A cosa serve la musica? Se non ci fosse non ci sarebbe la società, parola di scienziati

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A cosa serve la musica? Se non ci fosse non ci sarebbe la società, parola di scienziati

Luigi Bignami

22/8/2017

Quando luomo iniziò ad avvicinarsi alla musica?

I nostri antenati iniziarono dapprima battendo degli oggetti tra loro per creare del ritmo o utilizzarono le loro voci per cantare e creare melodie?
Quali strumenti hanno utilizzato per primi?

La musica è sempre stata importante nelle società e se sì, perché?

Tanti sono i lavori che sono stati realizzati nel tempo per dare una risposta a queste domande: ora
un gruppo di ricerca dellUniversità di Oxford guidato da Jeremi Montagu ha cercato di dare una
riposta globale a questi interrogativi e li ha pubblicati sulla rivista Frontiers in Sociology.

La melodia

Alla prima domanda, ossia quando luomo iniziò a creare musica, è difficile dare una risposta
assoluta, perché sono tante le ipotesi che al momento possono essere considerate valide. Direi che
il sound iniziò quando qualcosa trasmise delle emozioni, ha detto Montagu. La musica potrebbe
essere nata allorché un insieme di parole usate per far addormentare un piccolo, siano state in
qualche modo modulate, ma è difficile mettere una linea di confine tra una serie di parole e una modulazione musicale, dice il ricercatore.

Si potrebbe pensare che il passaggio sia avvenuto quando alle parole si è inserito un ritmo, ma
allora la recita di un sonetto o un discorso detto con una certa foga possono essere considerati
musica? La realtà è che ciascuno di noi continua Montagu può dire: questa è musica oppure no questo è un semplice discorso e nessuno lo può smentire.

Per capire invece, quando luomo iniziò a cantare i ricercatori hanno analizzato i teschi dei nostri
predecessori, in particolare le mascelle la cui forma è fondamentale per permettere dei vocalizzi.
Risulta che da circa un milione di anni a questa parte le varie specie di homo avevano una struttura che permetteva loro di cantare, ma non sappiamo se lo hanno fatto.

Il ritmo

I nostri antenati possono aver creato il ritmo battendo le mani. Poi qualcuno si accorse che si
potevano avere i medesimi risultati senza farsi del male alle mani semplicemente battendo degli
oggetti. E probabile che i primi fossero materiali morbidi, come il legno o le canne e per questo
non sono arrivati fino a noi. Sono sopravvissuti invece, dei percussori ossei. I più antichi che
si conoscono sono ossa di cigni e di avvoltoi di circa 41.000 anni fa. Vi sono segni certi che essi
venivano battuti tra loro. Vi sono prove poi, di stalattiti che venivano percosse in grotte di circa
12.000 anni fa. Le grotte facevano da grancassa al suono emesso con risultati allora stupefacenti.

Perché è durata

Le ricerche dunque, pur non esaustive, dicono dunque che la musica ha origini molto antiche, ma i ricercatori si sono chiesti: Perché è durata nel tempo?

Secondo Montagu la musica è continuata ad esistere perché dà modo alla gente di ballare. Non si sa
se i primi ballerini nacquero quando vennero composte le prime melodie o semplicemente quando nacque il ritmo, certo è che il ballo è unespressione fondamentale per luomo.
La musica è sopravvissuta anche perché è divertimento. Personale e di gruppo. La musica poi, può
essere stata utilizzata come mezzo di comunicazione su grandi distanze utilizzando strumenti simili
alla batteria o alle corna. E ancora la musica è rituale e praticamente ogni religione ha la propria musica.

Ma secondo Montagu il motivo principale per cui la musica è sopravvissuta sta nel fatto che essa unisce le persone.

La musica porta a legami stretti, come ad esempio il legame tra madre e figlio o tra membri dello
stesso gruppo. Permette anche di trasformare un lavoro ripetitivo da noioso a sopportabile e aiuta
tutti a muoversi insieme, aumentando la forza del lavoro, spiega il ricercatore. Ed è possibile
conclude Montagu che la musica sia stata fondamentale nel creare legami come la famiglia se non
addirittura la società stessa. Se non ci fosse stata la musica gli individui, forse, sarebbero stati molto meno socievoli e molto più solitari.

http://journal.frontiersin.org/article/10.3389/fsoc.2017.00008/full

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