Brevi indicazioni sull’Arte terapia per disabili adulti

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Brevi indicazioni sull’Arte terapia per disabili adulti

di Giovanni Peccarisio – 13 aprile 2006

Tutti coloro che hanno a che fare con i disabili, siano essi bambini o adulti, si trovano di fronte
ad un grosso ostacolo iniziale che si può sintetizzare nel seguente quesito: come si può comunicare
con essi per poter trasmettere il nostro messaggio?
Il principio fondamentale a cui bisogna attenersi per rispondere adeguatamente a questa domanda,
deriva in buona parte dalla nostra comprensione del loro stato e dal nostro modo di essere.
La conoscenza delle problematiche, dei disturbi fisici e/o psichici che affliggono i disabili è di
fondamentale importanza per applicare l’intervento più idoneo per aiutarli. In primo luogo bisogna
nettamente distinguere fra i disabili bambini o ragazzi, e disabili adulti.
Con i primi è possibile ottenere in molti casi, applicando una pedagogia curativa mirata,
miglioramenti significativi in rapporto alle loro condizioni di base.
Per quanto riguarda invece i secondi, dobbiamo prendere atto che la loro condizione ormai è
consolidata e le possibilità per intervenire per migliorarla sono minime, tuttalpiù possiamo
intervenire per attenuare i loro disagi.

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Dal punto di vista biologico, si può cominciare a considerare adulto il disabile una volta conclusa
la maturazione sessuale, in quanto il corpo fisico acquista la sua conformazione definitiva dopo
poco tempo. Da questo momento in poi, come è già stato detto, l’operatore, il terapeuta, il medico,
i familiari si trovano di fatto a doversi confrontare con una situazione esistenziale pressoché
definitiva.
Alla luce di questa presa di coscienza, l’aiuto che si può dare all’adulto disabile si articola in
due direzioni:
un indirizzo lavorativo ed un sostegno terapeutico.
Per indirizzo lavorativo s’intende la possibilità di un suo inserimento dell’attività e nella realtà
sociale tenendo naturalmente conto delle sue capacità fisiche, psichiche e spirituali.
Per quanto riguarda il sostegno terapeutico bisogna avere ben chiaro che senz’altro qualsiasi
intervento terapeutico può aiutare il disabile a vivere con minor disagio le sue dolorose
limitazioni e a rallentare in misura più o meno esplicita i processi di degenerazione del suo
organismo fisico e psichico.
Al di là delle terapie strettamente mediche o paramediche, un considerevole aiuto può essere portato
al disabile adulto dalle terapie artistiche.
L’interazione corpo-anima, sempre attiva nella cosiddetta persona normale, diventa di fondamentale
importanza nel caso della persona disabile. Per quest’ultima ragione le terapie artistiche, agendo
sull’organismo psichico, di rimbalzo influiscono sempre positivamente sul corpo fisico, a patto però
che la loro applicazione avvenga nella misura più corretta.

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La conoscenza dell’azione terapeutica delle Arti sulle varie patologie è indispensabile per aiutare
il disabile, così come è necessaria la conoscenza della natura delle patologie stesse.
Le Arti sono comunemente suddivise in due categorie:
Arti dello spazio e Arti del tempo.
Le prime sono le Arti plastiche pittoriche, fra cui le principali, oltre all’Architettura, sono la
Scultura eseguita con vari materiali, la Pittura , il Disegno.
Nell’ambito della Scultura è usato soprattutto Modellaggio con la creta ed il lavoro con il legno.
Tra i vari generi Pittorici il più usato è la tecnica ad acquerello.
Il Disegno, fatto eseguire con metodi particolari, può aiutare alla concentrazione dell’attività
pensante.
In linea di massima lavorare con creta o legno si usa per solidificare situazioni interiori che
tendono ad essere troppo labili, mentre la pittura ad acquerello serve quale aiuto a sciogliere
stati d’essere troppo rigidi.

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Le Arti del tempo, meglio definite come ritmico- musicali, si praticano con strumenti musicali, con
l’uso terapeutico della Parola e del Canto, e con Espressioni Corporee equilibranti e
riequilibranti.
Gli strumenti musicali più usati a fini terapeutici sono: il flauto dolce, semplici strumenti a
corda quali lira, kantele, – piccola lira dalla struttura molto semplificata che assomiglia al
salterio – ed infine, per quanto riguarda gli strumenti percussione, sono molto usati lo ksilofono,
il triangolo, le nacchere, vari bastoncini di legno ed altri simili semplici strumenti musicali.
Abbinati agli esercizi musicali con strumenti, vi è il Canto preceduto da esercizi preparatori;
quando possibile si conforma in semplici cori.
L’applicazione terapeutica dell’Arte della Parola, o più esattamente dell’Arte della “Formazione
della Parola”, così come per il Canto, al di là del benefico influsso sull’organismo sensoriale,
serve soprattutto per equilibrare il sistema respiratorio e circolatorio.
Ciò può avvenire tramite l’esercizio costante non solo di mirati esercizi vocalici, ma anche con la
recitazione di poesie, leggende, racconti, favole.
Ai fini della socializzazione nell’ambito del gruppo può risultare estremamente importante la Recita
teatrale di fine anno, dove confluiscono una serie di attività sia artistiche che artigianali.
Infatti la preparazione delle quinte, degli abiti, degli oggetti da scena e via dicendo, permettono
di usare Scultura, Pittura, Recitazione, Canto, Musica creando in tal modo un’attività coordinata e
globale.

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Per quanto riguarda l’Euritmia, che comprende ambedue le sfere artistiche e cioè l’ambito spaziale e
quello temporale, merita un discorso a parte la sua applicazione sia dal punto di vista artistico,
pedagogico e terapeutico.
Questa Arte che si esprime tramite movimenti fluidi e armoniosi rende visibili le leggi che regolano
Parola e Musica comunemente invece udibili.
Queste leggi strettamente rapportare con la più intima struttura umana, quando vengono applicate a
processi terapeutici, influiscono notevolmente non solo sulle buone funzioni degli organi, ma anche
sulla loro stessa struttura.
Con l’Euritmia si possono anche riequilibrare le parti più sottili e delicate costituenti la natura
umana: quella psichica e quella energetica.
Secondo le necessità, verranno eseguiti suoni, vocali e consonanti, note od intervalli, che possono
aiutare con i loro gesti calmanti od al contrario stimolanti, la persona disabile per ritrovare il
proprio equilibrio.
I movimenti possono essere eseguiti attivamente o per imitazione od anche, quando la situazione lo
richieda, in modo passivo.
Per esempio ad un Down, verranno assegnati suoni e forme molto attive, perché a queste persone piace
il movimento ritmico, essendo per loro natura molto musicali anche se stonati.
Invece ad una persona con problemi di paralisi, i movimenti verranno eseguiti in modo passivo:
saranno cioè eseguiti con l’aiuto dell’euritmista che attiverà – quando non sia possibile iniziare
dall’apparato muscolare – le forze energetiche della persona stessa, forze che comunque sono
esistenti anche se bloccate o inattive.
Specie in questi casi, così come in altre malattie, l’efficacia dell’Euritmia viene messa
maggiormente in evidenza, giacché Essa può lavorare come già accennato, anche sulle parti più
sottili e delicate come quelle vitali o mentali.

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Com’è comprensibile la necessaria conoscenza delle patologie di cui è affetto il disabile va
direttamente associata alla conoscenza delle differenti terapie artistiche, come più sopra è già
stato accennato.
Di conseguenza per il terapeuta tutto ciò implica un approfondimento sia del primo che del secondo
aspetto. Questo porterà il terapeuta ad una trasformazione del proprio essere, permettendogli un
rapporto il più possibile vicino alla difficile situazione esistenziale nella quale sono costretti
vivere i nostri cari fratelli disabili.
In tal modo ci si può avviare per la strada indicata all’inizio di questo scritto e cercare di
raggiungere i due presupposti che dovrebbero essere alla base del nostro operare quale terapeuti, o
familiari: la comprensione del loro stato psichico e spirituale ed il nostro modo di essere
rapportato a loro.

Giovanni Peccarisio
Laureato alla “Libera Università della Scienza e dello Spirito” di Dornach (Svizzera), come Maestro
Waldorf (scuole steineriane) e Maestro di pittura

Finché uno non si impegna veramente
c’è esitazione, c’è la possibilità di ritirarsi e c’è sempre inefficacia.
In tutti gli atti d’iniziativa e di creazione
c’è una verità elementare, la cui ignoranza uccide idee e piani meravigliosi in numero infinito.
Nel momento in cui uno si impegna davvero fino in fondo, allora si muove anche la Provvidenza.
Ti vengono in aiuto mille cose
che altrimenti non sarebbero successe: viene verso di te un intero flusso di eventi prodotti
dalla decisione, portando a tuo vantaggio ogni genere di imprevisti, di incontri e assistenza
materiale che non ti saresti nemmeno sognati.
Qualsiasi cosa tu possa fare o possa sognar di fare, cominciala. L’audacia ha genio, forza e magia.
Cominciala, comincia adesso!

J.W.Goethe

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