Alzheimer e diabete: un legame strettissimo

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Alzheimer e diabete: un legame strettissimo

di Gabriel Cousens

da Curare il Diabete in 21 giorni

Circa 4,5 milioni di americani soffrono della malattia di Alzheimer e questo dato potrebbe
triplicare in meno di cinquantanni, secondo la Alzheimers Association. Più del 65% degli americani
è sovrappeso o obeso e i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) stimano che circa 54 milioni di persone siano da considerare pre-diabetiche.

Pre-diabete e diabete significano elevato zucchero nel sangue, obesità, malattie cardiache e,
secondo nuove ricerche, anche Alzheimer. Questa correlazione fa presagire un forte aumento nei casi
di questa malattia degenerativa a meno che non si intervenga subito sulla dieta e sulle abitudini di vita (138).
I ricercatori hanno iniziato a collegare lAlzheimer al diabete, allobesità e alle malattie
cardiache. La correlazione è talmente forte da indurre gli scienziati della Brown Medical School a
definire lAlzheimer come diabete di tipo 3 (139). Numerosi studi hanno mostrato che le persone con
diabete di tipo 2 hanno unincidenza circa doppia di Alzheimer. Una ricerca del Karolinska Institute
svedese ha scoperto che anche le persone con diabete border line, cioè chi ha alti livelli di
zucchero nel sangue, hanno un rischio maggiore del 70% di sviluppare lAlzheimer (140). Evidentemente, nelle persone con glicemia alta aumenta il rischio di demenza.

Lipotesi è che la causa primaria sia linadeguata circolazione cerebrale indotta dal diabete. Uno
studio durato otto anni condotto dal Kaiser Permanente ha esaminato 22.582 pazienti di 50 e più anni
con diabete di tipo 2 e ha constatato che gli individui con glicemia alta avevano un rischio
maggiore di demenza e di Alzheimer. Rispetto ai soggetti con livelli normali di emoglobina
glicosilata (HgbA1c minore di 6), coloro che avevano livelli maggiori di 12 avevano il 22% di
possibilità in più di sviluppare demenza e per chi aveva i livelli maggiori di 15 le possibilità
erano del 78% in più. Così come la malattia vascolare periferica porta allamputazione, così esiste
una demenza vascolare favorita da una cattiva circolazione del sangue nel cervello.

Nuove ricerche che collegano il diabete allAlzheimer suggeriscono che gli alti livelli di zucchero
nel sangue propri del diabete possono portare alla formazione di prodotti di glicazione avanzata,
detti anche AGEs (141). Gli AGEs sono sostanze derivate dallo zucchero che si formano nellorganismo
dallinterazione tra carboidrati e proteine, lipidi o acidi nucleici come il DNA. Gli AGEs agiscono
danneggiando la struttura e le funzioni delle proteine e dei tessuti che contengono proteine142.
Studi recenti hanno mostrato che la formazione e laccumulo degli AGEs sono favoriti dal diabete
(143). Secondo la documentazione prodotta dallosteopata Edward R. Rosick: «I prodotti della
glicazione avanzata divengono ancora più distruttivi quando si associano ai radicali liberi
formatisi durante la produzione di energia cellulare. Questi agenti estremamente reattivi producono
stress ossidativo che può causare danni alle cellule. I ricercatori hanno motivo di ritenere che lo
stress ossidativo possa essere coinvolto nella formazione degli AGEs, che a loro volta possono
indurre ulteriore stress ossidativo. Gran parte degli AGEs che si accumulano nelle proteine sono
prodotti in condizioni di elevato stress ossidativo. Nuove prove mostrano che tale tipo di stress
può essere un importante fattore causale sia nellinsulino-resistenza che nel diabete di tipo 2» (144, 145).

Le autopsie cerebrali di pazienti con Alzheimer hanno mostrato segni di elevato danno ossidativo
dovuto ai radicali liberi e nuove ricerche indicano che gli AGEs possono dare avvio a questo
processo (146). Nei pazienti con diabete e Alzheimer sono lo stress ossidativo e laccumulo di AGEs a indurre unanalogia biochimica tra le due malattie.
Dobbiamo proteggerci da questo stress ossidativo con lalimentazione. Alcuni studi hanno indicato
come lacido alfa-lipoico (ALA) aiuti a proteggere il cervello dai danni indotti dai radicali liberi
che sono conseguenza dello stress ossidativo; questa scoperta ha implicazioni importanti per la capacità potenziale di proteggere anche contro lAlzheimer (147, 148).

Unaltra novità positiva è che la glicemia alta dei diabetici e laumentato rischio di Alzheimer
sono correlati al consumo di cibi raffinati ad alto tenore glicemico e non ai cibi naturali. Nuove
ricerche interessanti suggeriscono che gli antiossidanti nei succhi di frutta e verdura possono
diminuire il rischio di Alzheimer. Il Kame Project, uno studio a lungo termine su oltre 1.800
nippo-americani condotto a Seattle, ha iniziato tra il 1992 e il 1994 a osservare pazienti non
affetti da demenza con una media di età intorno ai 71 anni. Il gruppo è stato seguito fino al 2001.
Durante quel tempo, tra i pazienti che avevano seguito il programma alimentare erano stati
diagnosticati ottantuno casi di probabile Alzheimer. Chi aveva bevuto succhi di frutta e verdura
almeno tre volte a settimana aveva il 73% di probabilità in meno di sviluppare lAlzheimer rispetto
a chi aveva bevuto succhi meno di una volta a settimana (149). Questa è una novità importante,
poiché la dieta anti-diabetogena propia della Cultura della Vita comprende grandi quantità di succhi freschi di verdura.

Tratto da Curare il Diabete in 21 giorni Macro Edizioni, 2010.

Gabriel Cousens
Curare il Diabete in 21 Giorni
Macro Edizioni
Data pubblicazione:Settembre 2010
Formato:Libro – Pag 334 – 17×24
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__curare-il-diabete-in-21-giorni-nuovo.php?pn=1567

Note
138. Research reveals deepening connections between diabetes and Alzheimers: existing diabetes therapies may help fight Alzheimers. Alzheimers Association, 2006. http://www.alz.org/icad/newsreleases/071606_noon_diabtesandad.asp.
139. Rivera, E.J., Goldin, A., Fulmer, N., Tavares, R., Wands, J.R. e de la Monte, S.M., Insulin
and insulin-like growth factor expression and function deteriorate with progression of Alzheimers disease: link to brain reductions
in acetylcholine, J Alzheimers Dis, vol. 8(3), dicembre 2005, pp. 247-268. 140. Alzheimers Disease, Alternative Medicine, febbraio 2007, p. 66.
141. Takeuchi, M., Kikuchi, S., Sasaki, N., et al., Involvement of advanced glycation end products
in Alzheimers disease, Curr Alzheimer Res, vol. 1(1), febbraio 2004, pp. 39-46.
142. Rosick, E.R., The deadly conncection between diabetes and Alzheimers, Life Extension, dicembre 2006,
pp. 33-41.
143. Ramasamy, R., Vannucci, S.J., Yan, S.S. et al., Advanced glycation end products and RAGE: a
common thread in aging, diabetes, neurodegeneration and inflammation, Glycobiology, vol. 15(7), luglio 2005, pp. 16R-28R.
144. Opara, E.C., Oxidative stress, micronutrients, diabetes mellitus and its complications, J R Soc Health, vol. 122(1), marzo 2002, pp. 28-34.
145. Houstis, N., Rosen, E.D. e Lander, E.S., Reactive oxygen species have a causal role in multiple forms of insulin
resistance, Nature, vol. 440(7086), aprile 2006, pp. 944-948.
146. Moreira, P.I., Smith, M.A., Zhu, X., et al., Oxidative stress and neurodegeneration, Ann NY Acad Sci, vol. 1043, giugno 2005, pp. 545-552.
147. Arivazhagan, P. e Panneerselvam, C., Alpha-lipoic acid increases Na+K+ATPase activity and
reduces lipofuscin accumulation in discrete brain regions of aged rats, Ann NY Acad Sci, vol. 1019, giugno 2004, pp. 350-354.
148. Lovell, M.A., Xie, C., Xiong, S. e Markesbery, W.R., Protection against amyloid beta peptide and iron/hydrogen
peroxide toxicity by alpha lipoic acid. J Alzheimers Dis, vol. 5(3), giugno 2003, pp. 229-239.
149. Hitti, M., Fruit, veggie juices may cut Alzheimers risk antioxidant may be the key, say
researchers, WebMD Medical News, 20 giugno 2005. http://my.webmd.com/content/Article/107/108607.htm

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