti riportati
circa 8.000 casi di crop circles in varie parti del mondo.
Recenti documentari televisivi hanno cercato di screditare i fatti e di indurre il pubblico a
credere che tutti questi cerchi nel grano non siano altro che uno scherzo tramato da due semplici
anziani burloni armati di un asse di legno e di un berretto da baseball provvisti di un ridicolo
marchingegno di fili che, a loro dire, gli consentiva di creare dei cerchi matematicamente corretti
e delle linee perfettamente dritte, nella piena oscurità.

Principi della geometria Euclidea

Nei programmi televisivi di quel genere la ricerca scientifica – attualmente in corso su tale
fenomenologia – viene totalmente e volutamente ignorata, lasciando che il pubblico venga sviato e si
convinca che dietro l’evidenza dei crop circles vi sia solo l’intervento umano. Ecco perché tanta
incredulità e persino ostilità affiorano nella mente delle persone verso questo genere di
manifestazioni. Hans Jenny ha catturato su pellicola fotografica l’esatto disegno geometrico
generato dal suono dei Crop Circles nell’ acqua, nell’olio, nel gesso e nella sabbia (a sinistra i
crop, a destra le foto di Jenny).

Eppure, nonostante ripetuti tentativi, ricercatori, scienziati e falsificatori non sono riusciti a
replicare la maggior parte dei fenomeni correlati ai cerchi nel grano genuini, ovvero: piante
piegate senza venir rotte o danneggiate; cromosomi alterati radicalmente; massiccio esaurimento
delle riserve idriche sotterranee; alterazioni degli elementi del terreno; forti discrepanze nelle
radiazioni di fondo e nei campi elettromagnetici; presenza di schemi energetici durevoli e
misurabili con appositi strumenti e così via.

Un duro colpo, per i sostenitori della teoria della falsificazione, è stata la scoperta fatta da
Gerald Hawkins, Professore Emerito in Astronomia, che ha riscontrato, nelle simbologie tracciate sui
campi di grano, intervalli diatonici e principi della geometria Euclidea che svelano una profonda
comprensione della matematica più complessa, fenomeno totalmente assente nei crop circles realizzati
manualmente, anche sotto controllo di testimoni.
Credo che ciò escluda una volta per tutte i due vecchietti e il loro asse di legno. Tra l’altro uno
dei due è deceduto lo scorso anno. Ma allora chi o cosa riesce a stendere a terra improvvisamente
diverse migliaia di metri quadrati di piante, formando con esse dei disegni di immensa complessità e
di ipnotica bellezza?

Il fattore terreno

Quando i gambi delle piante di un crop circle vengono tagliati, si propaga nell’aria una fragranza
di malto che suggerisce il fatto che siano stati cotti dall’interno. Eppure gli steli risultano
intatti. Dettagli della modificazione genetica sugli steli e sui chicchi di grano. Un’osservazione
più attenta rivela che, all’interno e nelle vicinanze di una traccia, sembra essere scomparsa una
notevole quantità d’ acqua dal sottosuolo (comprovato dalle analisi fotografiche all’infrarosso). Il
terreno all’interno di una formazione è solitamente molto arido e presenta persino delle crepe,
nonostante le piogge notturne.

Esaurienti analisi di laboratorio svolte dal biofisico Dott. W.C. Levengood su centinaia di crop
circles, dal 1991 fino al 1995, rivelano mutazioni sia fisiche che biofisiche nelle piante
all’interno dei misteriosi cerchi. Le nodosità presenti sui gambi risultano letteralmente esplose,
formando delle cavità da espulsione, un effetto riscontrabile esclusivamente all’interno dei crop
circles e riprodotto in laboratorio sottoponendole piante ad un surriscaldamento rapido ed elevato.

Levengood ha inoltre scoperto alterazioni nella germinazione e nello sviluppo degli embrioni dei
semi, nella lunghezza e nella circonferenza delle nodosità presenti sugli steli delle piante
(addirittura del 200%, in un caso) ed infine un aumento nel diametro delle pareti delle cavità
cellulari nei tessuti delle brattee: tutte caratteristiche coerenti con la presunta applicazione di
un intenso calore.

Queste scoperte portano a ipotizzare che le piante coinvolte nel fenomeno siano state irradiate da
microonde per un breve ma intenso lasso di tempo.
L’ acqua del sottosuolo in parte evapora ed in parte viene assorbita dalla pianta, impedendo così
che il campo prenda fuoco e rendendo, allo stesso tempo, gli steli sufficientemente elastici da
piegarsi senza spezzarsi, in modo che possano facilmente venire manipolati fino a formare degli
schemi precisi. Ma questo non spiega i disegni geometrici.

Il fattore geometrico

Se, come me, aveste esaminato tutte le foto aeree scattate a questi “agriglifi” negli ultimi
vent’anni, trovereste difficile negare la loro melodica precisione, le loro forme circolari
risplendenti di astratte, eppure armoniche onde di invisibile energia. Hans Jenny ha catturato su
pellicola fotografica l’esatto disegno geometrico generato dal suono dei Crop Circles nell’ acqua,
nell’olio, nel gesso e nella sabbia (a sinistra i crop, a destra le foto di Jenny) Non sorprende,
dunque, scoprire disegni di crop circles che sfoggiano i principi della geometria sacra, sia
visivamente che celati all’interno del loro progetto architettonico, proprio come un tempo il sapere
esoterico veniva celato all’interno della struttura di racconti o monumenti religiosi.

Nella sua visionaria opera intitolata “The Sophistication of Agriglyth Geometry”, John Martineau fu
forse il primo in grado di visualizzare queste informazioni codificate, durante i primi tempi della
comparsa del fenomeno. La mia analisi delle fotografie aeree ha provato che ciò è tuttora valido
anche per i cerchi formatisi in anni più recenti. Persino quei segni che, ad una prima analisi,
sembrano essere elementi sparsi o casuali, sia entro che oltre il perimetro delle formazioni (come
piccoli cerchi scollegati o puntini e forme rettangolari), esaminati più attentamente si rivelano
tutti posti lungo un invisibile schema di allineamenti pentagonali ed esagonali basati sulla
geometria proporzionale e sui rapporti della Regola Aurea matematica.

Nel numero di Febbraio 1992 della rivista “Science News”, il Prof. Hawkins si è spinto ancora più
avanti, utilizzando i principi della geometria Euclidea per provare che era possibile derivare ben
quattro teoremi dalle relazioni intercorrenti fra gli elementi presenti nei crop circles. Fatto
ancora più interessante, egli scoprì un quinto teorema dal quale poteva desumere gli altri quattro.

Nonostante una sfida ufficiale, lanciata da quelle pagine, le decine di migliaia di abbonati alle
riviste “Science News” e “Mathematics Teacher” non riuscirono a scoprire quel teorema di cui Euclide
stesso aveva solo ipotizzato l’esistenza, circa ventitré secoli prima. Ebbene, in seguito, tale
teorema apparve sotto forma di orzo appiattito, in un campo presso Litchfield, Inghilterra, nel
1995.

Il fattore suono

Gli antichi Greci solevano dire che la geometria era musica congelata. Per i loro insegnanti Egizi
la geometria sacra e la musica erano inestricabilmente collegate in quanto le leggi geometriche
governano gli intervalli matematici che formano le note nella scala musicale occidentale, gli
intervalli diatonici. Incidentalmente, anche i teoremi Euclidei enunciati da Hawkins hanno prodotto
degli intervalli diatonici.

In questo Crop Circles, risalente al 1998, appaiono evidenti le analogie con l’illustrazione a
fianco, riferita al simbolo della tradizione cabalistica ebraica. Così, per la prima volta, sono
stati messi in relazione teoremi geometrici e musica. È stato quindi provato che i crop circles
contengono note musicali, le quali sono a loro volta un sottoprodotto delle leggi armoniche della
frequenza del suono.

I campi stessi hanno offerto indizi clamorosi sull’esistenza di una componente sonora. Nel 1996
apparve un crop circle raffigurante la combinazione di due importanti cifre, i triangoli 3, 4 e 5 e
la Regola Aurea, combinazione che ci fornisce il diagramma necessario a produrre gli intervalli
musicali (come spiegato da H.E. Huntley nel libro “The Divine Proportion”).

Infine una eccezionale formazione apparsa a Goodwood Clatford, dove le piante erano state piegate a
15 centimetri dalla cima, ci ha fornito la proverbiale conferma. Perché si trattava di un disegno
raso al suolo su di un’area di 500 metri quadrati di orzo, che conduceva dritto ad un fucile
fumante.

Nel 1967 lo scienziato svizzero Hans Jenny pubblicò il primo dei suoi approfonditi studi sugli
effetti delle vibrazioni trasmesse entro differenti elementi quali acqua, gesso, olio e sabbia.
Trasmettendo il suono attraverso questi elementi, sotto forma di una frequenza analizzata da un
monitor, egli riuscì a catturare su pellicola fotografica l’esatto disegno geometrico generato dal
suono mentre le sue vibrazioni si muovono attraverso tali sostanze.

Cambiare la frequenza della vibrazione alterava le forme geometriche generate nelle sostanze
riceventi: una frequenza bassa produceva un semplice cerchio racchiuso da un anello, mentre una
frequenza più alta aumentava il numero di anelli concentrici intorno al cerchio centrale. Quanto più
saliva la frequenza, tanto più aumentava la complessità delle figure, fino a far apparire tetraedri,
mandala e figure Pitagoriche. Il Prof. Jenny non solo è riuscito a solidificare il suono, ma ha
anche permesso all’umanità di vedere la “musica congelata”.

Il cambiamento della frequenza terrestre

Jenny ci ha fornito un nesso fisico con la creazione dei crop circles, perché molte delle forme
vibrazionali trovate nelle sue foto coincidevano con i disegni apparsi nei campi. Alcuni erano
addirittura delle copie identiche, come il cerchio circondato da anelli concentrici apparso negli
anni ’80, il tetraedro di Barbury Castle del 1991, i mandala e la tela di ragno del 1994 e persino i
profondamente complessi frattali a stella su base Pitagorica apparsi nel 1997. Altre fotografie
dimostrarono la geometria costruttiva celata nei crop circles, percepibile solo dopo una dissezione
delle foto aeree con l’aiuto di bussola e computer.

Ma vi è un’ulteriore coincidenza: la relazione tra la crescente complessità delle forme geometriche
del Prof. Jenny, proporzionale all’aumento della frequenza emessa, coincide con lo sviluppo
cronologico sequenziale dei pittogrammi.
I crop circles infatti iniziarono ad apparire negli anni ’70, sotto forma di semplici cerchi, e si
sono evoluti in maniera esponenziale durante gli anni ’80 e ’90, fino a raggiungere la complessità
dei pittogrammi odierni.

Questo fatto confermerebbe quanto ripetutamente sostenuto da medium, sensitivi e channelers
[Channeling – termine inglese che significa “canalizzazione”. Movimento medianico nato in USA e
Canada] agli inizi del fenomeno, ovvero che la Terra sta attraversando un cambiamento di frequenza e
sperimentando un aumento nel suo ritmo vibratorio naturale. Una teoria condivisa da numerosi popoli
nativi in tutto il mondo, le cui profezie annunciano, in questo periodo, un profondo mutamento della
Terra. Ulteriori conferme ci pervengono dalla NASA, le cui recenti registrazioni sonar dallo spazio
hanno captato un innalzamento nella frequenza del suono emesso dal nostro pianeta.

Dal fornitissimo archivio del maggiore esperto di crop circles in circolazione, Colin Andrews,
risulta che numerosi testimoni riferiscono di aver udito un forte suono vibrante, prima di assistere
alla formazione di una traccia. Nei rapporti si parla di una quiete totale, innaturale, dell’aria:
il canto mattutino degli uccelli si interrompe, seguito da un suono vibrante e dall’intenso fruscio
delle spighe che si agitano, nonostante la completa assenza di vento. Le piante si abbattono quindi
al suolo in un movimento a spirale e l’intero evento non dura più di quindici secondi.

Questo suono è stato finalmente registrato su nastro ed analizzato dal Jet Propulsion Laboratory
della NASA: nel loro rapporto è stato definito di natura meccanica e pulsante ad una frequenza di
5,2 kHz. Lo stesso suono era stato udito precedentemente da un cameraman della BBC (la rete
televisiva nazionale britannica) mentre registrava un’ intervista presso un crop circle, appena
prima di oltrepassare il limite della formazione, ma la vibrazione non risultò percepibile dalle due
telecamere da 50.000 dollari che la troupe aveva con sé. Ovviamente, se il suono è una delle
componenti principali nella creazione dei crop circles, si può certamente interagire con esso.

L’Essenza dell’ Universo

Il luogo in cui questi cerchi si formano potrebbe avere un ruolo in tutto questo.

I risultati di due decadi di ricerche da parte di noti rabdomanti come Richard Andrews, Hamish
Miller ed altri, hanno rivelato che i crop circles solitamente si materializzano sopra le principali
“ley lines” (le linee della griglia di energia magnetica che circonda la Terra). H.Miller e Paul
Broadhurst, in “The Sun and the Serpent”, hanno anche osservato che questa energia si aggrega
laddove si trovano cerchi di pietre (come Stonhenge) e tumuli. Immaginate la loro sorpresa quando
hanno scoperto la connessione fra i cerchi nel grano e questi antichi luoghi sacri ed alla loro
griglia magnetica.

Miller scoprì che queste invisibili impronte – che possono durare anche un anno dopo che ogni segno
visibile della formazione è già stato dissodato – hanno delle strutture geometriche coerenti: croci
Teutoniche, stelle a 9, 10 e 12 punte, gli stessi schemi geometrici che formavano parte degli
insegnamenti matematici esoterici nella cultura Egizia, Buddista ed Araba, successivamente giunti in
Occidente grazie a Pitagora.

Questa relazione tra geometria, matematica e musica risulta particolarmente importante nei mandala
buddisti, le cui elaborate geometrie sono la manifestazione fisica dei canti (mantra) usati per la
meditazione. Nella cultura araba tale relazione è stata invece meticolosamente conservata nelle
decorazioni delle tipiche piastrelle di ceramica (usate nella costruzione di palazzi e moschee). In
entrambi i casi, la geometria rispecchia le forme dei crop circles sia nel loro aspetto esteriore
che nella loro struttura costruttiva.

Nelle più semplici tracce circolari, segni di tradizione esotericaDa sempre la storia delle antiche
culture è stata narrata attraverso canti e musica ed i loro rituali di guarigione sono stati
compiuti con l’accompagnamento di suoni e ritmi. In “Secrets of the Soil” Peter Tomkins rivela che
alcuni nativi Americani del popolo degli Hopi danzando in un campo durante una grave siccità,
cantarono delle note specifiche.

Giunto il tempo della mietitura, l’unica zona dei dintorni a possedere un raccolto da mietere era il
campo esposto alle vibrazioni dei suoni intonati durante la danza. Una situazione analoga è
riscontrabile in Inghilterra, dove i contadini, nei cui campi sono apparsi dei genuini crop circles,
riferiscono di aver avuto un raccolto più abbondante e piante più sane e più resistenti ai
pesticidi.

Come scrisse Robert Lawlor in “Sacred Geometry”, sia i nostri organi di percezione, sia il mondo
fenomenico che noi percepiamo, sembrano risultare più comprensibili come sistemi di pure immagini, o
come strutture geometriche di forma e proporzione. Pertanto, quando tante antiche culture scelsero
di esaminare la realtà attraverso le metafore della geometria e della musica, esse si trovavano già
molto vicino alla posizione attualmente occupata dalla scienza contemporanea.

La scala musicale, costruita sugli armonici della geometria sacra, ed ora ritrovata entro gli schemi
dei crop circles, rappresenta la struttura matematica dell’ anima del mondo, perché incorpora
l’essenza dell’ Universo formato su di essa. Potrebbe forse conseguirne che i crop circles siano il
linguaggio universale?
In essi noi vediamo gli elementi musicali e geometrici prendere corpo, mentre creano disegni di
perfetta simmetria, proporzione ed armonia.

Ciò potrebbe spiegare perché la gente non resta emotivamente colpita dalle formazioni create
dall’uomo. Indipendentemente da quanto appaiano coerenti, le loro proporzioni sono sbagliate e non
riescono ad attivare una vibrazione armonica con l’osservatore.

Lo stesso principio si applica anche ai crop circles autentici: è sufficiente distorcere o rimuovere
anche un solo elemento e la comunicazione tra osservatore e disegno si interrompe. Divengono una
semplice opera d’arte senza significato. Ma mostrate alle persone una semplice fotografia di un vero
crop circle e vedrete i loro occhi illuminarsi, li vedrete emozionarsi, diventare euforici,
estasiati, ben disposti, storditi e persino sovraeccitati. In netto contrasto, un crop circle
fasullo provocherà reazioni apatiche e persino negative.

Forse ciò che l’osservatore riconosce è un linguaggio archetipo, comune a tutta la Natura ma
raggiungibile solo attraverso il subconscio. I nostri occhi possono essere attratti dai disegni nel
grano dorato, ma il vero messaggio è recepito ad un livello molto più profondo, attivato da un
codice intrinseco che si basa sulla geometria sacra. Esattamente lo stesso codice sul quale è stata
creata la Natura, le cui formule sono custodite con zelo dagli antichi esoterici perché esse sono il
sapere degli Dei.
Quel che stiamo leggendo nei campi d’Inghilterra e di tutto il mondo potrebbe veramente essere il
libro della legge universale.

di Freddy Silva

Freddy Silva è scrittore, direttore di scena e fotografo, nonchè ricercatore e conferenziere
specializzato nel fenomeno Crop Circles.

da www.isolachenonce-online.it/et/tabloid/coverstory/crop_circles.html

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